{"id":27410,"date":"2018-05-05T18:30:14","date_gmt":"2018-05-05T18:30:14","guid":{"rendered":"http:\/\/leitmovie.it\/?p=27410"},"modified":"2018-05-08T08:19:10","modified_gmt":"2018-05-08T08:19:10","slug":"lisola-dei-cani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/lisola-dei-cani","title":{"rendered":"L&#8217;isola dei cani"},"content":{"rendered":"<p>[:it]<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"author-post-rating\"><span class=\"author-post-rating-label\">Voto al film:<\/span> <span class=\"author-post-rating-stars\" title=\"5 out of 5 stars\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><\/span>\n<\/div><!-- .author-post-rating --><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>I suoni del Giappone interiore di Wes Anderson<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo <em>Fantastic Mr. Fox<\/em>, <em>Moonrise Kingdom<\/em> e <em>Grand Budapest Hotel<\/em>, Alexandre Desplat torna a collaborare con Wes Anderson per la colonna sonora de <em>L&#8217;isola dei cani<\/em>. Torna, insomma, a lavorare sotto stretta sorveglianza, poich\u00e9, \u00e8 risaputo, il regista esige un controllo maniacale dei dettagli e pretende che ogni aspetto del film rispecchi e promuova la sua cifra stilistica. <!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs2.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-27412 alignleft\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs2-300x200.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs2-400x266.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs2-292x195.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs2.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Cos\u00ec, nell&#8217;<em>Isola dei cani<\/em>, l&#8217;ortogonalit\u00e0 tipica di Anderson, declinata in chiave nipponica, viene tradotta in musica con una rinuncia agli slanci melodici in favore di una verticalit\u00e0 ritmica. Sorprendentemente, il rischio di ripetitivit\u00e0, pur insito nel tematismo limitato, \u00e8 scongiurato con un ipnotico sottofondo percussivo che gioca sul rinnovamento timbrico, anche grazie al ricorso a frequenti raddoppi, all&#8217;interno di un organico gi\u00e0 di per s\u00e9 esteso e stravagante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per sottolineare il contesto distopico dell&#8217;intera vicenda, Desplat insiste sul registro grave, a partire dal coro di bassi profondi di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4p4AMlBQgyk&amp;index=1&amp;list=PLXnHWWdpL-Y7GNZZ3IHfSN-q7IXzCz1aP&amp;t=0s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Shinto Shrine<\/a>, un brano che, ruotando attorno a un tema ridottissimo, poi pi\u00f9 volte ripreso nel corso del film, crea un&#8217;atmosfera affascinante e sinistra, a met\u00e0 tra l&#8217;intonazione di un mantra e la marcia militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dato che <em>L&#8217;isola dei cani<\/em> \u00e8 una fantasticheria incentrata sui prodotti della cultura giapponese, non poteva mancare un omaggio alla musica tradizionale, reso possibile dagli arrangiamenti per tamburi taiko di Kaoru Watanabe, per anni legato al gruppo di percussionisti Kod\u014d: sono proprio i gesti rituali e scenici di questi ultimi a sembrare la fonte d&#8217;ispirazione per le movenze di tre deliziosi pupazzi musicisti del film.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;<em>Isola dei cani<\/em>, la musica si fa poi veicolo di inequivocabili omaggi cinematografici. L&#8217;omaggio pi\u00f9 significativo \u00e8 quello ad Akira Kurosawa e dunque al compositore Fumio Hayasaka, con <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tpbIi2gUuAI&amp;t=0s&amp;list=PLXnHWWdpL-Y7GNZZ3IHfSN-q7IXzCz1aP&amp;index=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kanbei &amp; Katsushiro \u2013 Kikuchiyo\u2019s Mambo<\/a> da <em>I sette samurai<\/em> e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=K9g2sLu8k_o&amp;index=1&amp;list=PLXnHWWdpL-Y7GNZZ3IHfSN-q7IXzCz1aP&amp;t=0s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kosame No Oka<\/a> dall&#8217;<em>Angelo ubriaco<\/em>. Omaggi dichiarati, certo, ma i punti di contatto con Hayasaka sono ben pi\u00f9 sostanziali, riscontrabili anche nelle composizioni originali di Desplat per il film. C&#8217;\u00e8 poi un gustoso rifacimento della <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=A5U1wu8D8VY&amp;list=PLXnHWWdpL-Y7GNZZ3IHfSN-q7IXzCz1aP&amp;index=1&amp;t=0s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Troika di Prokofiev<\/a> da <em>Il luogotenente Kij\u00e9<\/em> e l&#8217;inaspettata <em>Tokyo shoe shine boy<\/em> (sar\u00e0 soltanto una coincidenza, ma non pu\u00f2 che tornare in mente <em>M.A.S.H.<\/em> di Robert Altman).