{"id":26132,"date":"2017-07-08T10:03:14","date_gmt":"2017-07-08T10:03:14","guid":{"rendered":"http:\/\/leitmovie.it\/?p=26132"},"modified":"2017-07-10T09:46:37","modified_gmt":"2017-07-10T09:46:37","slug":"le-interviste-leitmovie-daniele-furlati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/le-interviste-leitmovie-daniele-furlati","title":{"rendered":"Le interviste di Leitmovie: Daniele Furlati"},"content":{"rendered":"<p>[:it]<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Far parlare i film, la mia sfida <\/strong><br \/>\n<em>Conversazione con Daniele Furlati<\/em><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella calda cornice estiva della Piazzetta Pasolini invasa da cinefili di tutto il mondo in occasione del Cinema Ritrovato, Leitmovie ha incontrato il compositore bolognese Daniele Furlati per una chiacchierata sul cinema di ieri, oggi e domani, e ovviamente sulla musica.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Classe 1973, Furlati \u00e8 diplomato al Conservatorio in pianoforte, strumentazione per banda e composizione. Nel corso degli anni ha collaborato componendo musica per il teatro (<em>Paesaggio e l\u2019amante<\/em>, 2009; <em>Gli occhi gli alberi le foglie<\/em>, 2011), alternando anche con lavori per documentari, cortometraggi e spot pubblicitari. Per il cinema ha composto la colonna sonora di <em>Viva San Isidro!<\/em> (1995) di Alessandro Cappelletti ed \u00e8 coautore, insieme a Marco Biscarini, delle musiche de <em>Il vento fa il suo giro<\/em> (2005), <em>L\u2019uomo che verr\u00e0<\/em> (2009) e <em>Un giorno devi andare<\/em> (2013). Insegna al Conservatorio e collabora da anni con il Cinema Ritrovato nell\u2019ambito della musicazione dal vivo di film muti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quello che pi\u00f9 sorprende del Cinema Ritrovato \u00e8 la straordinaria partecipazione di pubblico. Una manifestazione unica, che da anni abbraccia e accoglie cinefili provenienti da tutto il mondo chiamati a prendere parte a qualcosa di davvero speciale. Cosa significa per te, da bolognese, collaborare con questo festival?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26140 alignleft\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Il-fantasma-dellopera-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Il-fantasma-dellopera-300x169.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Il-fantasma-dellopera-400x225.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Il-fantasma-dellopera-292x164.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Il-fantasma-dellopera.jpg 593w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Si tratta di festival che seguo da quando ero bambino. Ho infatti avuto la fortuna di suonarci per la prima volta da ragazzino, quando ero studente al Conservatorio nei primi anni \u201990, con la partitura composta da Gabrielle Thibodeau per <em>Il fantasma dell\u2019Opera<\/em>, quando ancora il Cinema Ritrovato si faceva al Teatro delle Celebrazioni e fu una cosa stupenda. L\u2019anno successivo invece suonammo la partitura per <em>Straight Shooting<\/em>, sempre di Thibodeau, con l\u2019ensemble del Conservatorio che poi fu portata in tour anche fuori citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di iniziare un\u2019altra parentesi della mia vita, quella dedicata al cinema sonoro, \u00e8 stato proprio grazie al Cinema Ritrovato se da ragazzino ho vissuto il cinema da spettatore in un certo modo. Ancora mi ricordo quando le proiezioni del cinema sotto le stelle erano nel cortile di Palazzo d\u2019Accursio, e non in Piazza Maggiore, e non vedevo l\u2019ora che arrivasse l\u2019estate per andarle a vedere. Soprattutto perch\u00e9 non vedevo l\u2019ora che ci fossero gli eventi legati al cinema muto con la musica suonata dall\u2019orchestra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito ricordo un <em>Nosferatu<\/em> straordinario in Piazza Maggiore, ma anche altre proiezioni dei film di Chaplin con le sue musiche suonate dal vivo. \u00c8 stato tutto questo a farmi desiderare di voler collaborare con questa realt\u00e0 in cui sono tornato dopo il 2007, in seguito al concorso <em>Strade del cinema<\/em> di Aosta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26113 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/addio-giovinezza-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/addio-giovinezza-300x197.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/addio-giovinezza-615x404.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/addio-giovinezza-400x263.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/addio-giovinezza-292x192.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/addio-giovinezza.jpg 920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Infatti uno dei tuoi primi riconoscimenti pi\u00f9 importanti \u00e8 arrivato nel 2007 grazie al commento sonoro composto in quest\u2019occasione per <em>Bacon Grabbers<\/em>, mentre quest\u2019anno sei qui al festival per musicare dal vivo pellicole tra cui <em>L\u2019Envol des chats<\/em>, <em>Addio Giovinezza!