Voto al film:

See You Sound Festival 2018, Torino 26 gennaio-4 febbraio

Silent cinema is alive!

Musica e cinema si sono incontrati con una sinergia di grande impatto durante la proiezione di Ingeborg Holm – Il calvario di una madre di Victor Sjöström (1913), restaurato in 2K dallo Svenska Filminstitutet-Cinemateket e sonorizzato dal vivo da tre musicisti tra i più apprezzati e innovativi della scena contemporanea italiana: Corrado Nuccini, produttore, cantante e chitarrista (Giardini di Mirò), Enrico Gabrielli, arrangiatore e polistrumentista (Afterhours, Calibro 35, PJ Harvey) e Iosonouncane, che negli ultimi anni ha portato dalla Sardegna una ventata di elettronica e sonorità eclettiche nel panorama del nostro cantautorato.

La sonorizzazione è stata espressamente pensata come un fiume sonoro che fluisce seguendo una struttura autonoma, noncurante dei cambi di scena e dei movimenti degli attori, sorretto da un tappeto di synth e pulsazioni elettroniche in cui fanno incursione la chitarra elettrica di Nuccini e il lugubre sax di Gabrielli.

Ma perché una colonna sonora tra post rock, elettronica e ambient per un film muto del 1913? Perché Ingeborg Holm è un film incredibilmente contemporaneo. Conosciuto in Italia anche con il titolo Calvario di una madre, è un dramma sociale che racconta la storia di una donna con tre bambini che perde il marito e si trova ad affrontare la bancarotta della sua drogheria e l’improvvisa povertà. Ingeborg è costretta ad abbandonare la propria casa e trasferirsi in un ospizio per poveri, a dare in affidamento i bambini a famiglie benestanti, poi ancora a fuggire per andare a far visita di nascosto alla figlia ammalata cercando di salvarsi dalla spietata caccia della polizia. Una catena di sventure che sfocia nella pazzia della protagonista.

Il film di Sjöström, considerato il precursore del cinema realista, è un’aperta accusa alle carenze del sistema assistenziale pubblico, una tragedia umana di straordinaria forza emotiva che ha punti di contatto su molti livelli con tematiche attualissime.

Non solo quella più lampante della disperazione di fronte a un disastro economico e all’impossibilità di provvedere alla propria famiglia. Come può non assumere un nuovo significato, oggi, l’estenuante fuga di Ingeborg nei boschi, ora una criminale agli occhi dello stesso Stato che dovrebbe aiutarla? E come non cogliere la grande sensibilità, alla luce della narrativa che ha dominato media e stampa in questi mesi, della scena in cui vediamo Ingeborg straziata in un silenzio forzato mentre di fianco a lei un gruppo di uomini siede a un tavolo discutendo con leggerezza del suo destino, ignorando la sua presenza?

Anche a livello formale Ingeborg Holm non dimostra i suoi centocinque anni. Certo, è ancora evidente l’impianto teatrale e c’è qualche ingenuità nella direzione dei piccoli attori, ma questi inevitabili segni del tempo sono compensati dall’uso dinamico degli spazi, dalla recitazione sobria, lontana dalla gestualità pantomimica di certo cinema muto, e dalla straordinaria interpretazione di Hilda Borgström (il suo volto è il protagonista assoluto qualsiasi sia il campo dell’inquadratura).

Nella proiezione, la sonorizzazione ha fatto sicuramente la sua parte nell’intrattenere anche nelle sequenze più lente e dilatate e nel rendere quasi rivoluzionarie alcune scene. Rimarrà memorabile quella della stanza del manicomio, dove i movimenti meccanici e ossessivi delle pazienti si sono sposati con i loop martellanti della colonna sonora ricordando il cinema sperimentale che sarebbe arrivato molti anni dopo.

SCHEDA TECNICA
Ingeborg Holm – Il calvario di una madre (Ingeborg Holm, Svezia, 1913) – REGIA: Victor Sjöström. SCENEGGIATURA: Nils Krok, Victor Sjöström. FOTOGRAFIA: Henrik Jaenzon. CAST: Hilda Borgström, Aron Lindgren, Erik Lindholm.GENERE: Drammatico. DURATA: 73’

About Elena Pizzetti

Si è laureata in Comunicazione Interculturale con indirizzo comparatistico letterario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Torino e poi si è specializzata Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna con una tesi sul ruolo del file sharing nell'evoluzione digitale del prodotto audiovisivo. Da sempre divide tempo, interessi e attività professionali tra traduzione, cinema, musica, videomaking e fotografia. Si guadagna da vivere come copywriter e traduttrice di sottotitoli di film e serie TV e ha scritto di musica per Buscadero, beehype e indie-rock.it.

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