Sorry, this entry is only available in Italian. For the sake of viewer convenience, the content is shown below in the alternative language. You may click the link to switch the active language.


Voto al film:
In onda il 15 gennaio su Rai Movie, ore 16:00

“Non sai mai cosa credere”

Con Accordi e disaccordi – titolo italiano di Sweet and Lowdown – Woody Allen torna a cimentarsi nel mockumentary diversi anni dopo Prendi i soldi e scappa (1969) e Zelig (1983), in cui aveva costruito due false inchieste ricche di immancabili elementi comici e parodici. accordi-e-disaccordi1In questo falso documentario del 1999, Allen racconta vita e carriera di Emmet Ray, immaginario chitarrista jazz attivo nell’America post Grande Depressione, considerato un artista eccelso, secondo soltanto al grande Django Reinhardt.

A differenza dei due esperimenti precedenti, realizzati con l’ausilio di filmati di repertorio ed immagini d’epoca, Accordi e disaccordi racconta la storia di un personaggio fittizio, inserito in un contesto storico preciso, ricostruito però in forma narrativa con attenzione a costumi, scenografie ed atmosfere d’epoca. Elemento tipicamente documentaristico è la presenza di intervistati, tra cui disc-jockey e giornalisti jazz – ed Allen nei panni di se stesso – che raccontano aneddoti e vicende della vita di Ray. Cleptomane e giocatore d’azzardo, il protagonista conduce un’esistenza sregolata, si presenta in ritardo ed ubriaco ai concerti e coltiva strane passioni come sparare ai topi nelle discariche e guardare i treni che passano. Nonostante il suo lato gretto e narcisista che lo rende cinico verso tutti (in primis nei confronti delle donne), non riesce a suscitare l’odio dello spettatore, che anzi si lascia intenerire dalle debolezze quasi infantili di un uomo che altro non è che vittima di se stesso: sogna di suonare sulla luna, ma scopre di soffrire di vertigini non appena cerca di innalzarsi da terra, appesantito dalle ossessioni e dai fantasmi con cui ogni artista è destinato a fare i conti.

Quello creato da Allen è un personaggio turbato ed inquieto, che si sente in armonia con il mondo solo quando imbraccia la chitarra e riesce, grazie alla musica, a dimenticarsi tutte le disarmonie della sua vita, in quel mancato equilibrio tra uomo ed artista cui il titolo italiano sembra far cenno. Soltanto quando riuscirà ad aprirsi, lasciando che sia la propria anima a far vibrare le corde della chitarra, diventerà bravo quanto Django, incidendo i suoi dischi migliori.

I brani scelti per la colonna sonora (elencati in una didascalia accordi-e-disaccordi2introduttiva) sono musiche composte da Django Reinhardt ed Eddie Lang, arrangiate e condotte da Dick Hyman. Ad eseguire i brani solistici è Howard Alden, da cui Sean Penn prese lezioni di chitarra prima di vestire i panni di Emmet regalandoci un’interpretazione credibile e divertente che gli varrà la candidatura all’Oscar come Migliore Attore protagonista. Qui è la musica – se ci fosse bisogno di dirlo – la vera protagonista, in un ennesimo omaggio, ironico e nostalgico insieme, al jazz e a tutti gli artisti che hanno reso grande il genere musicale tanto caro al nostro Allen.

SCHEDA TECNICA
Accordi e disaccordi (Sweet and Lowdon, USA, 1999) – REGIA: Woody Allen. SCENEGGIATURA: Woody Allen. FOTOGRAFIA: Fei Zhao. MONTAGGIO: Alisa Lepselter. MUSICHE: Dick Hyman. CAST: Sean Penn, Samantha Morton, Uma Thurman, Anthony LaPaglia. GENERE: Commedia. DURATA: 95′

About Mariangela Carbone

Nata a Brescia nel 1991, consegue la Laurea Triennale presso la Facoltà di Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione dell'Università di Pisa, con una Tesi sulla dimensione metacinematografica del cinema di Brian De Palma. Continua il percorso universitario a Bologna, frequentando il corso magistrale di Cinema, Televisione e Produzione multimediale. Da un anno collabora con riviste online, tra cui “Rivista Paper Street”. Nel settembre 2016 vince il secondo premio al concorso “Scrivere di cinema – premio Alberto Farassino”, indetto da mymovies.it, con una recensione del film “Non essere cattivo”.

© 2016 Leitmovie - Associazione culturale | CF:91379950370 | info@leitmovie.it | Cookie Policy
Top

Web design a cura di Beltenis.it