{"id":28669,"date":"2019-09-12T08:17:28","date_gmt":"2019-09-12T08:17:28","guid":{"rendered":"http:\/\/leitmovie.it\/?p=28669"},"modified":"2019-09-21T18:37:37","modified_gmt":"2019-09-21T18:37:37","slug":"le-interviste-di-leitmovie-braam-du-toit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/le-interviste-di-leitmovie-braam-du-toit","title":{"rendered":"Le interviste di Leitmovie: Braam du Toit"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<h4><strong>Il cinema \u00e8 come un balletto<\/strong><br \/>\n<em>Conversazione con Braam du Toit<\/em><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Moffie<\/em>, l\u2019ultimo film per il quale ha composto le musiche, era in concorso nella sezione Orizzonti alla 76a Mostra Internazionale d\u2019Arte Cinematografica di Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Braam du Toit, compositore sudafricano, era parte della delegazione ufficiale sbarcata al Lido per presentare il film.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-28672\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Braam-1.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Braam-1.jpg 256w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Braam-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Braam-1-60x60.jpg 60w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Braam-1-43x43.jpg 43w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Braam-1-106x106.jpg 106w\" sizes=\"(max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/>Cominciamo dalla tua biografia. Come ti sei avvicinato alla musica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono sempre stato attratto dalla musica, sin da piccolo, ma solo verso i sedici anni ho cominciato a considerarla seriamente, a prendere lezioni di pianoforte e a comporre. Mia madre \u00e8 insegnante e mio padre un artista della ceramica quindi c\u2019era terreno fertile per seguire la mia vocazione. Con il mio primo insegnante di pianoforte ho avuto un rapporto molto conflittuale. Nonostante ci\u00f2, a lui devo moltissimo. Avevo composto un piccolo pezzo per il mio cane che era appena morto, ma all\u2019epoca non sapevo scrivere la musica: lo avevo \u201cscritto\u201d solo nella mia testa e glielo feci ascoltare. Lui mi spron\u00f2 a scrivere le note sul pentagramma, cos\u00ec iniziai a studiare composizione in modo serio. Ho in seguito preso lezioni da Peter Klatzow, uno dei pi\u00f9 importanti compositori del Sudafrica. A lui piacevano molto i miei lavori e si adoper\u00f2 affinch\u00e9 io potessi studiare all\u2019universit\u00e0 di Capetown, facendo in modo che io ottenessi una borsa di studio. La mia famiglia era piuttosto povera perci\u00f2 senza il suo intervento non avrei mai potuto affrontare questo percorso di studi. Nel frattempo avevo iniziato a comporre le musiche per le celebrazioni natalizie della chiesa olandese riformata di Swellendam, dove vivevo. Erano composizioni polifoniche, con influenze sudamericane. Certo, alcuni le detestavano, ma per lo pi\u00f9 erano apprezzate. Sono abbastanza orgoglioso nel ricordare che, nonostante di norma nella chiesa riformata non si applauda, una volta il pubblico ha applaudito e si \u00e8 perfino alzato in piedi. Tornando agli studi, alla prima seguirono altre borse di studio perch\u00e9 diverse organizzazioni credettero nel mio talento. Era un periodo molto intenso per me: stavo seduto al pianoforte per almeno otto ore al giorno. I miei genitori volevano che uscissi, che frequentassi degli amici, ma io ero completamente ossessionato dalla musica, anche prima che iniziassi a scriverla. Ad un certo punto alcune persone appartenenti al mondo del teatro sentirono le mie composizioni e mi invitarono a collaborare con loro. Ovviamente accettai e scrissi le musiche di oltre cinquanta spettacoli, per diversi registi e diverse compagnie. Lavorai molto duramente in quel periodo, con un compenso davvero basso perch\u00e9 nel teatro, in Sudafrica, non ci sono molti soldi, ma per me era importante far parte di quell\u2019ambiente e continuai per diversi anni. \u00c8 stato fondamentale l\u2019incontro con Jacob Bower, un famoso regista di teatro con cui ho collaborato in molteplici occasioni. Lui mi ha sostenuto molto nel lavoro e mi ha in un certo senso spinto nel mondo del teatro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E come \u00e8 avvenuto il contatto con il mondo del cinema? Come hai iniziato a scrivere musica per film?