<\/em> e una rassegna di frammenti a colori. Da dove nasce questa passione per il cinema muto, \u00e8 stata una cosa casuale o un amore nato con il tempo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizialmente \u00e8 stato tutto un po\u2019 casuale. Io facevo il pianista nell\u2019orchestra del Conservatorio che in quel periodo aveva aderito alla collaborazione con la Cineteca, di conseguenza mi sono trovato dentro a questa meravigliosa iniziativa. Mi ricordo che all\u2019epoca era ancora direttore Vittorio Boarini: lo fermai in corridoio per parlare e per chiedergli informazioni, perch\u00e9 mi appassionava davvero molto questo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel momento non pensavo neanche che avrei fatto questo lavoro, era un momento di grande entusiasmo e di scoperta. Io volevo fare cinema sonoro, cosa che poi ho fatto, perci\u00f2 in quella fase non prendevo neanche in considerazione il fatto di poter improvvisare una musica in contemporanea alle immagini perch\u00e9 ho una formazione classica. Alla fine \u00e8 successo che ho fatto tutt\u2019altro e, quando ho lavorato su cinema sonoro, non ho mai avuto come riferimenti quelli tipici del cinema muto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26139 alignleft\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Bacon-Grabbers-300x237.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Bacon-Grabbers-300x237.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Bacon-Grabbers-400x317.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Bacon-Grabbers-292x231.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Bacon-Grabbers.jpg 595w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Cos\u00ec anche quando tra il 2006 e il 2007 ho scelto di partecipare al concorso aostano \u00e8 stato abbastanza casuale. Per me quello era un periodo di grande difficolt\u00e0, perch\u00e9 non insegnavo ancora e non sapevo cosa fare con la musica, e mi ricordo che iniziai a cercare concorsi su internet: in questo modo scoprii <em>Strade del cinema<\/em>. Cercare sempre altre strade \u00e8 quello che consiglio anche ai miei allievi, infatti poi il concorso and\u00f2 bene e mi commissionarono <em>Bacon Grabbers<\/em>. Mi ricordo che per questo lavoro iniziai a lavorare con approccio diverso da quello di ora, molto pi\u00f9 razionale. Volevo scrivere ogni nota ed evitare quelle che consideravo \u201cimperfezioni\u201d. Per questo motivo ho iniziato ad ascoltare di pi\u00f9 i miei colleghi per capire il tipo di approccio migliore, compresi quei dettagli che mi piacevano di meno del cinema muto. Questo mi ha permesso di capire che quelle che io chiamavo \u201cimperfezioni\u201d, ci\u00f2 che vedevo come irregolare, era la caratteristica unica che faceva s\u00ec che il tutto risultasse morbido e non ingessato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019espressione \u201ccinema muto\u201d della lingua italiana sembra rimandare a qualcosa di tronco, mentre l\u2019inglese \u201csilent film\u201d lascia quasi intendere che ci sia qualcosa da ascoltare attentamente. Che cosa significa \u201cfar parlare\u201d pellicole girate quasi un secolo fa? E quali sono i dettagli che cerchi di cogliere e di trasmettere attraverso il linguaggio musicale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bella domanda, hai toccato un punto. \u00c8 bellissima l\u2019idea di far parlare: si possono far parlare dei personaggi grazie alla loro espressione, anche se non ascolti il suono della loro voce, ma si possono far parlare anche i luoghi. Questa \u00e8 una grande sfida e la cosa pi\u00f9 bella di questo mestiere. Come si fa\u2026 secondo me il modo \u00e8 quello di osservare attentamente e capire il ritmo del montaggio, in modo tale da riuscire a entrare in sintonia con il ritmo che quelle immagini ti danno, una serie di espressioni che sono state impresse dalla macchina da presa. Dopotutto si sa, il cinema \u00e8 immagini e montaggio. Quindi attraverso i piccoli movimenti di personaggi e luoghi si riesce a trovare una mobilit\u00e0 sonora di contrappunto, ossia nota contro nota, oppure di non contrappunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal punto di vista strettamente filologico, scrivere una partitura per un film muto ai giorni nostri \u00e8 un\u2019operazione meticolosa e che allo stesso tempo si carica di significati profondi. Ci sono dei modelli a cui ti ispiri per dare vita al tuo stile?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In primis<\/em> \u00e8 importante distinguere tra scrittura e improvvisazione. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-23789 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tempi-moderni4-1000x600-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tempi-moderni4-1000x600-300x180.