Voto al film:

So Long Marianne

The Party è un kammerspiel in cui viene messa in scena la disintegrazione delle dinamiche sociali borghesi con una massiccia dose di humor inglese.

Piccolo grande film, l’ultimo lavoro di Sally Potter avrebbe avuto, in potenza, tutti gli elementi per destare un sincero entusiasmo; in realtà tutto si riduce a una manciata di aggettivi che rendono il film facilmente classificabile e molto più rassicurante di quanto non pretenda di essere. Persino la luminosa fotografia in bianco e nero pare essere un suppellettile non indispensabile che, ancor di più, incasella il film in quel collage da “fascino discreto della borghesia”.

Un’idea ripresa e sviluppata più volte al cinema ma che, tuttavia, Sally Potter non riesce a fare davvero sua nonostante una sceneggiatura interessante e un cast che vanta attori e attrici come Kristin Scott Thomas, Emily Mortimer e Bruno Ganz. Basti pensare a quando, Buñuel, nel 1962, con L’angelo sterminatore chiudeva i suoi borghesi in un appartamento senza via di fuga con conseguenze tra il tragico e il surreale, e Woody Allen in Settembre seguiva le vicende di persone, in vacanza nella stessa casa, che si trovavano costrette a fare i conti con le proprie ansie e i propri desideri.

Ritrovatisi tutti insieme nell’appartamento di Janet (Kristin Scott Thomas) neo eletta come Ministro del Governo Ombra, e di suo marito Bill (Timothy Spall), i personaggi iniziano a mettere in discussione ogni aspetto della propria vita trasformandosi in macchiette che troppo ricordano il polanskiano Carnage. Ecco perché, nonostante il colpo di scena finale e un originale utilizzo della musica, The Party rischia di apparire ruffiano e carente di quell’energia vitale che rende il film brillante anche fuori dalla sala cinematografica.

Peccato perché proprio la musica, quasi del tutto diegetica, è il vero elemento in grado di dare ritmo all’intera narrazione. Fuoriuscendo prepotentemente dall’impianto dell’appartamento, la musica ha la forma di vecchi vinili e se dapprima pare essere legata a un’ipotetica follia di Bill, a poco a poco assume i connotati di un commento sonoro. Spesso contrastando con il tono infuocato dei parlanti, il commento musicale si incarna in My One and Only Love nella versione di John Coltrane, ma anche in What Is This Thing Called Love di Sidney Bechet, arrivando, sul finale, a un concitato cambio di dischi che sovrasta le voci stesse dei presenti, fino all’arrivo dell’attesa Marianne.

SCHEDA TECNICA
The Party (Id. UK, 2017) – REGIA: Sally Potter. SCENEGGIATURA: Sally Potter. FOTOGRAFIA: Aleksei Rodionov. Montaggio: Emilie Orsini, Anders Refn. MUSICA: Artisti vari. CAST: Kristin Scott Thomas, Emily Mortimer, Timothy Spall, Bruno Ganz. GENERE: Drammatico. Durata: 71′
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About Federica Marcucci

E' nata ad Assisi nel 1990. Si laurea nel 2013 in Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Perugia con una tesi sull'enigmatico romanzo "Parigi" di Lorenzo Viani. Nel 2016 consegue la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una tesi in Cinema e Studi Culturali sul rapporto tra Woody Allen e la musica. Attualmente è redattrice di cinema per GingerGeneration.it e collabora con Spotzer in veste di copywriter freelance.

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