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio vero mentore, la principale responsabile della mia attuale professione \u00e8 stata Ronelle Loots, una montatrice. L\u2019incontro con lei mi ha segnato profondamente: \u00e8 stata lei a guidarmi nella transizione dal teatro al cinema. \u00c8 una persona meravigliosa. Oggi scrivo ancora delle musiche per il teatro, ma raramente, solo per occasioni molto speciali: ormai mi identifico pienamente con la mia professione di musicista al servizio del cinema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 il cinema \u00e8 per me come un balletto, come una coreografia. Proprio a causa del montaggio. Ci\u00f2 che accade sullo schermo \u00e8 sempre un\u2019ispirazione per me. L\u2019ispirazione visiva \u00e8 per me molto potente: io da sempre \u201cvedo\u201d la musica prima di \u201csentirla\u201d. Per me la musica \u00e8 come una visione astratta, che per\u00f2 non sarei mai in grado di dipingere, quindi la trasformo in note. Sono le immagini di un film che fanno scattare l\u2019ispirazione per comporre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-28673 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/moffie-poster-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/moffie-poster-202x300.jpg 202w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/moffie-poster-400x595.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/moffie-poster-292x434.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/moffie-poster.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/>Puoi parlarci del tipo di rapporto che si crea tra te e il regista di un film?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni regista \u00e8 diverso, ha il suo modo di lavorare. Devo dire che il regista di <em>Moffie<\/em>, Oliver Hermanus, mi ha spinto a dare veramente il massimo. Lui stesso \u00e8 una fonte d\u2019ispirazione, \u00e8 una persona molto stimolante ma anche una persona che chiede molto, che si aspetta moltissimo dai collaboratori. Questo era comunque un film davvero potente di per s\u00e9, che mi ha richiesto molte energie: ho dovuto scavare assai profondamente dentro di me per scrivere queste musiche. Io sono nato nel 1981, ovvero nell\u2019anno in cui \u00e8 ambientata la pellicola. Tutto ci\u00f2 che accade nel film \u00e8 influenzato dalla politica di quel momento storico. \u00c8 stato assai difficile entrare nello \u201cspazio emozionale\u201d di questo film perch\u00e9 toccava delle corde molto personali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come mai hai accettato allora?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Oliver: desidero sempre lavorare con lui, \u00e8 un regista brillante. Per me questo progetto era una duplice sfida: la prima era trovare un modo di interagire con Oliver su questi temi a livello professionale, l\u2019altra era di lavorare profondamente su me stesso a livello psicologico ed artistico. \u00c8 stato un percorso difficile perch\u00e9 la mia infanzia non \u00e8 stata affatto facile. Sono cresciuto (ma molti come me) in una piccola citt\u00e0 in cui mi chiamavano addirittura \u201csatanista\u201d per le mie tendenze sessuali. Quindi credo che fare questo film sia stato in un certo senso catartico. Mi ha \u201cguarito\u201d da tutto questo peso del passato, dell\u2019infanzia rubata. Venire in Italia, presentare <em>Moffie<\/em> al pubblico, festeggiare il fatto che il film fosse stato scelto: tutto questo ha rappresentato una sorta di \u201cguarigione\u201d per noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E credi che il film possa avere un simile impatto anche sul pubblico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo di s\u00ec. Almeno \u00e8 ci\u00f2 che spero: che i giovani \u201cguariscano\u201d da una mentalit\u00e0 che opprime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anch\u2019io, perch\u00e9 credo che un film come <em>Moffie<\/em> possa realmente far bene, specialmente ai giovani. E lo dico anche in riferimento al pubblico italiano, che in rapporto all\u2019omofobia vive una situazione certamente differente ma comunque talvolta problematica. Inoltre, <em>Moffie<\/em> \u00e8 interessante anche dal punto di vista sociale: \u00e8 una denuncia del suprematismo bianco e del suo atteggiamento nei confronti di ogni diversit\u00e0. Neri, oppositori politici, omosessuali: sono tutti \u201cnemici\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esattamente. Il film mostra benissimo il contesto in cui la mia generazione e quella prima della mia sono cresciute. Ma la situazione anche oggi \u00e8 assai critica. In Sudafrica molte persone di colore sono costrette a fare lavori sottopagati mentre noi bianchi siamo comunque dei privilegiati. In pi\u00f9 noi artisti apparteniamo a una categoria ancora pi\u00f9 privilegiata; ecco perch\u00e9, personalmente, provo come un senso di colpa. Lo squilibrio sociale \u00e8 seriamente preoccupante. Certe famiglie non possono nemmeno comprare da mangiare perch\u00e9 il cibo costa troppo. Io so di essere privilegiato perch\u00e9 sono bianco e vivo in una bella casa mentre gran parte della popolazione vive in baracche. L\u2019interazione tra bianchi e neri resta tuttora problematica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E quale pensi sar\u00e0 