About Andrea Zacchi

Nato a Bologna nel 1971, si laurea in Scienze Politiche indirizzo internazionale presso l'Università di Bologna. E' un grande appassionato di cinema e di musica rock. Ha suonato per diversi anni il basso e la chitarra in un gruppo ed ha frequentato diversi corsi di cinema e di critica cinematografica. Ha un blog di recensioni di film e serie tv.

In occasione dei 20 anni dalla morte di Stanley Kubrick, Andrea Zacchi celebra il maestro con la recensione di Lolita

Ridere della tragedia L’antinomia tra le immagini degli elicotteri che trasportano corpi di soldati feriti e martoriati verso l’ospedale da campo e le note delicate e dolci della bellissima Suicide Is Painless annuncia già dalla prima scena una delle principali caratteristiche del film di Robert Altman: il contrasto apparente tra leggerezza e tragedia, divertimento e…

Andrea Zacchi su We Are the Best! di Lukas Moodysson

Peterloo: il freddo suono delle parole Sono passati due secoli da quel 19 agosto 1819 in cui, in una piazza di Manchester, la cavalleria del re intervenne per interrompere una manifestazione popolare che chiedeva maggiore democrazia, provocando una strage che prese il nome di “massacro di Peterloo” (una crasi tra St. Peter’s Fields, il luogo…

Andrea Zacchi sul geniale mockumentary di Woody Allen Zelig

TRA “LA STRANA COPPIA” E “MISSISSIPPI BURNING” Il film, che prende il nome da The Negro Motorist Green Book (una guida di viaggio che indicava i motel e i ristoranti che accettavano le persone di colore), racconta la storia vera di Tony Vallelonga (Viggo Mortensen) che nel 1962 accompagnò come autista il pianista di colore…

Jack, ti presento Shirley Disperazione, suicidio, solitudine, alienazione e arrivismo: solo un gigante del cinema come Billy Wilder poteva affrontare questi temi e costruirci intorno una delle più belle commedie romantiche di sempre.

L’irresistibile leggerezza di essere “The Dude” L’impegnato ed intenso premio Nobel per i suoi testi Bob Dylan che, nella magnifica The Man In Me, canta la la la la la è la perfetta rappresentazione della leggerezza, dell’allegria e del divertimento che caratterizzano il film di Joel Coen Il grande Lebowski.

Sinfonia dei sensi Lido di Venezia, 1911. Un uomo cammina faticosamente sulla spiaggia, appoggiandosi a tratti ad un bagnino, mentre una donna canta a cappella una struggente canzone russa (la Ninna nanna di Modest Mussorgsky su testo di Ostrovskij, interpretata da Masha Predit). Accasciatosi su una sedia a sdraio, l’uomo, sempre più sofferente, guarda il…

The Smiths ovvero l’importanza di essere anonimi Nell’ottobre del 1982, quando The Smiths facevano il loro debutto dal vivo al Ritz di Manchester, Margaret Thatcher, uscita trionfante dalla guerra delle Falkland, si accingeva a rivincere le elezioni, la Gran Bretagna iniziava lentamente a uscire da una terribile crisi economica che l’aveva lasciata povera e deindustrializzata…

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