{"id":27741,"date":"2018-06-26T14:53:10","date_gmt":"2018-06-26T14:53:10","guid":{"rendered":"http:\/\/leitmovie.it\/?p=27741"},"modified":"2018-06-26T15:09:56","modified_gmt":"2018-06-26T15:09:56","slug":"tenente-kize","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/tenente-kize","title":{"rendered":"Il Cinema Ritrovato 2018: Tenente Ki\u017ee"},"content":{"rendered":"<p>[:it]<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"author-post-rating\"><span class=\"author-post-rating-label\">Voto al film:<\/span> <span class=\"author-post-rating-stars\" title=\"4 out of 5 stars\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-inactive.png\" \/><\/span>\n<\/div><!-- .author-post-rating --><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Formalismi in partitura<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i teorici del cinema russo della seconda met\u00e0 degli anni &#8217;20 c&#8217;\u00e8 una certa diffidenza nei confronti del sonoro, specie per i film recitati. A dire la verit\u00e0 c&#8217;\u00e8 anche una certa diffidenza verso i film recitati in genere, ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia. Fatto sta che ancora nel 1927, Juryj Tynjanov, sceneggiatore del <em>Tenente Ki\u017ee<\/em>, sostiene, in <em>Le basi del cinema<\/em>, che lo specifico filmico sia da ricercarsi nella &#8216;povert\u00e0&#8217; del mezzo, dovuta all&#8217;assenza della terza dimensione, del colore e del sonoro. <!--more--><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-27744\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/kij\u00e93-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/kij\u00e93-300x169.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/kij\u00e93-400x225.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/kij\u00e93-292x164.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/kij\u00e93.jpg 450w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Date queste premesse, la specificit\u00e0 del cinema pu\u00f2 emergere solo attraverso l&#8217;elaborazione stilistica, nel momento in cui l&#8217;immagine, rinunciando alla riproduzione del reale, trasforma la sua povert\u00e0 in forza costruttiva. Perci\u00f2, lo scopo di un film non \u00e8 di restituire il mondo visibile in quanto tale, ma nelle sue correlazioni di senso, ossia di rivelare l&#8217;artificio in vista di un fine poetico. Ebbene, di l\u00ec a poco, questa affascinante teoria formalista ancorata a un cinema in bianco e nero, bidimensionale e muto, rischia di essere buttata a carte all&#8217;aria, non da Stalin, ma dall&#8217;avvento del sonoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In verit\u00e0, pi\u00f9 che rappresentare una minaccia, il sonoro offre ulteriori possibilit\u00e0 di declinazione stilistica e la musica partecipa alla definizione del sistema-film. \u00c8 quello che accade nel <em>Tenente Ki\u017ee<\/em>, nato dalla collaborazione tra Tynjanov, il regista Aleksandr Fajncimmer e il compositore Sergej Prokof\u2019ev. La spassosa pellicola dal sapore gogoliano sembra imperniarsi su un principio di costruzione squisitamente formalista: quello della forma che crea il contenuto e addirittura della forma che esiste al di l\u00e0 del contenuto, diventando, essa stessa, contenuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prestando attenzione all&#8217;aspetto sonoro, si pu\u00f2 constatare che, almeno in un caso, il contenuto \u00e8 una diretta conseguenza del suono. Si pensi alla nascita di Ki\u017ee e alla scena dell&#8217;errore di trascrizione, quando il burocrate continua a ripetere ad alta voce \u201cPoru\u010dik-\u017ee..Poru\u010dik Ki\u017ee\u201d: in pratica \u00e8 un esperimento di poesia transmentale (<em>zaumnaja poezija<\/em>), in cui i suoni di parole inventate concorrono a modellare il linguaggio poetico; in questo caso, a creare una nuova identit\u00e0. E la musica va nella medesima direzione: in quel momento ha certo la funzione di servire il contenuto, ma il contenuto, ad essere sinceri, non c&#8217;\u00e8, visto che Prokof\u2019ev crea il<em> leitmotiv<\/em> di Ki\u017ee senza un vero e proprio referente filmico del personaggio e, di l\u00ec