{"id":86,"date":"2015-06-24T07:55:55","date_gmt":"2015-06-24T07:55:55","guid":{"rendered":"http:\/\/s578094413.sito-web-online.it\/?p=86"},"modified":"2017-04-04T07:48:21","modified_gmt":"2017-04-04T07:48:21","slug":"musica-al-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/musica-al-cinema","title":{"rendered":"Musica al cinema"},"content":{"rendered":"<p>[:it]<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un rapido excursus di Vincenzo Palermo sulla musica al cinema<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--> La musica al cinema \u00e8 sempre stata caratterizzata da un\u2019eterogeneit\u00e0 di stilemi, modalit\u00e0 di rappresentazione, visioni codificate o estemporanee, statuti ontologici ed estetici, vasti immaginari a cui attingere opiena aderenza alla circoscritta realt\u00e0 storica. La musica al cinema \u00e8 rock, blues, pop, classica, opera, ma anche ballo, danza e spettacolo poliforme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019anno appena trascorso \u00e8 stata all\u2019insegna del jazz, grazie a due pellicole che hanno letto e radiografato, attraverso partiture narrative e fluttuazioni sonore, le diverse \u201canime\u201d che compongono le immagini del medium cinematografico: <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=uJfLoE6hanc&amp;index=19&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Birdman<\/a><\/em> e <a href=\"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/whiplash\/\" target=\"_blank\">Whiplash<\/a>. A colpi di batteria, perch\u00e9 entrambe le pellicole hanno in comune assoli che dilatano o comprimono il tempo della storia. Nel primo film il leitmotiv di Antonio Sanchez scandisce una trama che non ha nulla a che fare con l\u2019elemento \u201csuonato\u201d ma ci conduce verso la (de)costruzione della vita artistica \u201cmorente\u201d del personaggio, tra finzione e realt\u00e0. In Whiplash di Damien Chazelle, al contrario, il Jazz, col suo ritmo sincopato sta al centro della vicenda, tenendo il tempo di una storia in crescendo che riflette l\u2019urgenza del racconto (di formazione) e di una sofferta iniziazione rituale. Sono passati quasi ottant\u2019anni dal primo film sonoro, <em><a href=\"http:\/\/La musica al cinema \u00e8 sempre stata caratterizzata da un\u2019eterogeneit\u00e0 di stilemi, modalit\u00e0 di rappresentazione, visioni codificate o estemporanee, statuti ontologici ed estetici, vasti immaginari a cui attingere o piena aderenza alla circoscritta realt\u00e0 storica. La musica al cinema \u00e8 rock, blues, pop, classica, opera, ma anche ballo, danza e spettacolo poliforme. Nell\u2019anno appena trascorso \u00e8 stata all\u2019insegna del jazz, grazie a due pellicole che hanno letto e radiografato, attraverso partiture narrative e fluttuazioni sonore, le diverse \u201canime\u201d che compongono le immagini del medium cinematografico: Birdman e Whiplash. A colpi di batteria, perch\u00e9 entrambe le pellicole hanno in comune assoli che dilatano o comprimono il tempo della storia. Nel primo film il leitmotiv di Antonio Sanchez scandisce una trama che non ha nulla a che fare con l\u2019elemento \u201csuonato\u201d ma ci conduce verso la (de)costruzione della vita artistica \u201cmorente\u201d del personaggio, tra finzione e realt\u00e0. In Whiplash di Damien Chazelle, al contrario, il Jazz, col suo ritmo sincopato sta al centro della vicenda, tenendo il tempo di una storia in crescendo che riflette l\u2019urgenza del racconto (di formazione) e di una sofferta iniziazione rituale. Sono passati quasi ottant\u2019anni dal primo film sonoro, Il cantante di jazz. La musica al cinema, non \u00e8 mai uguale. A volte \u00e8 usata come contorno, altre volte \u00e8 la portata principale. Basti pensare al musical, genere che origina dalla Depressione anni '30 per consentire una fuga nell\u2019altrove dorato e sognante o alle diverse \u201cfughe\u201d del decennio successivo, nelle citt\u00e0 e nelle scuole, fucine in cui si riscopre l\u2019individuo, fino ad arrivare alla rappresentazione compromissoria tra realismo funzionale e fantasticheria magica nel musical anni '60. Poi \u00e8 la volta delle rock opera, dei lungometraggi con (e su) Elvis e della riattualizzazione della mitologia rock attraverso concerti in presa diretta (Monterey Pop, Woodstock). La settima arte vive di continue rivoluzioni, grandi e piccole, ma quella \u201ccopernicana\u201d che ha contribuito a rifondare lo statuto ontologico del grande schermo \u00e8 rappresentata dal passaggio dal muto al sonoro. L\u2019et\u00e0 \u201csenza suono\u201d per ci\u00f2 che riguarda la ricezione del pubblico, non pu\u00f2 per\u00f2 considerarsi una vera e propria \u201csilent era\u201d, giacch\u00e9 i film che venivano proiettati nelle piazze o nei teatri non erano completamente muti. Organisti, pianisti o orchestre creavano la colonna sonora dal vivo che non di rado era accompagnata da commenti e letture di didascalie per spiegare le singole scene. Il suono, alla fine, c\u2019\u00e8 sempre stato ed \u00e8 vecchio quanto il cinema stesso. Oggi il panorama non \u00e8 cambiato del tutto. The Artist e Blancanieves tributano omaggi a quel cinema muto e alle sue colonne sonore, mentre la riproposizione di grandi concerti (Queen \u2013 Rock at Montreal, Back to front \u2013 Peter Gabriel live in London, Dream Theater \u2013 Live at Luna park) riportano l\u2019evento concertistico al cinema. Dal biopic (Walk the line \u2013 Quando l\u2019amore brucia l\u2019anima, Io non sono qui, Control, La vie en rose, Jersey Boys) al musical moderno (da Moulin Rouge a Into the woods), dai film-concerto (Metallica 3D \u2013 Through the never) al documentario canonico (Amy) le note continuano ad essere l\u2019elemento alchemico principale per creare la perfetta \u201cchimica\u201d cinematografica, insieme di immagini, bianchi, neri, colori, rumori e soprattutto musica, tanta musica. Vincenzo Palermo\" target=\"_blank\">Il cantante di jazz<\/a><\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-22607 alignleft\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"286\" height=\"176\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images.jpg 286w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/images-262x161.jpg 262w\" sizes=\"(max-width: 286px) 100vw, 286px\" \/><\/a>La musica al cinema, non \u00e8 mai uguale. A volte \u00e8 usata come