Voto al film:

Trecient’anni di canzoni di Napoli

Seconda ed ultima regia cinematografica di Ettore Giannini dopo Gli uomini sono nemici (co-diretto a quattro mani con Henry Calef), Carosello napoletano è l’effervescente commedia musicale riproposta nella sezione del Cinema Ritrovato “Napoli che canta”, in una nuova versione restaurata che omaggia la napoletanità e la magia del musical italiano. Read more


Voto al film:

Life is a cabaret, old chum! Come to the cabaret!

Che cosa resta oggi di Cabaret? Tante parole sono state spese per definire quell’inquietudine che è diventata poi un topos del cinema nordamericano degli anni ’70. Un decennio segnato dalla disillusione in cui anche il musical si sveglia, anzi − per usare le parole di Franco La Polla − “il sogno è sfumato, la (supposta) realtà preme alle porte”. Read more


Voto al film:

Un canto epico per la violenza e la malinconia

Illuminato dai chiaroscuri crepuscolari di Gordon Willis, Il padrino è il risultato di una perfetta sinergia tra lo studio system americano e quella ricercatezza autoriale tipica degli anni ’70, ma anche di un sentimento tipicamente italoamericano. Spietato Virgilio, Coppola ci accompagna in un vero e proprio inabissamento infernale tra gli anfratti di in una microsocietà, a cavallo tra New York e la Sicilia, in cui ritmi e rituali sono ben definiti e in cui non esita a innestare figlia (la neonata Sofia Coppola) e sorella (Talia Shire).

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Voto al film:

Drammaturgie folk

Se nel 1971 Sam Peckinpah in Cane di paglia continuava la sua sofferta meditazione sull’every man come macchina da combattimento in un mondo iniquo, il suo collega d’oltreoceano John Boorman si inabissava, un anno dopo, nel cuore di tenebra della middle class americana girando Un tranquillo weekend di paura.

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Voto al film:

Un western metropolitano al ritmo di armonica

Non ci si si può addentrare in un’analisi del film Getaway! – la celebre opera di Sam Peckinpah che segue di tre anni Il mucchio selvaggio – senza considerarne, in primis, l’aspetto sonoro. I suoni e i rumori che accompagnano le immagini attirano l’attenzione dello spettatore sin dall’inizio della pellicola, in un incipit veloce costruito con maestria da un regista che non esita a manifestare la propria cifra stilistica in soli pochi minuti di film.

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