Musica e cinema: dalla prassi compositiva allo stato attuale delle arti
Conversazione con Teho Teardo

Poliedrico, sempre attivo, diviso tra incisioni discografiche, teatro e cinema: Teho Teardo è un musicista, compositore, sound-designer noto per vari progetti musicali da lui fondati (Meathead, Matera, Modern Institute), le sue numerose collaborazioni con artisti italiani e stranieri (Blixa Bartley, Nurse With Wound, Massimo e Giancarlo Toniutti, Andrew Chalk, Ramleh) e le colonne sonore di molti film di successo (tra cui Il Divo, Diaz – Don’t clean up this blood, Lavorare con lentezza, Il gioiellino). Mentre si prepara per Viaggio al termine della notte, lo spettacolo che sta portando in tournée con Elio Germano, lo incontriamo per una conversazione sulla musica e soprattutto sul rapporto tra musica e cinema. Read more


Voto al film:

“So, for once in my life, let me get what I want”

England is mine è il biopic non autorizzato sul leader degli Smiths, Steven Patrick Morrissey, ai tempi della sua adolescenza, quando ancora nulla suggeriva il suo futuro successo nella band. Della musica degli Smiths – ahinoi – non vi è traccia (trattasi appunto di una biografia non autorizzata), ma a consolare ci sono l’atmosfera di fondo, quella dell’Inghilterra degli anni Settanta e Ottanta, e una bella colonna sonora, che segue i gusti musicali del giovane Morrissey, fedele ammiratore di band come i New York Dolls e i Sex Pistols. Read more


Voto al film:

Sinfonia di una nave da guerra

“Considerare colonna sonora di Meisel soltanto nella sua componente musicale, significa non comprendere il suo obiettivo. Certo, occasionalmente vi è un tema musicale, ma questa colonna sonora si può descrivere perfettamente come un commento al film e allo stesso tempo una sua componente, un simbolismo auricolare che armonizza ritmicamente ed emozionalmente con le sequenze di immagini che rinforza.” Read more


Voto al film:

Cacofonia organica

I suoni e i rumori di scena creati da David Lynch per Eraserhead mettono a dura prova lo spettatore e, da elementi vibranti e riproduttivi (di una realtà filmica di per sé cacofonica e ottundente), si insinuano nella materia organica rigettata a fiotti sullo schermo, sospesa a mezz’aria, in escrescenza, tra luce e ombra, in lenta putrefazione. Read more


Voto al film:

Great party, isn’t it?

Il tempo e la follia umana si annullano in quella che, a distanza di quasi quarant’anni, è ancora una delle messe in scena più potenti di tutto il cinema post-moderno. The Shining torna al cinema, per travolgere ancora le platee con l’ormai famosa ”onda di terrore”. Dicitura che campeggiava sui manifesti del 1980 e che ha contribuito a consacrare il film come uno dei pilastri fondamentali del cinema horror.

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