Premio Oscar 2017 per la Migliore Colonna Sonora e la Miglior Canzone, La La Land fa parlare ancora di sé. Federica Marcucci ne analizza l’edizione speciale della sound track edita da Interscope Records

Voto al film:

A bit of madness is key, to give us new colors to see

Tra polemiche e gaffe a una cerimonia degli Oscar destinata a restare negli annali, La La Land sfiora il titolo di Miglior Film dell’anno ma si porta a casa sei statuette. Tra queste c’è quella per la Miglior Attrice Protagonista, per una Emma Stone che sembra uscita dal silver screen degli anni ’30, Miglior Regia al giovanissimo Damien Chazelle, oltre a ben due premi per Justin Hurwitz, Miglior Colonna Sonora e Miglior Canzone (City Of Stars).

Un rapporto, quello tra il regista e il compositore, che, da Guy and Madeline on a Park Bench a Whiplash, si intreccia tra vicende private e passioni comuni, cinema e amicizia, dando vita a un sodalizio destinato a riservarci interessanti sorprese. La colonna sonora di La La Land ne è la prova.

Costruita come un virtuosismo architettonico, la colonna sonora di Justin Hurwitz è la quintessenza della musica per film: orchestrata e studiata per ogni singola sequenza, ma dal potenziale talmente evocativo da essere in grado di proiettare “immagini” pure a un ascolto scevro dall’accompagnamento cinematografico.

Facendo propri gli insegnamenti dei grandi musical hollywoodiani, sia dal punto di vista prettamente musicale che visivo, Hurwitz e Chazelle creano un universo in grado di celebrare l’immaginario cinematografico in tutta la sua bellezza e complessità, ma allo stesso tempo in modo completamente nuovo: in bilico tra illusioni e disincanto, guardando costantemente alla bellezza del sogno, il cinema. Una lezione ripresa anche da New York, New York di Scorsese che, già nel 1977, andava a de-costruire certi stereotipi hollywoodiani, esaltandone allo stesso tempo la bellezza intrisa di illusioni.

La traccia che è in grado di esprimere al meglio questo sentimento, che è anche il messaggio ultimo del film, è Epilogue/The End che accompagna con un lirismo perfetto la sequenza onirica del finale. Tecnicamente si tratta di una partitura che cuce insieme tutti i motivi principali del film, accompagnando lo spettatore/ascoltatore a ritroso attraverso emozioni già viste o vissute. Proprio come i due protagonisti.

La colonna sonora di La La Land scivola veloce evocando e facendo proprie soluzioni ben note, basti pensare al balletto di Un Americano a Parigi (solo uno dei tanti musical citati nel film di Chazelle), insieme a idee del tutto originali. Così pezzi, costruiti esplicitamente secondo uno stile broadwayiano, Another Day of Sun, Someone in The Crowd e Lovely Night (che cita esplicitamente la sequenza di Spettacolo di varietà, Dancing In the Dark), sono affiancati da altri come Herman’s Habit e Mia & Sebastian Theme. Quest’ultimo in particolare è contraddistinto da un pianoforte il cui stile passa da quello degli standard al free jazz, e che, a sua volta, trova un seguito ideale negli archi avvolgenti di Planetarium.

Senza dimenticare il divertente cameo di John Legend, interprete di Start a Fire, che tuttavia si carica di significato soltanto a un ascolto accompagnato dalla visione del film, La La Land sarà ricordato negli anni per due pezzi in particolare, gli stessi che avevano ricevuto ben due candidature agli Oscar come Miglior Canzone. Si tratta della vincente City of Stars, un pezzo che pulsa di sogni e buone speranze, e di Audition (The Fools Who Dream), una delle canzoni più struggenti composte negli ultimi anni per il grande schermo.

C’è tutto, dalla consapevolezza, alle illusioni, dalla malinconia, alla forza di volontà di chi, nonostante tutto, non smette di sognare. Una sorta di sogno a occhi aperti carico di visioni cinematografiche. Così, mentre Emma Stone canta sembra di rivedere Jeanne Moreau che si tuffa nella Senna. “I remember that she told us she jumped in the river once/Barefoot”.

TRACKLIST
1. Cast del film – Another Day of Sun; 2. Emma Stone, Callie Hernandez, Sonoya Mizuno e Jessica Rothe – Someone in the Crowd; 3. Justin Hurwitz – Mia and Sebastian’s Theme; 4. Ryan Gosling ed Emma Stone – A Lovely Night; 5. Justin Hurwitz – Herman’s Habit; 6. Ryan Gosling – City of Stars; 7. Justin Hurwitz – Planetarium; 8. Justin Hurwitz – Summer Montage/Madeline; 8. Ryan Gosling ed Emma Stone – City of Stars; 9. John Legend – Start a Fire; 10. Justin Hurwitz – Engagement Party; 11. Emma Stone – Audition (The Fools Who Dream); 12. Justin Hurwitz – Epilogue; 13. Justin Hurwitz – The End; 14. Justin Hurwitz – City of Stars (Humming) (feat. Emma Stone)

 

About Federica Marcucci

E' nata ad Assisi nel 1990. Si laurea nel 2013 in Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Perugia con una tesi sull'enigmatico romanzo "Parigi" di Lorenzo Viani. Nel 2016 consegue la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una tesi in Cinema e Studi Culturali sul rapporto tra Woody Allen e la musica. Attualmente è redattrice di cinema per GingerGeneration.it e collabora con Spotzer in veste di copywriter freelance.

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