contorno, altre volte \u00e8 la portata principale. Basti pensare al musical, genere che origina dalla Depressione anni &#8217;30 per consentire una fuga nell\u2019altrove dorato e sognante o alle diverse \u201cfughe\u201d del decennio successivo, nelle citt\u00e0 e nelle scuole, fucine in cui si riscopre l\u2019individuo, fino ad arrivare alla rappresentazione compromissoria tra realismo funzionale e fantasticheria magica nel musical anni &#8217;60. Poi \u00e8 la volta delle rock opera, dei lungometraggi con (e su) Elvis e della riattualizzazione della mitologia rock attraverso concerti in presa diretta (<em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=OiQN3pQ6EwM&amp;index=16&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Monterey Pop<\/a><\/em>, <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xn5pWd0vJeI&amp;index=15&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Woodstock<\/a><\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La settima arte vive di continue rivoluzioni, grandi e piccole, ma quella \u201ccopernicana\u201d che ha contribuito a rifondare lo statuto ontologico del grande schermo \u00e8 rappresentata dal passaggio dal muto al sonoro. L\u2019et\u00e0 \u201csenza suono\u201d per ci\u00f2 che riguarda la ricezione del pubblico, non pu\u00f2 per\u00f2 considerarsi una vera e propria \u201csilent era\u201d, giacch\u00e9 i film che venivano proiettati nelle piazze o nei teatri non erano completamente muti. Organisti, pianisti o orchestre creavano la colonna sonora dal vivo che non di rado era accompagnata da commenti e letture di didascalie per spiegare le singole scene. Il suono, alla fine, c\u2019\u00e8 sempre stato ed \u00e8 vecchio quanto il cinema stesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il panorama non \u00e8 cambiato del tutto. <a href=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Berenice_Bejo_The_Artist.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-22613\" src=\"http:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Berenice_Bejo_The_Artist-300x200.jpg\" alt=\"Berenice_Bejo_The_Artist\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Berenice_Bejo_The_Artist-300x200.jpg 300w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Berenice_Bejo_The_Artist-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Berenice_Bejo_The_Artist-600x400.jpg 600w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Berenice_Bejo_The_Artist-1140x760.jpg 1140w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Berenice_Bejo_The_Artist-555x370.jpg 555w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Berenice_Bejo_The_Artist-360x240.jpg 360w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Berenice_Bejo_The_Artist-262x175.jpg 262w, https:\/\/leitmovie.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Berenice_Bejo_The_Artist.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=OK7pfLlsUQM&amp;index=14&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">The Artist<\/a><\/em> e <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TmQir83IoBE&amp;index=13&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Blancanieves<\/a><\/em> tributano omaggi a quel cinema muto e alle sue colonne sonore, mentre la riproposizione di grandi concerti (<em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zz9C63JY3Bw&amp;index=11&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Queen \u2013 Rock at Montreal<\/a><\/em>, <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=zz9C63JY3Bw&amp;index=11&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Back to front \u2013 Peter Gabriel live in London<\/a><\/em>, <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=NndiL9seZSI&amp;index=10&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Dream Theater \u2013 Live at Luna park<\/a><\/em>) riportano l\u2019evento concertistico al cinema. Dal biopic (<em><a href=\"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/lamore-brucia-walk-the-line\/\" target=\"_blank\">Quando l\u2019amore brucia l\u2019anima &#8211; Walk the Line<\/a><\/em>, <em><a href=\"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/io-non-sono-qui\/\" target=\"_blank\">Io non sono qui<\/a><\/em>, <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pO2sJ1QL0a0&amp;index=7&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Control<\/a><\/em>, <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=uzEJ7NV_g98&amp;index=6&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">La vie en rose<\/a><\/em>, <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tL2iILHUsG0&amp;index=5&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Jersey Boys<\/a><\/em>) al musical moderno (da <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=dtEgAx80NC4&amp;index=4&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Moulin Rouge<\/a><\/em> a <em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=L6Yz5BRMGIQ&amp;index=3&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Into the woods<\/a><\/em>), dai film-concerto (<em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=VhrLSEG4gY8&amp;index=2&amp;list=PLXnHWWdpL-Y46jGJrLtWfWWlaQXBzeV_M\" target=\"_blank\">Metallica 3D \u2013 Through the never<\/a><\/em>) al documentario canonico (<em><a href=\"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/amy\/\" target=\"_blank\">Amy<\/a><\/em>) le note continuano ad essere l\u2019elemento alchemico principale per creare la perfetta \u201cchimica\u201d cinematografica, insieme di immagini, bianchi, neri, colori, rumori e soprattutto musica, tanta musica.<\/p>\n<p>[:]<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it] &nbsp; Un rapido excursus di Vincenzo Palermo sulla musica al cinema &nbsp;<\/p>","protected":false},"author":5,"featured_media":23016,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[385],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86"}],"collection":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=86"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/86\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23016"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=86"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=86"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leitmovie.it\/en_gb\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=86"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}