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tempi-moderni4-1000x600-768x461.jpg 768w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tempi-moderni4-1000x600-600x360.jpg 600w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tempi-moderni4-1000x600-615x369.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tempi-moderni4-1000x600-400x240.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tempi-moderni4-1000x600-292x175.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/tempi-moderni4-1000x600.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Scrivere per il cinema muto, ma in generale anche per il cinema sonoro, significa anche cercare di eliminare quell\u2019aspetto ingessato che rischia di emergere se si vuole tenere il tutto all\u2019interno di canoni poco appropriati. I modelli di composizione dovrebbero rispecchiare la morbidezza, sia per quanto riguarda il cinema muto che quello sonoro. Ossia rendere con la scrittura lo stesso effetto che ci sarebbe con l\u2019improvvisazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo modello che mi viene in mente Charlie Chaplin perch\u00e9 ancora oggi la sua musica ha la capacit\u00e0 di essere universale e sempre attualissima. Nel cinema italiano contemporaneo ad esempio tanti riferimenti drammaturgico-musicali sono ancora legati alla lezione di Chaplin. Ovviamente parlando di cinema muto non si pu\u00f2 non citare la partitura de <em>La corazzata Pot\u00ebmkin<\/em>: vero e proprio modello per tutto il cinema successivo. Tuttavia Chaplin per quanto riguarda il discorso di contrappunto con immagini \u00e8 insuperabile: lui \u00e8 riuscito a lavorare di contrasto, accostando la comicit\u00e0 delle immagini a una musica drammatica. Una mentalit\u00e0 talmente all\u2019avanguardia che anche i suoi collaboratori facevano fatica a cogliere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26135 alignleft\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Luomo-che-verr\u00e0-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Luomo-che-verr\u00e0-300x204.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Luomo-che-verr\u00e0-400x272.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Luomo-che-verr\u00e0-292x198.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Luomo-che-verr\u00e0.jpg 433w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong><strong>Parlando di cinema sonoro, hai anche lavorato in collaborazione con Marco Biscarini, alla <\/strong><strong>composizione di colonne sonore per alcuni dei pi\u00f9 <\/strong><strong>importanti film italiani degli ultimi anni. Puoi spiegarci qual <\/strong><strong>\u00e8 per te la differenza tra lavorare su un film muto e un film contemporaneo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto \u00e8 importante dire che per quanto riguarda le colonne sonore che hai citato si tratta di collaborazione, un vero e proprio lavoro a quattro mani. Un lavoro particolare ma assolutamente fattibile, anche le sceneggiature possono essere scritte a quattro o otto mani. Prima citavamo Chaplin, ovviamente non voglio azzardare un paragone, ma il fatto che anche lui si avvalesse di molti collaboratori \u00e8 stato un punto di partenza per creare i risultati che oggi conosciamo. Di conseguenza credo che il confronto che si possa avere da un collaboratore \u00e8 importantissimo perch\u00e9 offre l\u2019occasione di metterti sempre in discussione, dal momento che si ha di fronte un altro musicista con caratteristiche completamente diverse dalle proprie. Tutto questo \u00e8 in grado di dare vita a risultati sempre inediti e a soluzioni che da soli non si sarebbero mai raggiunte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo \u00e8 molto bello, soprattutto perch\u00e9 non \u00e8 scontato che qualcuno si metta cos\u00ec a disposizione di un\u2019altra persona.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, non \u00e8 assolutamente scontato, per\u00f2 ci sono dei casi fortunati anche oggi. Per quanto mi riguarda mi diverto anche di pi\u00f9. Anche quando lavoro da solo ad esempio cerco sempre di avvalermi di un collaboratore stretto che mi faccia da spalla. Io non sono uno specialista dell\u2019elettronica e in questi casi ho bisogno di un bravo musicista esperto di questo versante. Un po\u2019 come un\u2019orchestra che non ha un violinista e deve suonare un concerto per violino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi ritorna quell\u2019idea di cinema come arte collettiva?