La border band di Iggy Pop The Stooges è raccontata da Jim Jarmusch nel documentario Gimme Danger. Ne scrive per noi Federica Maragno

Voto al film:

L’ultimo roadie degli Stooges

Che Jim Jarmusch sia uno sfegatato di Iggy Pop e degli Stooges è risaputo, prova ne sia la presenza del cantante in due dei suoi precedenti lavori, Dead Man e Coffee and Cigarettes. Con Gimme Danger il regista sancisce un vero e proprio atto d’amore nei confronti della band, proclamando “Stooges forever!”. Si va oltre l’omaggio: Jarmusch freme per sentirsi parte del fenomeno, quasi come un roadie ex post. Necessaria quindi la propria apparizione all’inizio del documentario, con valore di firma e dichiarazione d’intenti. E a sorpresa, tra i titoli di coda, due canzoni degli SQÜRL, scritte da Jarmusch stesso insieme a Carter Logan.

Intriso di quell’esaltato estremismo che soltanto l’adolescenza sa infliggere senza tollerare compromessi, Gimme Danger è un giocoso documentario di propaganda. E Jim Jarmusch è l’orgoglioso portavoce nonché il ministro della dottrina: “Gli Stooges sono la più grande rock and roll band di tutti i tempi”. Il tempo sembra però minacciarne il ricordo: se si esclude la reunion del nuovo millennio, a testimoniare degli storici tre album e di quella manciata d’anni ci sono molte foto ma poco girato. Dunque l’impresa di ricostruzione è ardua, anche perché il materiale è di difficile reperibilità (pare che Iggy sia dovuto andare a caccia di reperti persino dai suoi vecchi spacciatori). Ma ecco che Jarmusch, enfant terrible del cinema indipendente e comprovato mago del found footage dai tempi di Stranger Than Paradise, facendo di necessità virtù, imbastisce una trama visiva fatta di ricordi televisivi e cinematografici manipolati con squisita faziosità, che commentano e contestualizzano alcune registrazioni audio e le interviste ai membri del gruppo. Il risultato è commovente ed esilarante: lo spettatore è invitato a guadagnare lo sguardo e l’immaginario di riferimento della band, e a lasciarsi catapultare nella Stooges Weltanschauung.

Si sa, gli Stooges sono stati allergici e quasi immediatamente respinti dallo star system. Non tanto per i flirt con ogni genere di sostanza stupefacente, quanto per l’onnipresente atteggiamento autoironico, che, ironia della sorte, solo pochi anni più tardi, grazie ad una strategica brandizzazione, rimpolperà innumerevoli portafogli punk. Refrattario ad ogni classificazione politica o musicale, il maestro di cerimonie Iggy Pop, che si spacca gli incisivi tuffandosi rovinosamente dal palco, che “suona” l’aspirapolvere, che già famoso chiede il numero alle ragazze del pubblico perché comunque, che diamine, lui è un ragazzo del Michigan, rompe il patto con il fruitore medio poiché annienta l’aura della rockstar.

Decisamente troppo per un mondo ancora a caccia di ideali, che proprio non si decideva a chiudere con gli anni Sessanta.

SCHEDA TECNICA
Gimme Danger (Id., USA, 2016) – REGIA: Jim Jarmusch. SCENEGGIATURA: Jim Jarmusch. FOTOGRAFIA: Tom Krueger. MONTAGGIO: Affonso Gonçalves, Adam Kurnitz. MUSICHE: The Stooges, Iggy & The Stooges, The Iguanas, MC5. CAST: Iggy Pop (Jim Ostenberg), Ron Asheton, Scott Asheton, Dave Alexander, James Williamson, Danny Fields. GENERE: Documentario. DURATA: 108′

About Federica Maragno

Nata a Bologna nel 1985, si diploma in pianoforte nel 2005 presso il Conservatorio G.B.Martini. Nel 2011 consegue la Laurea Specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una Tesi in Cinema e Studi Culturali sul lolitismo nel cinema statunitense. Appassionata di cinema nordamericano, ha finora ricoperto posizioni molto diverse, tra cui promoter, pianista accompagnatrice, responsabile del personale, sistemista informatica. Attualmente insegna pianoforte in una scuola elementare.

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