Carlotta Acerbi ha visitato la mostra “David Bowie Is” al MAMbo di Bologna. Ecco il suo articolo…

David Bowie è, è stato e sempre sarà

Non è pura retorica questa, ma è l’unico pensiero possibile quando si inizia a percorrere la mostra “David Bowie is”, che è finalmente arrivata in Italia, e l’unico che continua a pulsare nella mente una volta arrivati alla fine dell’esposizione.

Si tratta della più grande retrospettiva mai dedicata all’artista inglese David Bowie Is (3)ed è approdata il 14 luglio al MAMbo di Bologna, unica tappa italiana nonché ultima in Europa, accolta da un tripudio di manifesti in giro per la città già in fermento. Il tour della mostra, partito da Londra nel 2013, ha attraversato mezzo mondo, incontrando città come Toronto, Melbourne, Chicago, fino a raggiungere il capoluogo emiliano. A pochi mesi dalla morte di David Bowie la mostra, originariamente allestita al Victoria and Albert Museum di Londra, si inserisce a pieno titolo nella serie di omaggi al Duca Bianco raccogliendo in un percorso espositivo tasselli della sua vita privata e artistica: un’impresa ardua, ma ben riuscita, tanto che l’allestimento di Bologna, a detta degli stessi curatori Victoria Broackes e Geoffrey Marsh, è quello più soddisfacente di tutto il tour.

Il percorso è strutturato in tre parti che conducono il pubblico in un excursus esaltante tra testimonianze note e lati inediti della carriera dell’artista. Accompagnato da un paio di cuffie, il visitatore è invitato a intraprendere un viaggio multimediale totalizzante nella vita di Bowie attraverso arte e musica: immagini e video provenienti per la maggior parte proprio dal David Bowie Archive “prendono vita” ogni volta che ci si avvicina, riuscendo a coinvolgere anche i meno abituati alle visite museali, e spalancano le porte di un mondo creativo senza eguali. La prima sezione si concentra sugli esordi dell’artista, immerso nella Londra degli anni ’60; la seconda indaga invece il periodo degli anni ’70, gli anni della sperimentazione, durante i quali i fan di Ziggy Stardust lo hanno eletto icona dell’emancipazione sessuale e della completa libertà espressiva; la terza sezione conduce alla fase ultima, tra live, programmi televisivi, spettacoli in teatro, video di Bowie mimo, per finire con una serie di ritratti e fotografie di maestri dell’obbiettivo.

C’è tempo fino al 13 Novembre per vedere la mostra (la tappa successiva sarà Tokyo): consigliamo di prendervi almeno 2 ore per potervi immergere appieno nell’atmosfera, tra oggetti di scena, insoliti memorabilia e costumi onirici, simbolo di uno stile che ha fatto la storia degli ultimi quarant’anni. Anzi, se potete, dedicate un intero pomeriggio alla mostra: una volta entrati non vorrete più uscire.

About Carlotta Acerbi

Nasce a Modena nel 1989. Dopo aver conseguito la Laurea Triennale in Lettere classiche presso l’Università di Bologna, con Tesi sulla prima edizione illustrata di Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini, si laurea a pieni voti in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con Tesi su Il Cinema Ritrovato al Cinema. Dal 2011 è autrice di articoli e recensioni pubblicati su “Blare Out” e “CinemAvvenire”. Nel 2012 ha collaborato all’organizzazione del seminario ART CINEMA = MANAGEMENT + ACTION offerto dalla Confederazione Internazionale dei Cinema d’Essai (CICAE) durante la 69°Mostra del Cinema di Venezia, e nel 2014 con il festival Il Cinema Ritrovato, a supporto dell’Ufficio Stampa. Attualmente si occupa di relazioni internazionali presso l’agenzia di comunicazione Bees Communication di Bologna.

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