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assolutamente s\u00ec, ed \u00e8 proprio questo quello che secondo me dovrebbe emergere ogni volta. Il capo del lavoro \u00e8 il regista, ma il risultato che ne deriva \u00e8 dato dall\u2019impegno e dalla collaborazione di tutti oltre che dalla casualit\u00e0. Ci sono volte in cui dal lavoro duro non viene fuori quello che si vuole, quel momento pu\u00f2 assumere pi\u00f9 valore un dettaglio, oppure un incontro, un\u2019affermazione. Ecco il senso di opera collettiva che non bisognerebbe mai dimenticare e che, secondo me, \u00e8 importantissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Secondo te come \u00e8 cambiata negli ultimi anni la figura del compositore per cinema o dello \u201cscrittore per immagini\u201d, se vogliamo essere poetici? Visto che anche prima abbiamo fatto questa similitudine<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 cambiata radicalmente. Io sono del \u201973 e il mio gusto e i miei modelli sono legati a compositori caratterizzati da una formazione classica. Ho studiato con Ennio Morricone e tra i miei amici pi\u00f9 cari c\u2019\u00e8 Franco Piersanti, che \u00e8 un grande musicista, perci\u00f2 sono molto affezionato a quel tipo di ricerca che \u00e8 sempre a contatto con la storia della musica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cio\u00e8, se non ci fosse stato Bach probabilmente Morricone non avrebbe <strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26136 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/morricone_ennio--300x162.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/morricone_ennio--300x162.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/morricone_ennio--400x216.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/morricone_ennio--292x158.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/morricone_ennio-.jpg 555w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/strong>fatto quello che ha fatto, cos\u00ec come se non ci fosse stato Frescobaldi Bach non avrebbe composto quelle partiture. Questo contatto con la storia mi fa anche pensare a quello che disse anni fa Giuseppe Bertolucci in Piazza Maggiore sul fatto che una volta i film e i registi dialogavano fra loro. Si tratta di un\u2019affermazione che mi \u00e8 rimasta impressa proprio perch\u00e9 prende in considerazione il rapporto con la storia attraverso il confronto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, per rispondere alla tua domanda, credo che oggi gli autori con meno personalit\u00e0 lavorino di pi\u00f9, mentre grandi musicisti che hanno fatto la storia della musica si trovano svantaggiati. Non \u00e8 un modo per denigrare persone che reputo dei professionisti del settore, semplicemente credo che tutto abbia preso un\u2019altra direzione rispetto al passato. La grammatica cinematografica \u00e8 cambiata ed \u00e8 qualcosa che si nota nel cinema italiano, in cui ad esempio ci sono grandissimi film che hanno poca musica cos\u00ec come ce ne sono altri che non hanno assolutamente musica originale o solo musica diegetica. Ma tutto ci\u00f2 funziona, pensa ai Dardenne: nei loro film c\u2019\u00e8 pochissima musica ma va bene cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente in futuro emerger\u00e0 qualcuno con un identit\u00e0 talmente forte da creare un solco per tutti gli altri. Certo, oggi la musica non rappresenta pi\u00f9 ci\u00f2 che era fino alla fine degli anni \u201990 e l\u2019inizio dei 2000 ma credo fermamente nel recupero dell\u2019autorialit\u00e0. Quando parlo di autorialit\u00e0 mi riferisco a personalit\u00e0 come quella di John Williams che, pur operando nel grande sistema hollywoodiano, \u00e8 riuscito mantenere una sua identit\u00e0 forte. I suoi lavori sono immediatamente riconoscibili, bastano due note. Un po\u2019 come Miles Davis in <em>Ascensore per il patibolo<\/em>. Trovare una nuova strada, nuove idee mi interessa molto ecco perch\u00e9 ho sempre una gran voglia di studiare per cercare di ripartire ogni volta da un punto zero, nella speranza che la ricerca di un singolo sia funzionale anche a qualcun altro, ritornando sempre alla visione di opera collettiva. Ritengo che sia bello contribuire a dare vita a tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco se proprio devo peccare di una qualche presunzione, direi che mi piacerebbe mettere a disposizione delle nuove generazioni quello che ho appreso dai miei studi e dalle mie esperienze per vedere cosa viene fuori. Un grave difetto dei grandi compositori del passato era proprio la non generosit\u00e0 nel trasmettere questo tipo di conoscenza. Fino a poco tempo fa era molto difficile trovare le partiture per il cinema. Ora grazie a internet questo \u00e8 stato sdoganato, anche perch\u00e9 quel tipo di linguaggio non \u00e8 pi\u00f9 funzionale alle immagini contemporanee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Hai avuto la fortuna di studiare nei primi anni &#8217;90 insieme a Ennio Morricone. Che cosa puoi dirci di questa esperienza?