{"id":23591,"date":"2016-06-05T14:30:17","date_gmt":"2016-06-05T14:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/leitmovie.it\/?p=23591"},"modified":"2017-04-04T07:42:38","modified_gmt":"2017-04-04T07:42:38","slug":"cinema-jacques-tati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/cinema-jacques-tati","title":{"rendered":"Il cinema di Jacques Tati"},"content":{"rendered":"<p>[:it]<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione del ciclo dei restauri di Jacques Tati, l&#8217;articolo di Alessandro Guatti sul sonoro nel cinema di M. Hulot<!--more--><\/p>\n<h4><strong>Il sonoro come espressione di poetica<\/strong><\/h4>\n<p align=\"JUSTIFY\">In occasione del ritorno nelle sale cinematografiche dei pi\u00f9 famosi film di Jacques Tati anche noi vogliamo rendere omaggio al grandissimo regista francese che ha reso la ricerca sul sonoro non soltanto uno dei punti cardine della sua poetica ma anche uno strumento concreto per riflettere sulla contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23595 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/jour-de-fete-Jacques-Tati-205x300.jpg\" alt=\"jour-de-fete Jacques Tati\" width=\"205\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/jour-de-fete-Jacques-Tati-205x300.jpg 205w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/jour-de-fete-Jacques-Tati-400x586.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/jour-de-fete-Jacques-Tati-292x428.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/jour-de-fete-Jacques-Tati.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/>L\u2019invito che vi rivolgiamo \u00e8 dunque quello di andare al cinema ad &#8220;ascoltare&#8221; i capolavori di Tati. Noterete l\u2019attenzione maniacale per ogni aspetto della colonna sonora: non solo la musica (per lo pi\u00f9 diegetica) ma anche battute, dialoghi, suoni e rumori costituiscono davvero un\u2019ossatura del film, giustificando appieno il nome che ad essa viene attribuito. La traccia acustica \u00e8 elemento portante delle opere di Tati, fondamentale nel sostenere la trama stessa e nel definire la psicologia dei personaggi. Attraverso il sonoro Tati riesce a far emergere magnificamente i contrasti e le contraddizioni della modernit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ad esempio in <em>Jour de f\u00eate<\/em> (1949), ambientato nella campagna francese immune da quell\u2019invasione della tecnologia che segner\u00e0 le opere successive, la comicit\u00e0 \u00e8 spesso raggiunta dalla contrapposizione tra suoni naturali e rumori artificiali. Il chiocciare delle galline e il ronz\u00eco del calabrone accentuano il disagio che il portalettere Fran\u00e7ois (lo stesso Tati) esprime nell\u2019incontro tra natura e cultura, tra campagna e civilt\u00e0. In questo film, che riprende molti spunti e situazioni dal suo precedente cortometraggio <em>L&#8217;\u00c9cole des facteurs<\/em> (1946), Tati \u00e8 ancora dentro il mondo, seppure disadattato, mentre dal successivo <em>Les vacances de M. Hulot<\/em> (1953) egli dar\u00e0 vita al suo noto personaggio di Hulot, <img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23598 alignleft\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/les-vacances-de-monsieur-hulot-Jacques-Tati-202x300.jpg\" alt=\"les-vacances-de-monsieur-hulot Jacques Tati\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/les-vacances-de-monsieur-hulot-Jacques-Tati-202x300.jpg 202w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/les-vacances-de-monsieur-hulot-Jacques-Tati-400x595.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/les-vacances-de-monsieur-hulot-Jacques-Tati-292x434.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/les-vacances-de-monsieur-hulot-Jacques-Tati.jpg 483w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/>che non \u00e8 in grado di inserirsi nella societ\u00e0 o nell\u2019ambiente in cui si trova, generando una comicit\u00e0 che \u2013 evoluzione di quella di Chaplin e di Keaton \u2013 gli permette di elaborare una vera e propria poetica per parlare del tempo presente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Se l\u2019importanza del sonoro per Tati \u00e8 testimoniata sin dagli albori della sua attivit\u00e0 di regista, \u00e8 forse <em>Mon Oncle<\/em> (1958), vincitore dell\u2019Oscar come Miglior film straniero e del Gran Premio della Giuria al festival di Cannes, che porta all\u2019apice la sua ricerca in questo \u00e0mbito. I titoli di testa sono inseriti in pannelli simili a quelli