{"id":29477,"date":"2023-06-15T13:03:05","date_gmt":"2023-06-15T13:03:05","guid":{"rendered":"http:\/\/leitmovie.it\/?p=29477"},"modified":"2023-06-15T13:08:51","modified_gmt":"2023-06-15T13:08:51","slug":"biografilm-2023-and-towards-happy-alleys","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/biografilm-2023-and-towards-happy-alleys","title":{"rendered":"Biografilm 2023 &#8211; And, Towards Happy Alleys"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019Iran per parlare del mondo \u2013 <em>And, toward happy alleys<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sreemoyee Singh viene da Calcutta. All\u2019universit\u00e0 si innamora del cinema persiano e della poesia di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Forough_Farrokhzad\">Forough Farrokhzad<\/a> (che nella sua breve vita \u00e8 stata anche regista). Decide allora di imparare il farsi, aiutata dalle canzoni come <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=N60ktsw8ZBs\">Soltane Ghalbha<\/a><\/em>, un classico del pop melodico persiano anni Sessanta, che a Sreemoyee suona familiare perch\u00e9 ricorda molto le melodie coeve di Bollywood. Ma non basta: l\u2019Iran chiama Sreemoyee che decide di partire per Teheran per girare un documentario come dissertazione finale universitaria.<\/p>\n\n\n\n<p>A Teheran, Sreemoyee <strong>cerca di tenere pi\u00f9 aperto possibile l\u2019obiettivo della sua camera<\/strong>. Quanto agli autori cinematografici persiani, intervista <strong>Mohammad Shirvani <\/strong>che tenta di parlare di erotismo mentre il trapano del vicino, non volendo, lo censura. Cerca di avvicinarsi a <strong>Abbas Kiarostami<\/strong> che purtroppo muore due giorni dopo il tentativo. Chi spicca pi\u00f9 di tutti per\u00f2 \u00e8 <strong>Jafar Panahi<\/strong>, che Sreemoyee riesce a rendere amico dello spettatore. Il regista del <em>Palloncino bianco<\/em> porta la giovane film maker indiana in giro per la citt\u00e0 in macchina come nel suo film <em>Taxi Tehran<\/em>. Parla candidamente del suo arresto, della condanna a non fare pi\u00f9 film e a non lasciare il paese, dello sconforto e la depressione che sono seguiti e del suo tentativo di suicidio in mare. Dal quale si \u00e8 ripreso giurando che in un modo o nell\u2019altro avrebbe continuato con il cinema. <\/p>\n\n\n\n<p>Il regista poi ci presenta le sue ex attrici bambine: <strong>Aida e Mina Mohammadkhani<\/strong>. E chiede spesso a Sreemoyee di cantare perch\u00e9 il codice di modestia imposto dall\u2019alto alle donne iraniane lo impedisce.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un momento in cui Sreemoyee intervista due taxisti, due persone per bene che per\u00f2 dicono cose agghiaccianti: <strong><em>l\u2019hijab<\/em>, il velo, per loro non deve essere solo un tessuto ma la donna deve sviluppare uno \u201c<em>hijab<\/em> interiore\u201d che \u00e8 sinonimo di modestia.<\/strong> Modestia \u00e8 vestire i propri sentimenti. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attore <strong>Farhad Kheradmand<\/strong> invece racconta di quando, su un set di Kiarostami, improvvisando ha cantato <em>Un paese vuol dire non essere soli <\/em>in italiano, pezzo eseguito da <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8nqxHLLM6Fo\">Milly<\/a> e da Mario Pogliotti del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cantacronache\">Cantacronache<\/a> che l&#8217;ha scritto rielaborando frasi celebri della <em>Luna e i Fal\u00f2<\/em> di Cesare Pavese. Un cieco inviato dal regime per valutare il film \u2013 avete capito bene \u2013 sent\u00ec che il pezzo era in una lingua straniera e lo fece togliere. \u00c8 un rospo che Kheradmand dopo tanti anni non \u00e8 riuscito a ingoiare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il cinema cos\u00ec difficile da fare in un paese cos\u00ec complicato, la poesia di Forough Farrokhzad che va in direzione opposta al concetto di \u201chijab interiore\u201d dei due uomini che hanno interiorizzato idee passate dal regime e la condizione femminile.<\/strong> Sreemoyee si sofferma sulla mania delle donne persiane di rifarsi il naso (comprensibile, quando dai vestiti esce solo la faccia), filma gli albori delle proteste delle \u201c<a href=\"https:\/\/www.eastjournal.net\/archives\/88757\">ragazze di Enghelab Street<\/a>\u201d, intervista l\u2019avvocata <strong>Nasrin Sotoudeh<\/strong>, celebre per aver difeso donne e attivisti, che dopo questo film verr\u00e0 arrestata di nuovo e condannata a trentatr\u00e9 anni di carcere e centoquarantotto frustate. Il film termina con un\u2019immagine quasi profetica se si pensa a quel che <em>ora<\/em> sta succedendo in Iran: Sreemoyee canta <em>Soltane Ghalbha<\/em> in una scuola di bambine. Le bambine cantano con lei.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Iran come metafora di un mondo in cui, per contraccolpo, il conservatorismo sta riprendendo piede e lo spazio vitale delle persone e della libert\u00e0 di espressione va difeso. <strong>Questo \u00e8 il messaggio del film, una dichiarazione d\u2019amore al bello della Persia che il regime ha cercato di soffocare<\/strong> invano: Sreemoyee intercetta gli umori che sarebbero poi scoppiati nella rivolta che ha preso il nome di \u201cDonna, vita, libert\u00e0\u201d. Una lotta cruda, fatta di scuole avvelenate, di polizia che spara sulla folla uccidendo anche i bambini ma fatta anche di <strong>resistenza, di fiducia nel cambiamento, di rischio in nome di un ideale di libert\u00e0 spesso proveniente da una generazione che i grandi credevano di aver perso nella propaganda di regime<\/strong>. Invece.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece la Persia \u00e8 anche cinema, struggenti canzoni d&#8217;amore, donne forti e poesia. Quando i tempi sono oscuri, \u00e8 a questo \u2013 al buono che c\u2019\u00e8 \u2013 che occorre attaccarsi per lottare. Sreemoyee Singh lo fa attraverso il cinema.<\/p>\n\n\n<p><strong>SCHEDA TECNICA<\/strong><br><strong>And, Towards Happy Alleys (India, 202a) \u2013 REGIA: Sreemoyee Singh. FOTOGRAFIA: Sreemoyee Singh. MONTAGGIO: Joydip Das, Jabeen Merchant, Pradyatan Bera. MUSICA: Majdy. CAST: Sreemoyee Singh, Jafar Panahi, Nasrin Sotoudeh, Mohammad Shirvani, Mina Mohammadkhani, Aida&nbsp;Mohammadkhani. GENERE: Documentario. DURATA: 75\u2032.<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il viaggio a Teheran di Sreemoyee Singh alla ricerca di cinema e di poesia \u00e8 un&#8217;occasione per parlare del conservatorismo nel mondo e della condizione femminile.<\/p>","protected":false},"author":23,"featured_media":29478,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[139],"tags":[601,603,590,607,606,608],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29477"}],"collection":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29477"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29477\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29478"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29477"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29477"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29477"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}