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Voto al film:

La memoria di un disincanto sempreverde

Cosa resta oggi di Come eravamo? Campione d’incassi nel 1973, nonché vincitore del Premio Oscar per la Miglior colonna sonora e la Miglior canzone, il film di Sydney Pollack è il frutto dell’incredibile mood di rinnovamento che si respirava nel cinema americano degli anni ’70. Qualcosa che ha sì a che fare con uno spirito nostalgico, e profondamente cinefilo, ma anche con una ribellione sanguigna, tipica di quel momento storico e culturale ma che, anche oggi, non cessa di stupire e regalare sorprese.

Romantico e amante di certi stilemi classici, Pollack in Come eravamo opera un personale rinnovamento dei generi, dando vita a un melodramma in cui respira lo spirito inquieto degli anni ’70 ma che si snoda sullo sfondo di importanti avvenimenti della storia degli USA, dalla fine degli anni ’30 agli anni ’50. Tuttavia, l’escamotage storico non è utilizzato per mettere in scena una semplice operazione nostalgia, ma per enfatizzare tratti caratteristici dei protagonisti, perfettamente traslabili su un piano contemporaneo. Qualcosa che, per certi versi, Pollack aveva già sperimentato in Non si uccidono così anche i cavalli? ma che in Come eravamo viene sviscerata diversamente grazie alle vesti di una love story allo stesso tempo agrodolce e mainstream.

È interessante ricordare infatti che nel poster originale del film campeggiavano i nomi dei due interpreti “Redford & Streisand Together”: una specie di traslazione nella finzione filmica degli interpreti stessi. Volti del disincanto di quella contemporaneità, Redford e Streisand sono perfetti per traghettare il melodramma New Hollywood verso nuovi lidi. Robert Redford aveva già indossato abiti anni ’30 (La stangata) e, non a caso, avrebbe interpretato Jay Gatsby l’anno successivo; d’altra parte la Streisand, che vantava già una consolidata carriera come attrice e cantante, rappresentava un’ideale femminile nuovo e, per certi versi, molto più complesso e sfaccettato della sua controparte maschile.

Con lei la traslazione dell’attore nella realtà filmica raggiunge il picco massimo: il tema del film, il pezzo di Marvin Hamlish The Way We Were, è cantato dalla Streisand stessa, la cui voce giunge struggente off screen rompendo la finzione scenica per ben due volte. Poco dopo il prologo, inaugurando il film vero e proprio con il celebre flashback, e alla fine, riaccompagnano lo spettatore fuori dalla realtà filmica. In questo senso è curioso che Katy, il personaggio di Barbra Streisand, lavori in una radio ma non canti mai.

È molto interessante inoltre che il tema del film sia utilizzato a mo’ di cornice (e con due registrazioni diverse), mentre durante tutto l’arco narrativo l’utilizzo della musica si limita a un impiego diegetico e acusmatico con esempi dallo scarso valore metaforico, ma che vogliono enfatizzare lo svolgersi degli eventi in quel dato periodo storico. Basti pensare al ballo del college in cui la cantante dell’orchestra intona On the Sunny Side of the Street, ma anche alla festa nell’appartamento degli amici di Hubbell (Robert Redford) dove i presenti intonano Paper Doll, un’altra popular song.

Anche a distanza di quasi cinquant’anni, Come eravamo offre spunti molto interessanti su cui riflettere. L’idea di costruire una storia sul fallimento di una storia d’amore stessa a partire da discrepanze nate in una dimensione quotidiana e non da impedimenti tragici, per parafrasare La Polla, può essere mainstream ma funziona ed è eterna. Sin dal primo momento sappiamo che il giovane atleta wasp e la ragazza ebrea politicamente impegnata sono troppo diversi per poter funzionare insieme, tuttavia sono in grado di creare con noi un’empatia straordinaria. Merito soprattutto della Streisand che, al contrario del più passivo Redford, riesce a dare vita a una donna vera, complicata, coraggiosa, ma anche piena di difetti ed estremamente attuale; un personaggio che ha ancora tanto da dire, oggi più che mai.

SCHEDA TECNICA
Come eravamo (The Way We Were, USA, 1973) – REGIA: Sydney Pollack. SCENEGGIATURA: Arthur Laurents. FOTOGRAFIA: Harry Stradling. MONTAGGIO: John F. Burnett. MUSICA: Marvin Hamlisch. CAST: Robert Redford, Barbra Streisand, Bradford Dillman, James Woods. GENERE: Drammatico. DURATA: 118′

 

About Federica Marcucci

E' nata ad Assisi nel 1990. Si laurea nel 2013 in Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Perugia con una tesi sull'enigmatico romanzo "Parigi" di Lorenzo Viani. Nel 2016 consegue la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una tesi in Cinema e Studi Culturali sul rapporto tra Woody Allen e la musica. Attualmente è redattrice di cinema per GingerGeneration.it e collabora con Spotzer in veste di copywriter freelance.

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