About Lapo Gresleri

Critico e storico cinematografico nato a Bologna nel 1985. Si laurea nel 2008 in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo con una Tesi in Caratteri del Cinema Nordamericano sul noir classico e nel 2010 consegue la Laurea Specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una Tesi in Cinema e Studi Culturali sull’opera di Spike Lee. Collaboratore esterno presso la Cineteca di Bologna dal 2009, è autore di saggi, articoli e recensioni a carattere cinematografico pubblicati su volumi e riviste tra cui Inchiesta, Archphoto 2.0, Cinergie, Mediacritica, Parole Rubate, Fermenti, Studi Pasoliniani, Cineforum Web, Cinefilia Ritrovata e Le Magazine Littéraire. Nel 2018 pubblica la monografia "Spike Lee. Orgoglio e pregiudizio nella società americana" (Bietti).

In onda sabato 7 aprile su Rai 5, ore 23.20 Senza arte né parte Il limite maggiore di Michel Petrucciani – Body & Soul, unico documentario dedicato al noto jazzista di origine francese scomparso il 6 gennaio 1999, è la totale mancanza di coraggio nell’affrontare un personaggio tanto istrionico, l’assenza di sbilanciamenti che avrebbe reso…

Living the polka dream Nonostante l’impianto didascalico e di scarsa originalità, il biopic Il re della polka di Maya Forbes (produttrice e sceneggiatrice alla sua seconda prova come regista dopo Teneramente folle) risulta un film abbastanza riuscito, lodevole senza dubbio per l’interpretazione di Jack Black nel ruolo del protagonista Jan Lewan, già soggetto del documentario…

Ritratto in jazz Di solito riservato e taciturno, Paolo Conte si dona inaspettatamente all’obiettivo di Ingo Helm, autore del mediometraggio Una faccia in prestito, in cui il pianista si racconta in prima persona attraverso aneddoti e confessioni inerenti la sua personalità e la sua arte.

In onda domenica 28 gennaio su RAI 5, ore 01.30 Fenomenologia springsteeniana Con oltre quarant’anni di attività alle spalle, Bruce Springsteen resta tutt’oggi uno dei casi mediatici più significativi della cultura popolare del Novecento. Figura emblematica dell’America “altra” di cui da sempre si è fatto cantore, il rocker di Freehold ha conquistato negli anni il…

In onda mercoledì 24 gennaio su Cine Sony, ore 21 Io son l’amore Pur inserendosi nel sistema fortemente retorico del cinema sociale americano, capace di dosare con sapienza i suoi ingredienti per non deludere le aspettative di un pubblico in genere già sensibile alle tematiche affrontate, progressista e politicamente corretto, Philadelphia di Jonathan Demme è…

Quello che si sta per concludere è stato un anno cinematografico ricco di sorprese, conferme e stimoli, soprattutto per Leitmovie, che sempre più motivata dal crescente interesse di lettori ha cercato di offrire sempre una valida alternativa di lettura ai film più interessanti sul piano musicale e sonoro del 2017.

In the name of Soul Pare una sfida titanica scrivere oggi di The Blues Brothers, ultimo grande musical contemporaneo, espressione di quella libertà tardo-adolescenziale del cinema americano tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, che recuperava la valenza ludica del linguaggio classico in una forma di grande gioco per adulti, primo sentore…

Evasione di massa Più di altri film, Cappello a cilindro rappresenta l’essenza del musical americano anni Trenta, quel perfetto connubio di commedia sofisticata e musica che trova le proprie origini negli spettacoli di varietà dei vaudeville ed è emblema della cultura popolare di quel tempo.

Il canto della cigno Nel dicembre del 1977, quando La febbre del sabato sera debutta nelle sale americane, il disprezzo crescente verso la nuova musica da ballo, la rapida ascesa del punk e la scia di sangue lasciata nell’estate dello stesso anno dal Figlio di Sam per le strade di New York, allora mecca della…

Chicago Blues Scrivere su questa rivista di un film dove musica o sonoro non svolgano una funzione significativa, può apparire fuori traccia, fuori tema. A volte però il giudizio artistico può e deve contribuire anche a cause esterne al proprio campo d’azione, perché la critica è prima di tutto gesto intellettuale, dunque pensiero e presa…

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