{"id":28566,"date":"2019-05-31T14:38:07","date_gmt":"2019-05-31T14:38:07","guid":{"rendered":"http:\/\/leitmovie.it\/?p=28566"},"modified":"2019-05-31T14:38:10","modified_gmt":"2019-05-31T14:38:10","slug":"speciale-elio-petri-a-ciascuno-il-suo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/speciale-elio-petri-a-ciascuno-il-suo","title":{"rendered":"Speciale Elio Petri &#8211; A ciascuno il suo"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Poetica politica.<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima del canonizzarsi del \u201c<em>mafia-movie<\/em>\u201d e prima della grande stagione del cinema politico italiano, fu <em>A ciascuno il suo<\/em>, quinto lungometraggio di Elio Petri, a spalancare gli occhi del grande pubblico sulle criminali connessioni tra potere, Chiesa e malavita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-28570 alignleft\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-1-300x154.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-1-300x154.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-1-615x315.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-1-400x205.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-1-292x150.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-1.jpg 780w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tratto dall\u2019omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, il film non ne \u00e8 la pedissequa riproposizione ma un adattamento \u201cfedele nello spirito\u201d: era questo che allo scrittore siciliano interessava maggiormente e che il regista romano riusc\u00ec a realizzare grazie alla sua prima collaborazione con Ugo Pirro, che valse al film il premio per la miglior sceneggiatura al Festival di Cannes.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia \u00e8 quella del professor Paolo Laurana (Gian Maria Volont\u00e9, anch\u2019egli alla sua prima collaborazione con Petri) che indaga sull\u2019omicidio di due amici, finendo sedotto da Luisa (Irene Papas), la vedova di uno di loro. Si avviciner\u00e0 per\u00f2 troppo alla soluzione dell\u2019enigma, che implica scomode verit\u00e0 riguardanti i rapporti tra la Chiesa, un notabile del paese e la criminalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1967 Petri gira il suo primo vero film politico: dopo gli esordi esistenzialisti (<em>L\u2019assassino<\/em>, <em>I giorni contati<\/em>), il dramma grottesco del <em>Maestro di Vigevano<\/em> e una tappa nella fantascienza pop (<em>La decima vittima<\/em>), egli affronta la sfida di inserire una storia di un genere per lui nuovo all\u2019interno del suo percorso poetico. In <em>A ciascuno il suo<\/em> c\u2019\u00e8 infatti tanto di Sciascia quanto di Petri: all\u2019ossatura teorica e narrativa fornita dallo scrittore siciliano, l\u2019autore fa aderire la propria capacit\u00e0 di analisi psicologica attraverso la retorica cinematografica, la predisposizione a cogliere le relazioni nascoste tra i personaggi e le loro funzioni sociali, l&#8217;interesse nel mostrare la realt\u00e0 dietro le apparenze, l&#8217;abilit\u00e0 nello scandagliare l\u2019evoluzione dei rapporti umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019apertura del film con una panoramica aerea ricorda l\u2019inizio del terzo lungometraggio (l\u00e0 era Vigevano ad essere offerta al nostro sguardo, qui \u00e8 Cefal\u00f9), la regia di Petri trova da subito uno stile che aderisce all\u2019universo tematico che vuole narrare: con avvicinamenti progressivi, le inquadrature stringono sul postino che sta per consegnare una lettera a quella che scopriremo essere una delle future vittime. Questo avvicinamento contiene gi\u00e0 <em>in nuce<\/em> il rapporto tra stile e tema alla base del film: l\u2019avvicinamento alla verit\u00e0. Ancora una volta, lo stile si fa sostanza, la forma contenuto, il <em>medium<\/em> messaggio. Il filo conduttore dell\u2019opera \u00e8 rappresentato dalle indagini di Laurana e tutto il film \u00e8 giocato stilisticamente sullo zoom. Ripetuto, ostinato (troppo, secondo alcuni critici dell\u2019epoca) simboleggia anche l\u2019isolamento del dettaglio dal contesto, <em>modus operandi<\/em> alla base delle indagini compiute dal professore che proprio di questo sar\u00e0 vittima: concentrandosi sui dettagli perder\u00e0 di vista il quadro generale della verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sequenza iniziale definisce anche a livello sonoro il tono del film: la \u201cmorbida melodia romantica in minore\u201d (Roberto Manassero) di Luis Bakalov stabilisce un <em>mood<\/em> quasi melanconico, che poco ha a che vedere con le successive rappresentazioni (anche musicali) di vicende legate alla mafia. Questa musica, per il suo condurci verso il latore della missiva, risulta collegato per concatenazione all\u2019omicidio dei due uomini. Esso sar\u00e0 poi riproposto nel film quando Paolo incontra Luisa fuori dalla chiesa e nel prefinale con Laurana e la donna sulla spiaggia, legando definitivamente Luisa ai crimini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-2.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-28571 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-2-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-2.jpg 1024w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-2-615x346.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-2-400x225.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/A-ciascuno-il-suo-2-292x164.jpg 292w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Hanno invece ritmo pi\u00f9 sincopato e sonorit\u00e0 pi\u00f9 moderna il brano che accompagna Laurana all\u2019inseguimento di Ragan\u00e0 e quello che commenta ansiosamente il pestaggio e l\u2019omicidio del professore. Se notiamo come nel finale, dopo l\u2019allegra musica all\u2019arrivo degli sposi, l\u2019entrata in chiesa sia accompagnata da un ritmo percussivo che richiama proprio l\u2019assassinio del protagonista, non possiamo evitare di accostare il nero dominante della scena (causato s\u00ec dalla scarsa illuminazione della chiesa, ma chiaramente intenzionale) a un\u2019ombra di criminalit\u00e0 e di morte.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong>SCHEDA TECNICA:<\/strong><br \/>\n<strong>A ciascuno il suo (Italia, 1967) \u2013 REGIA: Elio Petri. SCENEGGIATURA: Ugo Pirro, Elio Petri. FOTOGRAFIA: Luigi Kuveiller. MONTAGGIO: Ruggero Mastroianni. MUSICA: Luis Enrique Bakalov. CAST: Gian Maria Volont\u00e9, Irene Papas, Salvo Randone, Gabriele Ferzetti. GENERE: Drammatico. DURATA: 99\u2032.<\/strong><\/h5>\n<p><iframe title=\"A Ciascuno il Suo (Trailer Italiano)\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/P13mbOMaIrU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poetica politica. Prima del canonizzarsi del \u201cmafia-movie\u201d e prima della grande stagione del cinema politico italiano, fu A ciascuno il suo, quinto lungometraggio di Elio Petri, a spalancare gli occhi [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":10,"featured_media":28567,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[543],"tags":[169,558],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28566"}],"collection":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28566"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28566\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}