il futuro del Paese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vedo cambiamenti all\u2019orizzonte, non credo che la situazione migliorer\u00e0 presto. Oltretutto, sebbene io non sia ovviamente l\u2019unico a provare questi sentimenti, c\u2019\u00e8 come una generale accettazione della situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma ci sono rivolte, proteste&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, ci sono, ma io sono piuttosto pessimista sul loro esito. Anzi, mi correggo: potrei definirmi ottimista perch\u00e9 in fondo spero di sbagliarmi e che tutto porti a un miglioramento della situazione. Le cose devono assolutamente cambiare. Io amo cos\u00ec tanto il mio Paese, il Sudafrica \u00e8 bellissimo! Nel mio piccolo cerco anch\u2019io di fare qualcosa per un miglioramento. Mia madre attraverso il suo ruolo di insegnante ha cercato di trasmettere la speranza a tutti i suoi allievi neri. Io ho ereditato da lei questa spinta e cerco di fare la mia parte dando gratuitamente lezioni di pianoforte ai meticci che vivono nei villaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-28655\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Moffie-cover-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Moffie-cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Moffie-cover-615x410.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Moffie-cover-400x266.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Moffie-cover-292x195.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Moffie-cover.jpg 970w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Questo \u00e8 molto bello: riuscire a trasformare il senso di colpa per un privilegio in qualcosa di socialmente utile. Noto con piacere che <em>Moffie<\/em> si conferma un film cos\u00ec denso e potente da stimolare discussioni che vanno ben oltre il nostro argomento di riferimento. Visto per\u00f2 che sei tornato a parlare del tuo rapporto con la musica, ti chiedo: qual \u00e8 il tuo film preferito tra quelli a cui hai lavorato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, <em>Moffie<\/em>. Ma anche <em>Meisie<\/em> di Darrell Roodt, un bellissimo film in cui una maestra si accorge che una giovanissima ragazza di colore che vive nel Kalahari \u00e8 una sorta di genio della matematica. S\u00ec, <em>Meisie<\/em> \u00e8 uno dei miei film preferiti, ma credo di aver fatto il mio lavoro migliore in assoluto con <em>Moffie<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vorrei che approfondissi il tuo metodo di lavoro.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 prevalentemente istintivo. Lo \u00e8 da sempre. Ad esempio, per <em>Moffie<\/em> nella mia mente si sovrapponevano delle suggestioni che avevano a che fare con il battito cardiaco, il respiro, la natura umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come si concretizza, a livello pratico, questo tuo approccio istintivo? Come lavori concretamente con il regista del film? Lui ti mostra un pre-montato e tu componi in base alle emozioni che le immagini ti suscitano?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec. In questo caso non avevamo nemmeno molto tempo per abbandonarci alle varie suggestioni: avevo solo un mese per comporre la colonna sonora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Entriamo maggiormente nel dettaglio: cosa ascoltiamo esattamente in questo film?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per risponderti devo partire dalla mia precedente collaborazione con Oliver, <em>The Endless River<\/em>, perch\u00e9 l\u2019idea di base era creare qualcosa di completamente diverso. Mentre l\u00e0 avevo lavorato intorno al tremolo, qui ho ritenuto opportuno usare molto il pizzicato perch\u00e9 a livello istintivo lo trovavo adatto a rendere quel particolare mood che il film mi suggeriva. Secondo me la colonna sonora doveva avere a che fare con due concetti principali: quello di \u201canticipazione\u201d e quello di \u201cavvicinamento al confine\u201d. Queste erano le suggestioni che avevo. Ma \u00e8 molto difficile per me esprimermi a parole a proposito della mia musica. Posso per\u00f2 dirti che praticamente tutto ci\u00f2 che ho scritto per il film \u00e8 per quintetto d\u2019archi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come mai proprio un quintetto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio volevo scrivere per un quartetto, poi ho capito che per avere maggiore intensit\u00e0 e profondit\u00e0 sarebbe stata opportuna l\u2019aggiunta di un contrabbasso. Ci sono dei momenti nel film, ad esempio all\u2019inizio, nella scena ambientata nel treno, in cui il tema musicale si orienta improvvisamente verso il basso, fa come delle continue discese. Non potevo dare questo effetto con il violoncello, mi serviva proprio un contrabbasso. Quindi ho scritto per due violini, una viola, un violoncello e un contrabbasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Hai diretto tu le esecuzioni?