{"id":24577,"date":"2018-06-27T09:13:51","date_gmt":"2018-06-27T09:13:51","guid":{"rendered":"http:\/\/leitmovie.it\/?p=24577"},"modified":"2018-06-22T14:18:43","modified_gmt":"2018-06-22T14:18:43","slug":"la-jetee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/la-jetee","title":{"rendered":"[:it]Il Cinema Ritrovato 2018: La jet\u00e9e[:en]La jet\u00e9e[:]"},"content":{"rendered":"<p>[:it]<\/p>\n<hr \/>\n<h4><strong>In principio fu il suono<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">In principio fu il suono: quello forte e sibilante degli aerei sulla piattaforma di osservazione all\u2019aereoporto di Orly. L\u2019inizio sonoro ne <em>La jet\u00e9e<\/em>\u00a0\u00e8 per lo spettatore-ascoltatore il primo segno acustico di un film in cui non ci sono voci. Si tratta di un <em>photo-roman<\/em>, ovvero una sequenza di fotografie che raccontano la storia di un uomo e di una donna &#8211; avanti e indietro nel tempo &#8211; che si svolge durante una fantascientifica era postatomica. <!--more-->Un cortometraggio raccontato attraverso una serie di immagini fisse durante<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-24581 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/La-jet\u00e9e.jpg\" alt=\"la-jetee\" width=\"266\" height=\"189\" \/> il quale il raccordo di una voce narrante fuori campo evita la deriva ermeneutica: un bambino che osserva una donna durante un incidente all\u2019aereoporto in cui misteriosamente muore un uomo; scienziati che sperimentano il viaggio nel tempo su quel bambino ormai adulto nelle gallerie del Palais de Chaillot, in una Parigi quasi completamente cancellata da un immenso olocausto; quello stesso uomo, ora morto, sotto gli occhi della donna che aveva ritrovato indietro nel tempo e di cui si era innamorato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizzare un film come <em>La jet\u00e9e<\/em> dal punto di vista del sonoro significa capirne la struttura del suo meccanismo di fruizione spettatoriale: l\u2019alternanza di voce off, musica, silenzi ed effetti sonori segna un tipo di raccordo tra le immagini che \u00e8 allo stesso tempo di tipo emotivo (le musiche di Trevor Duncan sottolineano allo spettatore il carattere passionale della scena) e cognitivo (la voce fuori campo funziona come le didascalie all\u2019epoca del muto). Non solo. La dimensione sonora genera movimento nel tempo; in definitiva, ci\u00f2 di cui ha strutturalmente bisogno un foto-montaggio per essere raccontato al cinema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, la caratterizzazione acustica dei diversi momenti del film viene marcata: la Parigi distrutta dalla terza guerra mondiale \u00e8 descritta musicalmente da un organo liturgico e da un coro in crescendo (qui l\u2019accumulazione visiva di immagini sempre pi\u00f9 desolanti procede parallelamente all\u2019accumulazione sonora di voci); i momenti dell\u2019innamoramento tra i due personaggi \u00e8 descritto da un accompagnamento non pi\u00f9 marcato simbolicamente &#8211; la sacralit\u00e0 della musica all\u2019organo aveva descritto uno scenario di morte &#8211; ma pi\u00f9 vagamente melodico, sempre nel segno <img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-24580\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/la-jet\u00e9e-2-300x169.jpg\" alt=\"la-jetee-2\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/la-jet\u00e9e-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/la-jet\u00e9e-2-615x346.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/la-jet\u00e9e-2-400x225.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/la-jet\u00e9e-2-292x164.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/la-jet\u00e9e-2.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>della contemporaneit\u00e0 (gli arrangiamenti delle musiche originali sono quelli tipici degli anni Sessanta); gli esperimenti dei sopravvissuti sono sottolineati da silenzi alienanti; gli effetti sonori sono usati sia nel segno dell\u2019 identificazione patemica tra personaggio e spettatore (il rumore del battito di un cuore durante le sperimentazioni), sia nel segno del rimando metaforico (i versi degli uccelli durante il sonno della protagonista riportano all\u2019idea del volo, anche mentale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, se la temporalit\u00e0 vissuta \u00e8 il tema centrale de <em>La jet\u00e9e<\/em>, la dimensione sonora &#8211; oltre che quella visiva &#8211; non fa che rinforzarlo facendolo finalmente sentire.<\/p>\n<h5>L&#8217;articolo \u00e8 apparso anche su <a href=\"http:\/\/www.cinefiliaritrovata.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cinefilia Ritrovata<\/a><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong>SCHEDA TECNICA<\/strong><br \/>\n<strong>La jet\u00e9e (Id., Francia, 1962) &#8211; REGIA: Chris Marker. SCENEGGIATURA: Chris Marker. MONTAGGIO: Jean Ravel. FOTOGRAFIA:\u00a0Chris Marker, Jean Chiabaut. MUSICHE: Trevor Duncan. CAST: H\u00e9l\u00e8ne Chatelain, Davos Hanich, Jacques Ledoux, Andr\u00e9 Heinrich. GENERE: Fantascienza. Durata: 28&#8242;<\/strong><\/h5>\n<p>https:\/\/m.youtube.com\/watch?list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M&#038;v=6anMLFwHFqs[:]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it] In principio fu il suono In principio fu il suono: quello forte e sibilante degli aerei sulla piattaforma di osservazione all\u2019aereoporto di Orly. 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