About Federica Maragno

Nata a Bologna nel 1985, si diploma in pianoforte nel 2005 presso il Conservatorio G.B.Martini. Nel 2011 consegue la Laurea Specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una Tesi in Cinema e Studi Culturali sul lolitismo nel cinema statunitense. Appassionata di cinema nordamericano, ha finora ricoperto posizioni molto diverse, tra cui promoter, pianista accompagnatrice, responsabile del personale, sistemista informatica. Attualmente insegna pianoforte in una scuola elementare.

L’eterno ritorno della Summer of Love Un documentario autorizzato per raccontare trent’anni di attività dei Grateful Dead, con un approccio che possa appagare i Deadhead e allo stesso tempo incuriosire i neofiti. Amir Bar-Lev c’è riuscito. Ad essere sinceri, il progetto prevedeva la realizzazione di un documentario di 90 minuti, ma proprio come accadeva con…

Le vibrazioni bolognesi Persino ai tempi di IMDb, c’è tradizionalmente un momento in cui, nel buio della sala, i cinefili sono immediatamente riconoscibili: alla fine del film, quando si ostinano a restare piantati nelle poltroncine per leggere i titoli di coda e, dulcis in fundo, qualche dettaglio sulla colonna sonora, bloccando l’uscita ai vicini.

Bad

Who’s bad? Rientrato dalla passeggiata di Fuori Orario e perseguitato dal boicottaggio de L’ultima tentazione di Cristo, Martin Scorsese sa di dover mostrare qualche segno di ravvedimento alla macchina dell’industria cinematografica, così, dopo aver dato prova di buona condotta con Il colore dei soldi, accetta di collaborare con Michael Jackson e realizza il video del…

Pulsazioni travolgenti La colonna sonora di The Wolf of Wall Street è talmente variegata che è impossibile non solo individuare un genere prevalente, ma anche una funzione univoca degli aspetti musicali. L’operazione compiuta è un vero e proprio montaggio, dato che spesso le canzoni sono fatte a pezzi, dunque soltanto accennate: poche battute, in ogni…

Una prosopopea del rumore e della dissonanza Almeno su un punto L’esorcista sembra mettere tutti d’accordo: lo straordinario uso del sonoro.

Formalismi in partitura Tra i teorici del cinema russo della seconda metà degli anni ’20 c’è una certa diffidenza nei confronti del sonoro, specie per i film recitati. A dire la verità c’è anche una certa diffidenza verso i film recitati in genere, ma questa è un’altra storia. Fatto sta che ancora nel 1927, Juryj…

Hot jazz e cliché culturali A qualcuno piace caldo, vero e proprio trionfo del travestimento (e del falso, si potrebbe aggiungere), è un film animato da un turbinio di maschere che i personaggi sono certo costretti ad indossare per necessità di adattamento, ma che finiscono per sconfinare in dinamiche di gioco.

I suoni del Giappone interiore di Wes Anderson Dopo Fantastic Mr. Fox, Moonrise Kingdom e Grand Budapest Hotel, Alexandre Desplat torna a collaborare con Wes Anderson per la colonna sonora de L’isola dei cani. Torna, insomma, a lavorare sotto stretta sorveglianza, poiché, è risaputo, il regista esige un controllo maniacale dei dettagli e pretende che…

Ascoltare Cuba Nel 1996 il chitarrista Ry Cooder, Nick Gold della World Circuit Records e Juan de Marcos Gonzalez, in veste di direttore musicale, riuniscono alcuni veterani della musica cubana, invitandoli a registrare un album, che si rivela un clamoroso successo internazionale. La lineup viene battezzata Buena Vista Social Club, dal nome del locale dell’Avana…

Quisquilie e pinzillacchere Difficile annoiarsi quando si parla di Jimi Hendrix. Difficile sì, ma non impossibile. Jimi Hendrix: the Uncut Story è certo un titolo invitante, poiché convince l’ignaro spettatore di poter accedere ad una verità senza censure. In realtà, già dalla prima delle tre parti del documentario, si comprende il vero significato della parola…

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