{"id":24620,"date":"2016-12-01T10:42:21","date_gmt":"2016-12-01T10:42:21","guid":{"rendered":"http:\/\/leitmovie.it\/?p=24620"},"modified":"2017-06-24T10:02:21","modified_gmt":"2017-06-24T10:02:21","slug":"nessuno-ci-puo-giudicare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/nessuno-ci-puo-giudicare","title":{"rendered":"Nessuno ci pu\u00f2 giudicare"},"content":{"rendered":"<p>[:it][column width=&#8221;1\/1&#8243; last=&#8221;true&#8221; title=&#8221;&#8221; title_type=&#8221;single&#8221; animation=&#8221;none&#8221; implicit=&#8221;true&#8221;]<\/p>\n<p>[:it]<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Direttamente dal 34\u00b0 Torino Film Festival, Erica Testi scrive di <em>Nessuno ci pu\u00f2 giudicare<\/em>, documentario di Stefano Dalla Casa e Chiara Ronchini dedicato ai musicarelli degli anni Sessanta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"author-post-rating\"><span class=\"author-post-rating-label\">Voto al film:<\/span> <span class=\"author-post-rating-stars\" title=\"3 out of 5 stars\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-inactive.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-inactive.png\" \/><\/span>\n<\/div><!-- .author-post-rating --><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando l&#8217;Italia ballava al cinema<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nessuno ci pu\u00f2 giudicare<\/em>, il documentario di Stefano Della Casa e Chiara Ronchini presentato al 34\u00b0 Torino Film Festival in anteprima nazionale, appare come una ricostruzione divertente e divertita di un&#8217;epoca musicale che ha lasciato un segno in Italia. I registi raccontano una storia d&#8217;amore, o d&#8217;amicizia: la musica e il cinema si ritrovano in un ipotetico salotto dal quale nasce l&#8217;idea dei \u201cmusicarelli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incuriositi da un genere che non \u00e8 molto conosciuto, chiediamo a Stefano Della Casa di cosa si tratti: \u201cIl termine &#8216;musicarelli&#8217; all&#8217;inizio aveva un&#8217;accezione un po&#8217; dispregiativa, che con il passare del tempo si \u00e8 temperata. Sono i film musicali degli anni sessanta con i cantanti che piacevano ai giovani: prima i <em>rock movie<\/em> con Celentano, Mina, Tony Dallara, poi quelli <em>beat<\/em> e <em>yeeyee<\/em> con Caterina Caselli, Rita Pavone, i Rocks. [&#8230;] Sono diversi dai film-canzone, che erano tipici del cinema italiano diretto ad un pubblico pi\u00f9 maturo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 partendo da questa tipologia cinematografica che i due autori costruiscono un collage fatto di interviste, testimonianze ed estratti di film degli anni \u201860. Il documentario ci permette di fare un salto temporale, ballare e cantare con i giovani che hanno vissuto il movimento musicale di maggior rottura della seconda parte del &#8216;900. Se oggi pensiamo a Rita Pavone, Gianni Morandi e Caterina Caselli, forse non li immaginiamo come ribelli della musica, con caschetti spettinati e tute in pelle, ma piuttosto icone di movimenti giovanili che non avevano nulla da invidiare ad altre realt\u00e0 straniere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 dalle prime immagini in\u00a0effetto vintage, e senza accorgercene iniziamo a muovere il piede a ritmo di musica. Ma il buon ritmo del film non \u00e8 solo musicale: anche dal punto di vista cinematografico, la pellicola ci tiene incollati alla sedia, a bocca e orecchie aperte, a seguire lo spaccato popolare naziinale che prende vita sullo schermo. Se a fine anni cinquanta le canzoni erano fatte di gorgheggi e voci dolci, in un lampo arrivarono i cosiddetti \u201curlatori\u201d, tra i quali &#8220;il Molleggiato&#8221;, Rita Pavone e Caterina Caselli. Queste donne, oggi posate ed eleganti, sono state artefici di uno scossone musicale fatto di suoni, urla e balli scatenati che rivediamo sullo schermo, dive di questi film senza una trama ben costruita, dotati di una struttura leggera concepita unicamente per tenere assieme i brani musicali che facevano impazzire i ragazzi attorno ai juke-box.