Venezia 79 – Music For Black Pigeons

Alessandro Guatti su Music For Black Pigeons, documentario di Jørgen Leth e Andreas Koefoed sul jazzista danese Jacob Bro

Voto al film:

Il jazz scandinavo e l’omaggio ai Maestri

Il compositore danese Jacob Bro è il centro nevralgico di un milieu musicale che di volta in volta, a seconda del progetto che sta elaborando, coinvolge differenti musicisti. I registi Jørgen Leth e Andreas Koefoed, per la prima volta insieme dietro la macchina da presa, hanno seguìto Bro per 14 anni e questo documentario ripercorre le tappe principali (soprattutto discografiche ma anche concertistiche) del suo percorso.

Il film però non è una semplice cronistoria: la narrazione priva di voce narrante si affida alle riprese di sessioni di registrazione, prove e concerti scandite dalle relative date in sovrimpressione ed è intervallata da inserti in cui i vari musicisti, inquadrati in primo piano per lo più su fondo monocromo (e quindi letteralmente “messi al muro” dai registi), rispondono a domande che vanno ben al di là delle situazioni contingenti. L’intento di Leth e Koefoed, infatti, non è solo omaggiare i Maestri coinvolti da Bro (tra gli altri, Lee Konitz, Paul Motian, Bill Frisell, Mark Turner) ma spingerli ad elaborare il significato che la musica ha nella loro vita, i sentimenti e le sensazioni che provano mentre suonano.

Ecco allora che la musica diventa “a meditation you lose yourself in” (“una meditazione in cui perdersi”) o “a celebration of life”, “a way to communicate” o ancora “il tentativo di capire il senso della vita”. Sono interviste toccanti, dove anche il silenzio contribuisce a rendere l’inesplicabilità di un’arte che più che una pratica è una vera e propria filosofia. Esemplare a questo proposito è il lungo silenzio in cui si perde il contrabbassista Thomas Morgan nel tentativo di descrivere le sensazioni che scaturiscono in lui all’atto del suonare. Questo aspetto del film, comunque suggestivo, è però ciò che forse lo penalizza: Music for Black Pigeons è tutto giocato sul lato emotivo a scapito di quello propriamente tecnico/musicale.

È pur vero che il fatto che si stanno registrando “ritmi e melodie molto semplici” è dichiarato, ed è altrettanto manifesto che quasi tutto il lavoro delle sessioni di registrazione (ad esempio quelle dell’album December Song o quelle di Balladeering) è affidato all’improvvisazione dei musicisti sulle composizioni di Bro, a tal punto che Morgan afferma di non esercitarsi molto quando non è impegnato in prove o registrazioni perché vuole evitare che si creino degli “automatismi” e che quindi il suo spirito di ricerca musicale istantaneo si affievolisca. Tuttavia si sente la mancanza di un approfondimento riguardo le modalità in cui viene effettivamente svolto il lavoro che permette a musicisti di provenienze, età, etnie e background così diversi di trovare un linguaggio comune, una sorta di collante.

Così come Bro non cerca “la perfezione, ma l’atmosfera giusta per il brano”, la pellicola pare rivolgersi principalmente ai fan di Jacob che vogliono vedere qualche backstage o retroscena, mentre al restante pubblico rimarrà probabilmente l’impressione di un film non narrativo e piuttosto ripetitivo, seppur interessante.

SCHEDA TECNICA

Music For Black Pigeons (Danimarca, 2022) – REGIA: Jørgen Leth, Andreas Koefoed. SCENEGGIATURA: Jørgen Leth, Andreas Koefoed, Adam Nielsen. MONTAGGIO: Adam Nielsen. FOTOGRAFIA: Adam Jandrup, Dan Holmberg, Andreas Koefoed. CAST: Jakob Bro, Lee Konitz, Thomas Morgan, Bill Frisell. GENERE: Documentario. DURATA: 92′

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