{"id":27986,"date":"2018-10-02T07:03:33","date_gmt":"2018-10-02T07:03:33","guid":{"rendered":"http:\/\/leitmovie.it\/?p=27986"},"modified":"2018-10-02T07:04:08","modified_gmt":"2018-10-02T07:04:08","slug":"charles-aznavour","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/charles-aznavour","title":{"rendered":"Omaggio a Charles Aznavour"},"content":{"rendered":"<p>[:it]<\/p>\n<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Parigino, armeno, icona internazionale, cosmopolita<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo un film del Quebec dal titolo <em>C.R.A.Z.Y.<\/em>, ambientato tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta e uscito nel 2005. Racconta in poche parole il <em>coming out<\/em> del quarto di cinque figli (Zac) e del suo rapporto conflittuale col padre. I gusti di Zac vanno dal beat, al rock al glam. Il padre invece \u00e8 ossessionato da un brano di Aznavour, <em>Emmenez-moi<\/em>, un pezzo in minore che parla del desiderio del narratore di fuggire dal maltempo e dalla miseria per conquistare, almeno, un po&#8217; di sole. <!--more--><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-27988\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Aznavour-300x227.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Aznavour-300x227.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Aznavour-400x303.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Aznavour-292x221.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Aznavour.jpg 519w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Ricordo poi, tornando in Italia, Raimondo Vianello, protagonista di uno sketch basato su <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8U5EcoyWUAw&amp;index=3&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Io tra di voi<\/a> (cantata da Aznavour in italiano), mentre osserva un&#8217;improbabile <em>femme fatale<\/em>-Mondaini che flirta con Armando Francioli, languido attore da fotoromanzo. Ancora, ricordo Truffaut che sceglie Aznavour (trentaseienne) per il ruolo del timido ed esitante protagonista del suo secondo lungometraggio, il noir rivisitato e corretto con ironia <em>Tirate sul pianista<\/em>, dal libro di David Gootis. Addirittura, quattordici anni dopo fu Agatha Christie a riportare il Nostro in un ruolo cinematografico nella trasposizione filmica di <em>Dieci piccoli indiani<\/em>. Aznavour \u00e8 chiaramente nella parte di un uomo di spettacolo accusato dal misterioso padrone dell&#8217;isola di aver investito due persone, da ubriaco, a Parigi. \u00c8 il primo della lista che muore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fermiamoci un attimo. Gi\u00e0 dalla met\u00e0 degli anni settanta, l&#8217;immaginario collettivo aveva simbolicamente consolidato il mito Aznavour: era il <em>fantasiste<\/em> (come si definisce lui in <em>Je me voyais d\u00e9j\u00e0<\/em>) maturo parigino per antonomasia, cantante e interprete. Un matusa, avrebbero detto negli anni Sessanta. Un classico, hanno detto di lui oggi che \u00e8 spirato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo film che mi viene in mente \u00e8 di un regista armeno, Atom Egoyan, si chiama <em>Ararat<\/em> ed \u00e8 del 2002. Affronta una tematica seria che, per tutta la vita, \u00e8 stata molto a cuore al cantante: il genocidio armeno del 1915 da parte dei turchi. Aznavour riprende il nome che gli dette Truffaut, Edouard (Edward) Saroyan e impersona un regista che su quel genocidio sta girando un film. La narrazione \u00e8 intervallata dalle storie di vita di altro grande artista armeno (il pittore Arshile Gorky) legato a quell&#8217;episodio storico terribile. Nella vita vera, la madre di Aznavour era sopravvissuta al massacro e scappata a Parigi, lui stesso aveva dedicato una canzone a quest&#8217;episodio traumatico, <em>Ils sont tomb\u00e9s<\/em>, e le sue dichiarazioni di uomo pubblico a tal proposito hanno portato oggi <em>Lci culture<\/em> a definirlo: \u201cIl porta bandiera della diaspora armena\u201d. Girare <em>Ararat<\/em> dev&#8217;essere stato come fare dell&#8217;autoanalisi, come un tornare alle proprie origini e scoprire nella tragedia una lezione importante sull&#8217;infondatezza dell&#8217;odio razziale. Il suo personaggio ha un bellissimo monologo nel quale dice che quello che fa pi\u00f9 male di un genocidio \u00e8 il sapere di essere stati cos\u00ec odiati e che quell&#8217;odio, se si fa finta di non vedere, monta ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-27989 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Aznavour-2-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Aznavour-2-300x188.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Aznavour-2.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Aznavour-2-292x183.jpg 292w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>I Did It My Way<\/em> cantava Frank Sinatra, su una melodia del francese Claude Fran\u00e7ois e testo di Paul Anka, <em>Ho fatto a modo mio<\/em>. In quanti oggi hanno paragonato Aznavour al grande <em>crooner<\/em> italo-americano! Ma forse non \u00e8 corretto sperticarsi sempre in comparazioni con il mondo anglofono: Aznavour c&#8217;ha mostrato che si pu\u00f2 fare musica di piglio internazionale senza dover per forza utilizzare l&#8217;inglese. Era un poliglotta e un portabandiera del polilinguismo: ha cantato perfino in napoletano e in una lingua berbera, il Kabyle. Era talmente parigino da aver ricevuto la benedizione professionale nientemeno che da Edith Piaf, ma era anche figlio di armeni: c&#8217;\u00e8 una sua statua nella citt\u00e0 di Gyumri. \u00c8 morto a novantaquattro anni, vissuti fino in fondo.<\/p>\n<p><iframe title=\"boby lapointe framboise tirez sur le pianiste\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dFXY49dmJBk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it] Parigino, armeno, icona internazionale, cosmopolita Ricordo un film del Quebec dal titolo C.R.A.Z.Y., ambientato tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta e uscito nel 2005. 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