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Voto al film:

Il suono delle emozioni

In seguito all’arrivo di dodici astronavi extraterrestri sulla terra, la linguista di fama internazionale Louise Banks viene chiamata per fare parte di un team di esperti il cui compito è quello di instaurare una forma di comunicazione con gli alieni. Della squadra fa anche parte il fisico Ian Donnelly, che si ritrova a lavorare con Louise sull’analisi di un misterioso linguaggio.

Secondo la cosiddetta Ipotesi di Sapir-Whorf, la lingua che viene utilizzata per esprimersi è in grado di influenzare il modo di pensare. Idealmente, sempre secondo la teoria, l’immersione totale in una nuova lingua dovrebbe favorire la ri-programmazione della mente e, di conseguenza, lo sviluppo di nuove capacità cognitive. Parte da questa premessa l’approccio di Louise allo studio delle forme comunicative degli “eptapodi” (i settepiedi), alieni tanto creativi quanto incompresi. E parte dalla volontà di una re-impostazione anche il film di Denis Villeneuve (Prisoners, Sicario), regista attentissimo al dettaglio e amante di situazioni dal taglio esistenziale, al limite dell’estremo.

Con Arrival concepisce un’opera che si esprime in modo diverso, e richiede allo spettatore un’attenzione particolare. Intriso di immagini che pulsano, sibilano, si espandono, respirano, il film si caratterizza per una sintassi sonora che amplifica la percezione visiva, e in unione alla non-linearità dei ricordi misti a proiezioni sul futuro genera la rappresentazione di un linguaggio altro.

Nella loro varietà, i suoni sono simboli percepiti di un’espressione comunicativa che va oltre l’idea umana di corrispondenza dei segni. Ma hanno anche la funzione di scandire il ritmo della narrazione: saturano gli spazi, profilano gli ambienti, identificano le transizioni temporali, definiscono le identità e le emozioni, di esseri umani e non. Immagini spesso “sentite” prima che viste, in una commistione sensoriale di scoperte visive ed esperienze uditive che segnano la via verso l’imprevedibile. Arrival sceglie di parlare al suo pubblico in maniera similare a come gli alieni dialogano con Louise e Ian: oltre la logica della casualità e delle suddivisioni, in una dimensione in cui i concetti umani di tempo e linguaggio acquistano un senso nuovo.

Tratto dal racconto Storia della tua vita di Ted Chiang e premiato lo scorso 26 Febbraio con l’Oscar per il Miglior Montaggio Sonoro, l’ultimo lavoro del regista canadese è ben più che una semplice storia sugli alieni. È un film sulla capacità di aprirsi alla vita, sul desiderio di abbracciare una nuova prospettiva sul mondo. Ma è anche una mirabile sinfonia di emozioni che urlano e sussurrano sullo schermo, un’opera che coinvolge e sorprende, un dono meraviglioso per il piacere di occhi e mente.

SCHEDA TECNICA
Arrival (Id., USA, 2016) – REGIA: Denis Villeneuve. SCENEGGIATURA: Eric Heisserer [dal racconto “Storie della tua vita”]. FOTOGRAFIA: Bradford Young. MONTAGGIO: Joe Walker, Sylvain Bellemare (montaggio sonoro). MUSICHE: Johann Johannsson. CAST: Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg. GENERE: Fantascienza. DURATA: 116′

About Carmen Spanò

Nasce a Reggio Calabria nel 1978. Subito dopo il liceo inizia a percorrere in su la penisola. Dopo un breve periodo trascorso nella città di Pisa, si trasferisce nella capitale lombarda; qui frequenta l’Università Cattolica di Milano nell’ultimo periodo dell’ “era Casetti”. Si laurea con una tesi sulla serialità televisiva americana, quella che da Twin Peaks in poi strizza l’occhio alla sorella maggiore, l’arte da grande schermo per antonomasia. Attualmente sta svolgendo un Dottorato di ricerca presso l’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, sul consumo internazionale di programmi televisivi. Ha lavorato per il magazine italiano "FilmTv", e attualmente scrive recensioni di film e serie televisive per il sito Italiano Mediacritica, oltre che pubblicare articoli accademici su riviste scientifiche.

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