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho sempre avuto un fortissimo desiderio di incontrarlo. Conoscevo sin da ragazzino tutto quello che aveva fatto, in ambito cinematografico e non; di conseguenza per me studiare con lui \u00e8 stata un\u2019esperienza incredibile soprattutto perch\u00e9, in quel contesto, ho fatto anche la conoscenza di Sergio Miceli. Sergio \u00e8 stato un grande maestro per me, grazie a lui mi sono appassionato al cinema <em>tout court<\/em>, non solo sonoro ma anche muto. Infatti nei suoi corsi aveva raccolto delle sequenze di <em>Rapsodia satanica<\/em> e di altri importanti film della storia del cinema, una passione la sua che mi ha permesso di scoprire con amore un mondo tutto nuovo. Da quella prima esperienza infatti seguii tutte e cinque le edizioni dei corsi, riascoltando pi\u00f9 volte le lezioni di storia del cinema. Uno studio da cui ho imparato molto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In effetti il lavoro di Miceli \u00e8 di una modernit\u00e0 incredibile. Aveva una cultura sterminata, oltre alla gran capacit\u00e0 di collegare tra loro opere anche lontane, facendo notare anche a chi non aveva particolari competenze musicali le singole peculiarit\u00e0 di ogni autore.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esatto. Lui mise anche a punto la Teoria dei livelli, una vera e propria rivoluzione, inoltre \u00e8 stato un precursore anche nel trattare certi argomenti all\u2019interno dell\u2019Accademia Chigiana. Ricordo che una volta Sergio ci diede uno scritto di Pier Paolo Pasolini sulla musica per film, per farti capire quanto per lui fosse importante indagare l\u2019applicazione della musica alle immagini. Un tipo di studio che si basa molto sulla conoscenza tecnica e teorica che, stando alla lezione di Sergio, \u00e8 fondamentale per far s\u00ec che l\u2019aspetto creativo del compositore evolva. Lo stesso Morricone negli anni ha evoluto il suo linguaggio: merito dei grandi registi con cui ha lavorato, ma anche delle sue riflessioni e della vicinanza a quella mente illuminata che era Sergio. Una personalit\u00e0 immensa che ha contribuito a una trasformazione molto significativa in questo settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In una tua intervista ho letto che ami le suggestioni di Wendy Carlos, la grandiosit\u00e0 di John Williams, ma anche Nino Rota e Bernard Herrmann. Qual \u00e8 o quali sono le colonne sonore con cui intrattieni un legame particolare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-25764\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/taxi-driver-1-300x174.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/taxi-driver-1-300x174.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/taxi-driver-1-1024x592.jpg 1024w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/taxi-driver-1-615x356.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/taxi-driver-1-400x231.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/taxi-driver-1-292x169.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/taxi-driver-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Direi quelle di Bernard Herrmann, come <em>Vertigo<\/em> e <em>Taxi Driver<\/em>, le faccio studiare anche a scuola. Lui riusciva a trovare soluzioni sempre originali per ogni film, in cui ricopriva non solo il ruolo di compositore ma anche di orchestratore, in modi mai scontati. Basti pensare a <em>Taxi Driver<\/em> in cui racconta con la musica l\u2019epoca in cui \u00e8 ambientato film, il tutto con una formazione orchestrale tipica degli anni \u201970. Tuttavia nei titoli di testa c&#8217;\u00e8 un incredibile contrasto tra il tema che richiama la sua epoca e la musica di commento, che invece racconta la nebbia metropolitana e lo squallore della New York vista dall\u2019abitacolo del protagonista. Coniugando questi due mondi musicali, Herrmann \u00e8 in grado fin da subito di anticiparti tutto quello che verr\u00e0, riproponendo lo stesso tema anche alla fine del film. Non a caso i titoli di testa delle colonne sonore da lui composte sono un prologo, una sorta di Overture, un po\u2019 come avrebbero fatto Verdi o Wagner, in una concezione di colonna sonora che ricorda molto l&#8217;opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come tra l&#8217;altro ha fatto anche Morricone per <em>The Hateful Eight<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, quella \u00e8 stata una grandissima intuizione che infatti ha premiato. Morricone come Stravinskij \u00e8 riuscito in tarda et\u00e0 a reinventarsi, a far qualcosa di nuovo pur prendendo degli elementi che riguardano il suo passato e trovando soluzioni diverse senza mai ripetersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia vorrei anche ricordare l&#8217;utilizzo della musica in <em>Amadeus<\/em> di Milos Forman. Si tratta di musica non originale, che secondo me in quel contesto \u00e8 stata applicata in un modo geniale. All\u2019epoca mi colp\u00ec molto, anche quello fu una sorta di passepartout per entrare nel mondo della musica per film. Quando studiavo al Conservatorio ero appassionato di Mozart e vedere quel film mi proiett\u00f2 in un altro mondo tutto legato al cinema: l&#8217;idea di raccontare la vita di Mozart commentandola con la sua musica, scelta in base a una composizione ritmica ben precisa e a una data scelta di brani \u00e8 meravigliosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra i registi di questi ultimi anni pi\u00f9 conosciuti e apprezzati<\/strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-24091 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-la-land-ryan-gosling-emma-stone-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-la-land-ryan-gosling-emma-stone-300x207.