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Stefano Careddu sulla colonna sonora realizzata da David Bowie per il musical teatrale Lazarus, ora edita da Columbia Records

Voto al film:

L’ultima creazione di David Robert Jones

Alla fine del 2015, poche settimane prima che David Bowie lasciasse per sempre la terra sulla quale cadde l’8 gennaio 1947 e sulla quale – almeno secondo la levatrice Peggy Burns – era già stato (“lo si vede dagli occhi” afferma in David Bowie: Any Day Now di Kevin Cann, novembre 2011), il pubblico newyorkese fruisce per la prima volta di Lazarus, musical sequel del romanzo The Man Who Fell to Earth di Walter Tevis, da cui fu tratto l’omonimo film di Nicolas Roeg in cui lo stesso Bowie interpretò il protagonista.

lazarusIl musical è approdato in Europa al King Cross Theatre di Londra l’8 novembre 2016 e nel mese di ottobre era stato pubblicato Lazarus Cast Album, la colonna sonora della piéce. Il disco comprende numerosi classici di Bowie, da Heroes e The Man Who Sold the World ad Absolute Beginners e Changes, fino ad arrivare agli ultimi successi, compreso quel Lazarus che pare il testamento di un artista che, forse come nessun’altro, ha lasciato un segno indelebile nel panorama artistico dell’ultimo mezzo secolo: un uomo che, vedendo la fine avvicinarsi, ha deciso di utilizzare di nuovo il suo corpo malato come testamento, speranzoso che qualcuno riesca in futuro a coglierne la lezione ed allietare nuovamente questo mondo come ha fatto lui.

Le tracce sono state reinterpretate dai membri del cast, come Michael C. Hall (Dexter, Six Feet Under) e Sophia Anne Caruso, che regala una toccante versione da solista di Life On Mars? e accompagna meravigliosamente la quasi totalità degli altri pezzi.
C’è poi una seconda parte del disco composta da 4 tracce interpretate da Bowie, tra cui di nuovo Lazarus e i tre inediti pubblicati postumi No Plan, lazarus-3Killing a Little Time e When I Met You, che seguono la falsa riga di Lazarus lasciando le porte aperte a numerosissime interpretazioni ed ergendosi a testamento, come se la voce del Thin White Duke ci parlasse dall’aldilà o dal pianeta d’origine sul quale è tornato dopo averci lasciati così improvvisamente.

L’ascolto del disco obbliga a ripercorrere l’intera carriera di un uomo che influenzato moltissimo tutto ciò che è venuto dopo ed è molto toccante il pensiero che la registrazione della colonna sonora della creazione di David Robert Jones sia cominciata poche ore dopo la morte del grande artista, quasi se ne fosse andato con la certezza di continuare a vivere nella sua arte. Assieme alle immagini e alle recensioni che giungono dagli USA e dal Regno Unito, questo disco crea un’enorme curiosità e una grande aspettativa per quella che siamo certi essere una grande opera teatrale.

Tracklist
1. Ricky Nelson – “Hello Mary Lou (Goodbye Heart)”; 2. Michael C. Hall & Original New York Cast of Lazarus – “Lazarus”; 3. Michael C. Hall, Lynn Craig & Original New York Cast of Lazarus – “It’s No Game”; 4. Sophia Anne Caruso & Original New York Cast of Lazarus – “This Is Not America”; 5. Charlie Pollack – “The Man Who Sold The World”; 6. Sophia Anne Caruso – “No Plan”; 7. Michael Esper & Original New York Cast of Lazarus – “Love Is Lost”; 8. Cristin Milioti & Original New York Cast of Lazarus – “Changes”; 9. Michael C. Hall & Original New York Cast of Lazarus – “Where Are We Now”; 10. Michael C. Hall, Cristin Milioti, Michael Esper, Sophia Anne Caruso, Krystina Alabado & Original New York Cast of Lazarus – “Absolute Beginners”; 11. Michael Esper – “Dirty Boys”; 12. Michael C. Hall – “Killing A Little Time”; 13. Sophia Anne Caruso – “Life On Mars”; 14. Nicholas Christopher, Lynn Craig, Michael Esper, Sophia Anne Caruso & Original New York Cast of Lazarus – “All The Young Dudes”; 15. David Bowie – “Sound And Vision”; 16. Cristin Milioti – “Always Crashing in the Same Car”; 17. Michael Esper & Original New York Cast of Lazarus – “Valentine’s Day”; 18. Michael C. Hall & Krystina Alabado – “When I Met You”; 19. Michael C. Hall, Sophia Anne Caruso & Original New York Cast of Lazarus “Heroes”; 20. David Bowie – “Lazarus”; 21. David Bowie – “No Plan”; 22. David Bowie – “Killing A Little Time”; 24. David Bowie – “When I Met You

 

About Stefano Careddu

Nato ad Alessandria nel 1986, si laurea in Discipline della Arti della Musica e dello Spettacolo nel 2014 presso l'Università degli Studi di Torino in Filmologia con una Tesi dal titolo “Il cinema ne I Soprano: influenze e richiami dal classico al postmoderno”. È laureando in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso l’Università degli studi di Bologna. Collabora con "Cinefilia Ritrovata", "Rivista Paper Street" e la casa di produzione indipendente torinese Laborafim.

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