che le ditte di costruzioni utilizzano per indicare le specifiche dei lavori in corso e sono coerentemente accompagnati dal rumore dei martelli pneumatici e degli altri attrezzi con cui gli operai inquadrati stanno lavorando. Lo spettatore \u00e8 dunque immerso da subito in un ambiente sonoro che si discosta dall\u2019incantevole atmosfera della campagna di Sainte-S\u00e9v\u00e8re-sur-Indre, ambientazione di <em>Jour de f\u00eate<\/em>, o della spiaggia di Saint-Marc-sur-Mer, che, in <em>Les vacances de M. Hulot<\/em>,<i> <\/i>era comunque animato da automobili che si guastavano, campanelli che richiamavano i villeggianti all\u2019hotel e persino fuochi d\u2019artificio impazziti. In <em>Mon Oncle<\/em> Hulot \u00e8 in citt\u00e0 e l\u2019impatto non \u00e8 affatto indolore. L\u2019incomunicabilit\u00e0 si conferma uno dei temi prediletti del regista: si pensi alla cornetta del telefono, che anzich\u00e9 favorire la comunicazione tra Hulot e il suo interlocutore, assume la funzione di amplificatore del rumore \u2013 quello naturale proveniente dal mercato \u2013 che invade la fabbrica; si presti attenzione al rumore costante che copre i dialoghi tra moglie e marito: prima quello del rasoio elettrico quando lei gli parla mentre lui si rade, poi quello dei fornelli e dei meccanismi della cucina quando lui tenta invano di farsi udire dalla donna impegnata a cucinare, e cos\u00ec via. Estendendo il discorso all\u2019intera opera di Tati si noti infine l\u2019uso paradossale della voce umana: i dialoghi sono ridotti a <img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23596 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Mon-Oncle-Jacques-Tati-217x300.jpg\" alt=\"Mon Oncle Jacques Tati\" width=\"217\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Mon-Oncle-Jacques-Tati-217x300.jpg 217w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Mon-Oncle-Jacques-Tati-740x1024.jpg 740w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Mon-Oncle-Jacques-Tati-600x830.jpg 600w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Mon-Oncle-Jacques-Tati-615x850.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Mon-Oncle-Jacques-Tati-400x553.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Mon-Oncle-Jacques-Tati-292x404.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Mon-Oncle-Jacques-Tati.jpg 760w\" sizes=\"(max-width: 217px) 100vw, 217px\" \/>poche battute, spesso poco udibili e comunque non molto significative, talvolta pronunciate in una Babele linguistica in cui inglese, francese moderno e dialetto di alcune regioni particolari della Francia (pronunciato come il francese antico) si sovrappongono in un voc\u00eco, un costante bisbigliare che non fa altro che creare ulteriore confusione. Continua anche in <em>Mon Oncle<\/em> la contrapposizione natura\/cultura (con l\u2019intento chiaramente ironico di presentare come culturale l\u2019eccessiva meccanizzazione della societ\u00e0) attraverso un\u2019alternanza di esterni dove i cani sono liberi di passeggiare e gli uomini di interagire negli incontri del mercato, e di interni, siano essi domestici, dove ogni rapporto umano \u00e8 innaturale perch\u00e9 falsato e viziato dalla modernit\u00e0, o di una fabbrica nei cui uffici regna un silenzio imbarazzante, enfatizzato dallo snervante ticchett\u00eco di un orologio e dal chiasso frastornante dell\u2019officina che entra nelle stanze ogni volta che si apre una porta. Le porte sono uno strumento quasi magico in Tati. Attraverso una porta il custode della fabbrica scaccia i cani (il <i>naturale<\/i> non viene ammesso nel mondo moderno) facendoci sentire il baccano che proviene dall\u2019interno; la porta del garage si chiude da s\u00e9 bloccando all\u2019interno i coniugi che devono attendere che il cane (cio\u00e8 l\u2019elemento naturale) o la domestica (cio\u00e8 la civilt\u00e0 che ha \u201caddomesticato\u201d gli istinti) venga a salvarli; le porte della casa, prive di maniglie come le antine della cucina, sembrano aprirsi e chiudersi a loro piacimento\u2026 Ritorna anche l\u2019uso comico dei suoni naturali, come il cinguett\u00eco dell\u2019uccellino, sollecitato volutamente da Hulot con il riflesso della finestra, che fa da pendant al fischio dei bambini che, attirando l\u2019attenzione dei passanti, li fa sbattere contro i pali producendo un gran rumore! Ma questo fischio sar\u00e0 poi anche il simbolo di un\u2019umanit\u00e0 e di una naturalit\u00e0 che alla fine del film avvicineranno padre e figlio in un\u2019affettuosa stretta di mano. Il finale bonario ci fa dunque credere che una salvezza sia ancora possibile.