Traumi dal passato Tema del doppio, problematiche sessuali, comportamenti ossessivi e misteri (apparentemente) sepolti nel passato. C’è molto dell’Hitchcock migliore in Marnie (1964), film forse non ai livelli de La donna che visse due volte (1959) o Psycho (1960), ma comunque dotato di una carica turbativa e inquietante che, come nelle opere più riuscite del…

Alla ricerca delle radici perdute Figura centrale del cinema nigeriano, Ola Balogun – raffinato esponente della cultura africana contemporanea, membro di quell’élite intellettuale formatasi in Europa e tornata poi ad accompagnare il passaggio alla modernità post-coloniale del Paese originario – con Black Goddess firma una delle sue opere più colte e radicate nella coscienza comunitaria…

Il Cinema Ritrovato è piacere della riscoperta filmica, della visione del film in pellicola, del restauro colorimetrico. È anche riscoperta dell’esperienza cinematografica tout-court, di cui l’elemento musicale è parte fondamentale. La serata in piazza Maggiore che ha visto protagonisti Rosita ed Entr’acte ne è un fulgido esempio, non soltanto perché i suddetti film sono stati…

Affetti elettronici Quelle di suono, rumore, effetto e silenzio non sono categorie precostituite, ma unità semiologiche da contestualizzare, tanto che, a livello teorico, l’ansia definitoria degli studi di settore viene costantemente inibita dall’ibridazione di tali unità e dalle soluzioni artistico-formali dei singoli autori.

Musica e moralità Il passaggio alla modernità segnato in Occidente dall’avvento di un nuovo sviluppo tecnologico e industriale a metà del secolo scorso, ha portato la cultura coeva a interrogarsi a lungo sui cambiamenti repentini negli usi e costumi delle varie società nazionali, in particolare in relazione all’ambiente piccolo borghese, messo maggiormente in crisi dall’affermazione…

Un meraviglioso incubo a colori “Incontriamoci a Saint Louis è un sito di intersezione di vari filoni complessi. Il suo stile convenzionale permette il contenimento del conflitto; tuttavia il particolare processo di contenimento espone i conflitti con insolita chiarezza”. (Joe McElhaney, Vincente Minnelli: “The Art of Entertainment”).

Il volto della paura È il 1979 quando Ridley Scott (Blade Runner, Thelma & Louise, Il gladiatore) porta sul grande schermo il volto della paura. Un essere mostruoso, creato nelle sue sembianze dal maestro Carlo Rambaldi, che sussurra alle ombre e vive di oscurità, spinto da una forza primordiale che è puro istinto di sopravvivenza…

La libertà con un sorriso Non è semplice definire Salut les Cubains: nella sua grande potenza visiva e concettuale, concentrata in meno di 30 minuti, il piccolo film di Agnès Varda si manifesta come uno sguardo che è al contempo etnografico e politico, come una forma di linguaggio che unendo fotografie e riprese video riproduce…

Un “non-film” tra cinema e videogioco Uscito nel 1984 e diretto da Peter Webb, Broad Street ha ricevuto fin da subito risposte negative da pubblico e critica, tra cui quella radicale – ma assolutamente condivisibile – di Roger Ebert, che definì la pellicola una sorta di non-film dalla trama inconsistente e poco sviluppata quanto musiche…

Magia della musica, magia della passione. Chiamare la vostra band “Magic Music” potrebbe sembrare leggermente pretenzioso o fastidiosamente autocelebrativo. Però se avete vent’anni e vi trovate a Boulder (Colorado) negli anni ’70 qualche attenuante ve la si concede: siete ancora immersi nella (contro)cultura del ’68 e il campus dell’università alla quale vi siete iscritti per…

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