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">No, il direttore era Jos\u00e9 Diaz, un brillante pianista nato in Portogallo ma naturalizzato sudafricano. Senza di lui non sarebbe stato possibile registrare: lui ha capito fino in fondo la mia musica. Il primo violino era David Bester. La registrazione \u00e8 durata una settimana perch\u00e9 volevamo lavorare con questi bravissimi musicisti sudafricani che per noi sono veramente i migliori, ma loro erano disponibili solo per quei giorni. Abbiamo registrato in una chiesa a Malgas, una piccolissima cittadina appena fuori Swellendam in cui vivono forse quarantaquattro persone. Durante la registrazione della scena sott\u2019acqua, pi\u00f9 o meno a met\u00e0 film, ho dato indicazioni ai musicisti di pensare proprio di essere sott\u2019acqua e ascoltando il risultato mi pare abbia funzionato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-28674 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/moffie_-_publicity_still_-_h_2019-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/moffie_-_publicity_still_-_h_2019-300x169.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/moffie_-_publicity_still_-_h_2019-615x347.jpg 615w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/moffie_-_publicity_still_-_h_2019-400x225.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/moffie_-_publicity_still_-_h_2019-292x165.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/moffie_-_publicity_still_-_h_2019.jpg 928w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Direi di s\u00ec: a mio parere sia la colonna sonora sia le immagini concorrono nel definire quest\u2019atmosfera claustrofobica, di soffocamento in cui la generazione del protagonista \u00e8 cresciuta. La Chiesa ha avuto un ruolo in tutto questo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza dubbio. La Chiesa riformata ha molti problemi con i gay e ad esempio non \u00e8 d\u2019accordo sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. In Sudafrica gli omosessuali si possono sposare ma non in chiesa. \u00c8 un peccato ed \u00e8 anche un\u2019ipocrisia perch\u00e9 molti officianti sono omosessuali ed \u00e8 assurdo che non accettino formalmente l\u2019omosessualit\u00e0. In <em>Moffie<\/em> il tema non \u00e8 in primo piano ma se ti ricordi c\u2019\u00e8 una scena, subito dopo quella del sesso in trincea, in cui il protagonista prega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 Oliver ha inserito questa scena?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per mostrare la realt\u00e0 delle cose, per far vedere quanto tutto sia molto difficile per Nicholas. La generazione di mio padre non ha mai potuto fare <em>coming out<\/em> e anche oggi, all\u2019et\u00e0 di settant\u2019anni magari, quegli omosessuali non si sentono sono liberi abbastanza da poterlo fare. Hanno passato tutta la vita senza provare il vero amore. E\u2019 una cosa tristissima. Voglio per\u00f2 raccontarti un aneddoto sulla registrazione perch\u00e9, ripensandoci, posso dire che \u00e8 come se avessimo ingannato la chiesa per poter registrare. Ti spiego cosa intendo dire. Il titolo del film, <em>Moffie<\/em>, \u00e8 una parola bruttissima e offensiva che fortunatamente non \u00e8 quasi pi\u00f9 usata oggi. Corrisponde approssimativamente a \u201cfrocio\u201d. Quando mi chiedevano il titolo del film io rispondevo sempre che non potevo rivelarlo per questioni relative alle clausole di riservatezza. Credo proprio che se avessero saputo che stavamo registrando le musiche di un film intitolato <em>Moffie<\/em> non ci avrebbero dato il permesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quindi gi\u00e0 questa \u00e8 una specie di rivincita, no?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esattamente! Hai ragione al cento per cento. Tuttavia, dato che ritengo sempre utile trarre una lezione da ci\u00f2 che succede, spero che riflettere su questo episodio possa portare a una maggiore comprensione della situazione sociale e psicologica, a un sentimento di riconciliazione e perdono. Questo \u00e8 ci\u00f2 che mi interessa e, in fondo, ci\u00f2 che davvero conta.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alessandro Guatti intervista per Leitmovie Braam du Toit, compositore della colonna sonora di Moffie, presentato a Venezia 76<\/p>","protected":false},"author":10,"featured_media":28671,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[139,431],"tags":[340,213,573],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28669"}],"collection":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28669"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28669\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28671"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}