Voto al film:

Tra Vivaldi, tango e cha cha cha

La seconda opera cinematografica di Pasolini si ispira ad un fatto di cronaca accaduto nel carcere Regina Coeli a Roma il 29 novembre del 1959: la morte del giovane 19enne Marcello Elisei tenuto in condizioni disumane all’interno di una cella su di un letto di contenzione. Read more


Voto al film:

La musica delle emozioni

Giancaldo, un paesino della Sicilia, secondo dopoguerra. Il piccolo Totò stringe amicizia con l’operatore di cabina Alfredo, che lavora presso l’unico cinema esistente al tempo in quel luogo. Il bambino è affascinato dalla potenza evocativa delle immagini, e desidera conoscere tutti i segreti attraverso i quali Alfredo è in grado di portare sullo schermo storie ed eventi di natura altamente suggestiva.

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Voto al film:

Animazione sperimentale

Se l’America del New Deal trova il suo emblema in un topolino birbante, chapliniano nella sua vocazione nomadica, a ridosso della Seconda Guerra mondiale l’irrefrenabile roditore cerca stabilità e riscatto a distanza di dodici anni dal suo primo cortometraggio sonoro Steamboat Willie (1928). Read more


Voto al film:

Il realismo psicologico come questione di stile.

Opera cardine della poetica di Elio Petri riguardante il cinema come strumento di analisi psicologica dell’individuo, I giorni contati rappresenta la prosecuzione del cammino autoriale avviato con L’assassino, di cui costituisce un approfondimento sia sul piano stilistico sia su quello tematico, virando in chiave esistenziale la meditazione sul tempo che nel film precedente era connotata moralmente.

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Voto al film:

Il curioso caso di Leonard Zelig

Un documentario falso realizzato utilizzando quasi solo materiale d’archivio vero, una storia d’amore falsa interpretata da attori (Woody Allen e Mia Farrow) che stanno vivendo una relazione vera, un fenomeno falso analizzato da intellettuali veri (Susan Sontag, Irving Howe, Saul Bellow e Bruno Bettleheim), una parabola falsa (di un uomo che passa dal successo e dal consenso unanime all’essere considerato un mostro) che assomiglia molto a quella vera di Woody Allen (suo malgrado preveggente, in attesa di un colpo di teatro per riconquistare, come riesce a Zelig, l’apprezzamento generale).

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