{"id":28759,"date":"2019-12-17T12:04:40","date_gmt":"2019-12-17T12:04:40","guid":{"rendered":"http:\/\/leitmovie.it\/?p=28759"},"modified":"2019-12-17T12:04:43","modified_gmt":"2019-12-17T12:04:43","slug":"omaggio-a-stanley-kubrick-arancia-meccanica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/omaggio-a-stanley-kubrick-arancia-meccanica","title":{"rendered":"Omaggio a Stanley Kubrick &#8211; Arancia meccanica"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><div class=\"author-post-rating\"><span class=\"author-post-rating-label\">Voto al film:<\/span> <span class=\"author-post-rating-stars\" title=\"5 out of 5 stars\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/plugins\/author-post-ratings\/images\/star-active.png\" \/><\/span>\n<\/div><!-- .author-post-rating --><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando l&#8217;ultraviolenza della forma legittima il contenuto<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nCiglia finte sulla palpebra inferiore di un occhio, che sembra guardare il mondo alla rovescia; l&#8217;altro occhio, per\u00f2, guarda dal verso consueto: basta un fotogramma per avere l&#8217;idea di una prospettiva morale ambigua. <!--more--><em><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-28760\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Arancia-meccanica2-300x202.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Arancia-meccanica2-300x202.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Arancia-meccanica2-400x270.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Arancia-meccanica2-292x197.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Arancia-meccanica2.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Arancia meccanica<\/em> \u00e8 un film che inneggia al libero arbitrio negandolo allo spettatore: la regia di Kubrick \u00e8 un&#8217;efficace &#8216;cura Ludovico&#8217; al contrario, che a colpi di violenza estetizzata impone un punto di vista monolitico. Alla fine del film, non si pu\u00f2 che convenire spontaneamente sul fatto che quando si tenta di trasformare un essere umano in un piccione di Skinner, persino un ultraviolento diventa un &#8216;caro ragazzo cattivo&#8217;, per dirla con Leslie Fiedler.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nTralasciando i pirotecnici aspetti visivi, certamente il condizionamento ha a che fare anche con l&#8217;utilizzo della musica, opportunamente scelta per creare una distanza, un intervallo con il rappresentato. L&#8217;ultraviolenza \u00e8 danza, grazie al 3\/4 aereo dell&#8217;<em>Ouverture<\/em> della <em>Gazza Ladra<\/em> di Rossini o a <em>Singin&#8217; in the Rain<\/em>, che infiocchetta un pestaggio col tip tap. L&#8217;azione violenta diventa una performance che ironicamente realizza il proposito di una vita intesa come opera d&#8217;arte. Anche il sesso si carica di comicit\u00e0, con la cavalcata velocizzata del <em>Guglielmo Tell<\/em> rivisitata da Walter Carlos: per lo spettatore basta un poco di synth e la pillola va gi\u00f9. Simili stratagemmi contribuiscono a creare una distanza che rende lo spettatore meno giudicante: per far questo Kubrick non esita a sfruttare i principi del montaggio sovietico come soluzioni formali, ma sovvertendone l&#8217;intento progressista. Il risultato \u00e8 che anzich\u00e9 cercare di ottenere uno spettatore critico, prova in tutti i modi ad annientarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nSe Alex fosse stato un tipo da &#8216;sesso, droga e rock&#8217;n&#8217;roll&#8217; avrebbe certamente avuto un impatto diverso sul pubblico, perch\u00e9 avrebbe ricalcato un pregiudizio diffuso. Si sa che ai media \u00e8 sempre piaciuto trovare un nesso tra rock&#8217;n&#8217;roll e violenza, la solita storia che si ripete dagli anni Cinquanta con periodiche ondate di panico morale. La predilezione per Beethoven, invece, fa sembrare Alex una bestia sensibile alla bellezza e alla Cultura. Si tratta anche in questo caso di un clich\u00e9 culturale, dato che nel futuro di Arancia meccanica Beethoven ha perso ogni traccia di <em>humanitas<\/em> e non \u00e8 altro che un prodotto di consumo: si \u00e8 definitivamente trasformato in un&#8217;icona pop, poco pi\u00f9 di un poster o di un campanello alla moda. Al di l\u00e0 delle apparenze, lo slogan &#8216;stupro, ultraviolenza e Beethoven&#8217; \u00e8 solo un camuffamento sofisticato di &#8216;sesso, droga e rock&#8217;n&#8217;roll&#8217;, almeno quanto il <em>nadsat<\/em> \u00e8 un camuffamento del gergo giovanile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nTuttavia, scomodare Beethoven finisce per avere ben altre ripercussioni. La <em>Nona<\/em> \u00e8 un capolavoro conteso persino a livello politico: per fare un esempio, dopo che la Germania hitleriana l&#8217;aveva creduta espressione di un nazionalismo aggressivo, la DDR aveva provveduto a trasformare Beethoven in un precursore del marxismo, riappropriandosi della sua musica. C&#8217;\u00e8 in ogni caso un&#8217;inquietante vicinanza tra Beethoven e i regimi totalitari ed \u00e8 Theodor Adorno ad insistere su questo pericoloso legame. Semplificando, pare che il nocciolo del problema sia da ricercarsi nella tecnica compositiva, in quel lavoro tematico che secondo il filosofo corrisponde al lavoro del concetto hegeliano (altra appropriazione discutibile): Beethoven partiva da un materiale talvolta esiguo, arrivando a sviluppare un&#8217;architettura musicale che diventava una sintesi totalizzante, in cui la forma era inscindibile dal contenuto e il tutto legittimava le parti. <img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-28761 alignright\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/arancia-meccanica3-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/arancia-meccanica3-300x207.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/arancia-meccanica3-400x276.jpg 400w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/arancia-meccanica3-292x201.jpg 292w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/arancia-meccanica3.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>In breve, questa stretta relazione tra la parte e il tutto finisce per ispirare un parallelo con la relazione tra l&#8217;individuo e lo Stato totalitario. Ora, dato che Arancia meccanica \u00e8 un sistema chiuso, in cui ogni elemento, al limite dell&#8217;eccentrico (sia da un punto di vista formale che di contenuto), \u00e8 funzionale al risultato totale del film, \u00e8 suggestivo intravedere un legame tra Kubrick e Beethoven, tanto pi\u00f9 che per Beethoven, nel bene o nel male, sar\u00e0 solo l&#8217;ennesimo di una lunga serie.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong>SCHEDA TECNICA<\/strong><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><strong>Arancia meccanica (A Clockwork Orange, Gran Bretagna, 1971) \u2013 REGIA: Stanley Kubrick. SCENEGGIATURA: Stanley Kubrick, dall&#8217;omonimo romanzo di Anthony Burgess. FOTOGRAFIA: John Alcott. MONTAGGIO: Bill Butler. MUSICHE: Walter Carlos, AA.VV. CAST: Malcolm McDowell, Patrick Magee, Adrienne Corri, Michael Bates, Warren Clark, John Clive. GENERE: Drammatico. DURATA: 136&#8242;<\/strong><\/h5>\n<p><iframe title=\"A Clockwork Orange , Official Trailer\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/FI1204n6GZw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Federica Maragno omaggia Stanley Kubrick e Beethoven con la sua recensione di Arancia meccanica<\/p>","protected":false},"author":19,"featured_media":28762,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[213,338,126],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28759"}],"collection":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=28759"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28759\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media\/28762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=28759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=28759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=28759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}