in poi, la non-presenza di Ki\u017ee diventa una presenza, in quanto segnalata dalla musica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovunque, nel film, domina la stilizzazione, dalla messa in scena alla recitazione, oltre che, naturalmente, nel contesto evocato della burocrazia militare: \u00e8 proprio la stilizzazione esasperata, in linea con la teoria letteraria di Tynjanov, che portando alla meccanizzazione del procedimento fa scattare la parodia. Pur partendo da diversi presupposti, anche la musica si allinea al medesimo principio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La colonna sonora, composta da Prokof\u2019ev al suo rientro in Unione Sovietica dopo anni di assenza, \u00e8 la prova di un suo mutato approccio al linguaggio musicale. Prende forma in un periodo in cui il compositore, accantonato il risentimento per la contestazione del <em>Passo d&#8217;acciaio<\/em> da parte dell&#8217;Associazione dei Musicisti Proletari e ormai stanco della snervante moda europea degli scandali da prima esecuzione, riacquista speranza nei confronti della madrepatria, vista come un luogo in cui poter comporre in pace. Desidera creare grande musica che sia per\u00f2 melodica e comprensibile, rivolta a milioni di individui. Ed ecco che la richiesta di scrivere la colonna sonora del <em>Tenente Ki\u017ee<\/em> gli offre la possibilit\u00e0 di raggiungere un pubblico di massa. Questa, in sintesi, l&#8217;aspirazione di Prokof\u2019ev, che lo spinge a forgiare per il film di Fajncimmer gustose melodie popolaresche e militaresche, un&#8217;indimenticabile <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=wf5w-PP6UQo&amp;index=2&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">romanza<\/a> e una <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=bNu6HKet0Jk&amp;list=PLXnHWWdpL-Y7GNZZ3IHfSN-q7IXzCz1aP&amp;index=2&amp;t=0s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Troika<\/a><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-27743 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/kij\u00e92-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/kij\u00e92-300x225.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/kij\u00e92.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/kij\u00e92-292x219.jpg 292w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> destinata a diventare un classico citatissimo. Ora, per quanto il compositore non fosse certo mosso da intenti formalisti, il proposito di scrivere nuova musica che fosse colta ma semplice, arguta e ispirata dell&#8217;epoca in cui \u00e8 ambientato il film, finisce per adattarsi perfettamente all&#8217;obiettivo di stilizzazione e parodia ricercato da Tynjanov. La teoria, insomma, ha inglobato la partitura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, vale la pena ricordare il gran finale di questa vicenda formalista: la colonna sonora del film, rimaneggiata e strutturata in forma di suite sinfonica da Prokof\u2019ev stesso, ha acquisito vita propria e continua ad apparire nei programmi di sala, totalmente emancipata dalla pellicola per cui era stata scritta. Dopotutto, era nata per un tenente che nemmeno esisteva.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong>SCHEDA TECNICA<\/strong><br \/>\n<strong>Tenente Ki\u017ee (Poru\u010dik Ki\u017ee, URSS, 1934) \u2013 REGIA: Aleksandr Fajncimmer. SCENEGGIATURA: Juryj Tynjanov. FOTOGRAFIA: Arkadij Kol\u2019catyj. MUSICHE: Sergej Prokof\u2019ev. CAST: Michail Jan\u0161in, Boris Gorin-Gorjajnov, Nina \u0160aternikova, Sof\u2019ja Magarill. GENERE: Commedia. DURATA: 86&#8242;<\/strong><\/h5>\n<p><iframe title=\"Lieutenant Kizhe \/ Lieutenant Kije \/ \u041f\u043e\u0440\u0443\u0447\u0438\u043a \u041a\u0438\u0436\u0435\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Nbb539QZZXo?start=2&#038;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p>[:]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it] Formalismi in partitura Tra i teorici del cinema russo della seconda met\u00e0 degli anni &#8217;20 c&#8217;\u00e8 una certa diffidenza nei confronti del sonoro, specie per i film recitati. 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