Il potere della danza Con Mr. Gaga Tomer Heymann racconta il celebre coreografo israeliano Ohad Naharin in un documentario dove si respira la passione per l’oggetto della narrazione fin dalla prima inquadratura.

C’era una volta a New York, New York Dopo il grande consenso di critica e pubblico di Taxi Driver, Scorsese, dirigendo questo film, sembra quasi volersi prendere una vacanza da se stesso, dalla violenza, dall’alienazione e dal dramma, per immergersi nel mondo spensierato dei musical MGM, nella nostalgia degli anni del dopoguerra e dei film…

Song of a gun Nell’autobiografia poetica del figlio prediletto di Little Italy c’è il rock ‘n’ roll che accelera la scena narrativizzandola, il soul che la ammorbidisce con la sua linea melodica intimista e profonda, la tradizione lirica italiana che drammatizza il tessuto narrativo “sdrammatizzandone” i toni da melodramma noir.

In onda giovedì 25 su Rai Movie, ore 0.45 Riflessi d’oro in un cristallo d’argento  Per raccontare la tormentata relazione tra Liberace (Michael Douglas) e il suo amante Scott Thorson (Matt Damon), Soderbergh costruisce un vero e proprio apparato scenico di luccichii, brillanti e scintillii.

Tutti questi outsider tristi “A notte le strade di New York riflettono la crocifissione e la morte di Cristo. Quando per terra c’è la neve e il silenzio è assoluto, esce dalle orrende case di New York una musica di così cupa disperazione e bancarotta da far accapponare la pelle.”

Ballare per la vita Un uomo e una donna si raccontano davanti alla macchina da presa: svelano retroscena, condividono ricordi e riflessioni sulla vita, sull’arte, sull’amore. Hanno rispettivamente 83 e 80 anni e le loro esistenze si sono intrecciate circa settant’anni fa, quando iniziarono a ballare insieme in una milonga di Buenos Aires.

“Un nessuno che sogna di diventare qualcuno” A tre anni di distanza da Mean Streets, ambientato nelle strade di Little Italy, Martin Scorsese torna nello scenario metropolitano della New York degli anni ’70, ritraendone il disfacimento e la desolazione nei toni angoscianti di quello che può essere definito un cupo neo-noir esistenziale.

Una pietra miliare del cinema beat Beat: colpo, battito. Tac tac sulla macchina da scrivere: prima il ritmo, poi pensieri e frasi. Una scrittura che flirta col bebop, da cui deriva musicalità e gusto per l’improvvisazione.

Rapsodia in bianco e nero Se, come il protagonista in una delle scene più famose del film, ci si mettesse sdraiati sul divano ad elencare le cose per cui vale la pena vivere, Manhattan potrebbe legittimamente rientrare, come tutto il grandissimo cinema, nella lista.

Una Gran Torino del 1972 fastback con motore cobra jet da pulire ed esibire in giardino. Tra una sorsata di birra e l’altra spunta il ghigno del combattente che ha dovuto sterminare suo malgrado tanti “musi gialli” in Corea, con gli occhi ben puntati sulla bandiera americana sventolante e le mani nodose ben salde sul…

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