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dirigere questi nuovi artisti scopriamo anche registi di grande fama: un esempio \u00e8 Lina Wertmuller, che dietro i suoi occhiali eccentrici sorride al ricordo del set di <a href=\"https:\/\/m.youtube.com\/watch?list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M&amp;v=jPoc7J6PqKI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Rita la zanzara<\/a> (1966) che per\u00f2 si rifiut\u00f2 di firmare per la scarsa resa finale. In effetti i musicarelli non volevano apparire \u201cbei film\u201d, ma semplicemente puntare a soddisfare le aspettative del pubblico pi\u00f9 giovane, fosse per le canzoni o per la presenza dei loro idoli, garantendo gli incassi maggiori a fronte di budget davvero low cost. Come ricorda l&#8217;allora patron della Titanus Goffredo Lombardo, fu proprio grazie a queste pellicole che la casa di produzione rimase a galla. Ma perch\u00e9 \u2212 chiediamo a Della Casa \u2212 le sale erano sempre piene? \u201cI musicarelli erano l&#8217;unica maniera con la quale i giovani potevano vedere i loro cantanti preferiti a basso costo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alle testimonianze dei cantanti (tra i quali manca Gianni Morandi) e agli spezzoni cinematografici, la nostra passeggiata storico-musicale \u00e8 accompagnata anche da Steve Della Casa. \u201cInvece di mettere i cartelli o la voce fuori campo ho deciso di mettermi in gioco assieme al mio amico Massimo Scarrafoni, che \u00e8 venuto in mio aiuto. [&#8230;]\u00c8 un periodo che conosco bene, perch\u00e9 \u00e8 quello nel quale ho vissuto prima la mia adolescenza e poi la mia giovinezza. Ricordo questi mutamenti che raccontiamo nel documentario perch\u00e9 stavano succedendo sulla mia pelle\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la nuova influenza musicale folk-rock in arrivo direttamente dagli Stati Uniti negli anni Settanta, la leggerezza cantata all&#8217;inizio del decennio entra in crisi. Soppiantati da contenuti pi\u00f9 impegnati legati a temi sociali, anche i musicarelli perdono terreno esaurendosi poi nell&#8217;arco di pochi anni. Resta allora il loro ricordo, emblemi di un decennio estremamente vivace e variegato sul piano culturale, un periodo &#8211; anche sul piano nazionale &#8211; molto pi\u00f9 rivoluzionario di quanto possa apparire e che <em>Nessuno ci pu\u00f2 giudicare<\/em> aiuta ad approfondire e conoscere meglio.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong>SCHEDA TECNICA<\/strong><br \/>\n<strong>Nessuno ci pu\u00f2 giudicare (Italia, 2016) \u2013 REGIA: Stefano Della Casa, Chiara Ronchini. SCENEGGIATURA: Stefano Della Casa, Chiara Ronchini. MONTAGGIO: Chiara Ronchini. MUSICHE: Don Backy, Caterina Caselli, Tony Dallara, Ricky Gianco, Mal, Rita Pavone, Gianni Pettenati, Shel Shapiro, Piero Vivarelli. CAST: Don Backy, Caterina Caselli, Tony Dallara, Rita Pavone, Shel Shapiro. GENERE: Documentario. DURATA: 60&#8242;<\/strong><\/h5>\n<p>https:\/\/m.youtube.com\/watch?list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M&#038;v=CnSkefVk8IQ[:]<\/p>\n<p>[\/column][:]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it][column width=&#8221;1\/1&#8243; last=&#8221;true&#8221; title=&#8221;&#8221; title_type=&#8221;single&#8221; animation=&#8221;none&#8221; implicit=&#8221;true&#8221;] [:it] Direttamente dal 34\u00b0 Torino Film Festival, Erica Testi scrive di Nessuno ci pu\u00f2 giudicare, documentario di Stefano Dalla Casa e Chiara Ronchini [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":20,"featured_media":24625,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[139],"tags":[169,312,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24620"}],"collection":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24620"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24620\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media\/24625"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24620"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24620"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24620"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}