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-la-land-ryan-gosling-emma-stone-768x529.jpg 768w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-la-land-ryan-gosling-emma-stone-600x413.jpg 600w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-la-land-ryan-gosling-emma-stone-615x424.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-la-land-ryan-gosling-emma-stone-400x276.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-la-land-ryan-gosling-emma-stone-292x201.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/la-la-land-ryan-gosling-emma-stone.jpg 920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><strong> per ci\u00f2 che riguarda il legame tra cinema e musica c\u2019\u00e8 Damien Chazelle. C\u2019\u00e8 chi lo considera un genio, chi una personalit\u00e0 sopravvalutata, tu che cosa pensi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non lo conosco bene, <em>Whiplash<\/em> non l\u2019ho ancora visto, ma <em>La La Land<\/em> l\u2019ho apprezzato moltissimo. Secondo me \u00e8 una grande opera perch\u00e9, pur essendo un film di genere con una serie di elementi riconoscibili \u2013 anche per quello che riguarda l\u2019aspetto musicale \u2013 \u00e8 riuscito ad andare oltre raccontando in modo convincente la vicenda di due ragazzi di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo sia credibile che lui sia appassionato di jazz, un aspetto che lo costringe anche a reinventarsi in un altro ambito musicale, cos\u00ec come \u00e8 credibile che lei voglia diventare un\u2019attrice. Il regista qui \u00e8 riuscito a toccare due tipologie umane universali, la stessa storia potrebbe essere raccontata a Roma o al DAMS di Bologna. Ho trovato bella la capacit\u00e0 di riuscire a raccontare questa storia attraverso una musica \u2013 quella di Justin Hurwitz, qui anche orchestratore \u2013 che non \u00e8 particolarmente originale perch\u00e9 di genere, quasi anonima, ma talmente azzeccata da avere una sua personalit\u00e0. \u00c8 un film che funziona perch\u00e9 a quanto pare la ricerca di oggi \u00e8 quella di lavorare sul genere e il risultato \u00e8 notevole, perfetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Parlando di musica in generale quali sono gli album che porteresti con te in un\u2019isola deserta?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Help! dei Beatles sicuramente perch\u00e9 <em>Yesterday<\/em> che \u00e8 una delle mie canzoni preferite, poi un album di musica barocca, dei concerti di H\u00e4ndel, oppure le suite di H\u00e4ndel suonate da Keith Jarrett.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se invece dovessi scegliere un film che ti ha cambiato la vita?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-26137\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-finestra-sul-cortile-300x160.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-finestra-sul-cortile-300x160.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-finestra-sul-cortile-615x328.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-finestra-sul-cortile-400x213.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-finestra-sul-cortile-292x156.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-finestra-sul-cortile.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La finestra sul cortile<\/em> di Alfred Hitchcock che ho visto da bambino al cinema Ariston di Cattolica. Ancora oggi \u00e8 il film che mi \u00e8 rimasto di pi\u00f9 nel cuore e che con affetto ho sempre voglia di rivedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Infine, se ti chiedessero di girare un film che musica ci metteresti \u2013 a parte la tua ovviamente?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo caso dovrei fare una ricerca credo, tutto dipende dal film. Nel mio film ideale o non metterei musica oppure tutta la musica che mi piace. Come si dice, o tutto o niente!<\/p>\n<p>[:]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it] Far parlare i film, la mia sfida Conversazione con Daniele Furlati Nella calda cornice estiva della Piazzetta Pasolini invasa da cinefili di tutto il mondo in occasione del Cinema [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":11,"featured_media":26134,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[431],"tags":[292,430,243],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26132"}],"collection":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26132"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26132\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26134"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}