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, il risultato \u00e8 una vicenda sonora eclettica e avvincente, ricca di suggestioni pi\u00f9 o meno nipponiche che non hanno per\u00f2 lo scopo di compiacere orecchie occidentali tese al Sol levante, ma di avvalorare una giapponeseria d&#8217;autore. Una distinzione sottile, certo, che tuttavia permette di allontanare le numerose critiche di stereotipizzazione e appropriazione culturale mosse a Wes Anderson. Curiosamente, un punto spinoso della faccenda \u00e8 legato al sonoro: c&#8217;\u00e8 chi al regista non perdona di aver fatto parlare i cani in un inglese forbito (ricorrendo oltretutto a un cast stellare) e di aver riservato ai giapponesi tutt&#8217;altro trattamento, attribuendo loro frasi semplici, spesso nemmeno sottotitolate, il cui significato, anche per chi il giapponese non lo parla, \u00e8 deducibile dal contesto e dalle reazioni degli altri personaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rispondere alle accuse, si potrebbe scherzosamente rispolverare la distinzione, prima linguistica e poi antropologica, tra etico (da fonetico) ed emico (da fonemico), ovvero, tra un approccio esterno al sistema e uno interno alla cultura osservata. Ora, Wes Anderson non ha un approccio emico perch\u00e9, semplicemente, non ha un approccio antropologico, bens\u00ec estetico, cos\u00ec come Alexandre Desplat. \u00c8 il suono della lingua giapponese a risultare interessante, al di l\u00e0 della traduzione, per il modo in cui pu\u00f2 concorrere all&#8217;idea globale del film, un po&#8217; come i paraventi, che fanno da contrappunto ai famosi movimenti di macchina andersoniani. Accusare il regista di appropriazione culturale per aver fantasticato sul Giappone \u00e8 fuorviante, data anche la scelta di girare in <em>stop motion<\/em>, ossia di costruire un microcosmo che si autodefinisce falso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-27413 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs3-300x204.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs3-300x204.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs3-615x418.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs3-400x272.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs3-292x199.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/dogs3.jpg 866w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Fuori da un contesto antropologico, la questione finisce insomma per diventare un capriccio da estremisti, non solo al cinema, ma anche in ambito musicale, ne sia una prova il fatto che nessuno accuserebbe di appropriazione culturale Desplat o il bassista dei West Coast Pop Art Experimental Band perch\u00e9 in <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=eMVsRTq1y6w&amp;list=PLXnHWWdpL-Y7GNZZ3IHfSN-q7IXzCz1aP&amp;index=1&amp;t=0s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">I Won&#8217;t Hurt You<\/a> &#8211; unica canzone americana dell&#8217;<em>Isola dei cani<\/em> &#8211; giocherella con abbozzi di scale pentatoniche, visto che la canzone ha un suo intento estetico. Per di pi\u00f9, bench\u00e9 sia stata scritta pi\u00f9 di cinquant&#8217;anni fa, \u00e8 azzeccatissima per il film, non fosse altro per quel timbro percussivo che imita il battito cardiaco e rimanda al significato di Kod\u014d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suvvia, se proprio una critica si vuole fare ai WCPAEB, non \u00e8 certo quella di appropriazione culturale, semmai quella di essersi all&#8217;epoca gettati a capofitto nella psichedelia con una sospetta sensibilit\u00e0 verso gli umori del mercato, quella stessa sensibilit\u00e0 che sembra in realt\u00e0 possedere anche Wes Anderson e sulla quale, per brevit\u00e0 e quieto vivere, conviene chiudere un occhio.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong>SCHEDA TECNICA<\/strong><br \/>\n<strong>L&#8217;isola dei cani (Isle of Dogs<em>,<\/em> USA, 2018) \u2013 REGIA: Wes Anderson. SCENEGGIATURA: Wes Anderson, Roman Coppola, Jason Schwartzman, Kunichi Nomura. FOTOGRAFIA: Tristan Oliver. MONTAGGIO: Edward Bursch, Ralph Foster, Andrew Weisblum. MUSICHE: Alexandre Desplat. CAST: Bryan Cranston, Scarlett Johansson, Tilda Swinton, Greta Gerwig, Bill Murray. GENERE: Animazione. DURATA: 101&#8242; <\/strong><\/h5>\n<p><iframe title=\"L&#039;isola dei cani | Trailer Ufficiale HD | Fox Searchlight 2018\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/51jst86Y_L8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it] I suoni del Giappone interiore di Wes Anderson Dopo Fantastic Mr. Fox, Moonrise Kingdom e Grand Budapest Hotel, Alexandre Desplat torna a collaborare con Wes Anderson per la colonna [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":19,"featured_media":27411,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[96],"tags":[8,213,488],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27410"}],"collection":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27410"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27410\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}