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questo ottimismo viene abbandonato nei film successivi: <em>Playtime <\/em>(1966) e <em>Trafic<\/em> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23597 alignleft\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Playtime-Jacques-Tati-218x300.jpg\" alt=\"Playtime Jacques Tati\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Playtime-Jacques-Tati-218x300.jpg 218w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Playtime-Jacques-Tati-744x1024.jpg 744w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Playtime-Jacques-Tati-600x826.jpg 600w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Playtime-Jacques-Tati-615x846.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Playtime-Jacques-Tati-400x551.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Playtime-Jacques-Tati-292x402.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Playtime-Jacques-Tati.jpg 760w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/>(opera del 1971 che purtroppo non avremo occasione di apprezzare nuovamente nelle sale) prendono una piega pessimista. Pur presentando diverse gag fisiche molto divertenti, suscitano una risata amara perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 molto da ridere in una societ\u00e0 ormai completamente assordata dal rumore. Il silenzio serve solo ad amplificare i passi dei personaggi rendendone una vera e propria descrizione acustica che va a sommarsi a quella visiva (si pensi alla sequenza iniziale di <em>Playtime<\/em>) o a rendere le situazioni di attesa pi\u00f9 imbarazzanti e disagevoli, svelando \u2013 qui come in <em>Mon Oncle<\/em> \u2013 il rifiuto, da parte del potere industriale ed economico della modernit\u00e0, nei confronti di un personaggio ancora umano come Hulot. Il rumore misura gli ambienti sia in senso fisico e metrico (i passi danno l\u2019idea della lunghezza di un corridoio o del protrarsi di un\u2019attesa telefonica) sia in senso morale (il degrado umano della clientela del ristorante cresce di pari passo con il rumore che essa produce).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In tale desolante panorama \u00e8 un altro elemento sonoro a far talvolta cambiare rotta a questo pessimismo: la musica. La musica che descrive bucolicamente la campagna e nervosamente la citt\u00e0 riesce a trasmettere una sensazione duplice: se in <em>Mon Oncle<\/em> sottolinea comicamente l\u2019assurdit\u00e0 di una manovra di parcheggio interrompendosi ogni volta che la vettura si arresta per cambiare direzione, in <em>Playtime <\/em>evidenzia, avviata dalla moneta inserita nel parcometro, come il traffico delle citt\u00e0 moderne sia poco differente da una giostra in cui si continua a girare in tondo. Eppure il ritmo della musica e le sue sonorit\u00e0 ci fanno pensare che il delirio della contemporaneit\u00e0 e l\u2019assurdit\u00e0 di certi aspetti della vita moderna possano essere presi come un gioco, con ironia, come se fossimo ancora bambini. Come se fosse sempre <em>Playtime<\/em>, <em>\u201cTempo di divertimento\u201d<\/em>.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il film del ciclo &#8220;Omaggio a Tati&#8221; che torneranno nelle sale cinematografiche in versione restaurata grazie a Ripley&#8217;s Video e Viggo seguiranno il seguente calendario:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">6 giugno: <i>Mon Oncle<\/i><i> <\/i>(1958)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">14 giugno: <em>Playtime<\/em> (1966)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">20 giugno: <em>Les vacances de Monsieur Hulot<\/em> (1953)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\">27 giugno: <i>Jour de F\u00eate <\/i>(1949)<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=cnIPPe-8oD0&#038;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M[:]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it] In occasione del ciclo dei restauri di Jacques Tati, l&#8217;articolo di Alessandro Guatti sul sonoro nel cinema di M. Hulot<\/p>","protected":false},"author":10,"featured_media":23594,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[385],"tags":[125,213,270],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23591"}],"collection":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23591"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23591\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}