Future Film Festival 2017 – Liza, the Fox-Fairy

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Stefano Careddu su Liza the Fox-Fairy di Károly Ujj Mészáros presentato in anteprima nazionale al Future Film Festival 2017

Voto al film:

Una canzone per Liza

Nella sezione “Platinum Grand Prize” del Future Film Festival 2017 troviamo Liza, the Fox-Fairy l’opera prima del regista ungherese Károly Ujj Mészáros, datata 2015 e vincitrice di numerosi premi internazionali, su tutti il Grand Prix all’ultimo FantasPorto.

Tratta liberamente dalla pièce teatrale Liselotte és a Május, questa black comedy racconta la storia di Liza, donna sulla trentina che per dodici anni si è presa cura della vedova dell’ex-ambasciatore giapponese. Per tutto questo tempo il solo a farle compagnia è stato il fantasma di Tomy Tani, cantante beat giapponese degli anni ’50 con il quale spesso intrattiene siparietti propri del musical. Durante questi anni passati ad accudire la vedova, Liza si nutre dei racconti sentimentali della donna con il compianto console e matura sempre più in lei il desiderio di un amore tutto suo, di una eterna primavera che possa sbocciare nel fast food Mekk Burger, proprio come avviene nel suo romanzo giapponese preferito. Il giorno del suo trentesimo compleanno la ragazza si reca al locale speranzosa d’incontrare l’uomo dei sogni, ma ciò non accade e la vedova muore in sua assenza. Sarà il primo decesso di una lunga serie. Tutti gli uomini che proveranno ad avvicinarla rimarranno coinvolti incidenti mortali al limite dell’assurdo tanto che la donna si convincerà di portare in sé il malefico spirito di un demone-volpe, come narra un’antica leggenda giapponese.

Un film figlio di più generi e influenze, partendo dalla commedia à la Jeunet (Liza è una sorta di Amelié Poulain in versione ungherese), passando per il cinema di Kaurismaki, al quale la grottesca caratterizzazione dei personaggi deve qualcosa, sfociando nel musical e nel fantasy. Un filo rosso che unisce culture lontane, le mescola insieme creando un contesto storico anacronistico, bizzarro come quello dell’Ungheria degli anni ’70 nella quale è già arrivato il capitalismo (Cosmopolitan, i fast food e i jingle pubblicitari sono elementi propri della cultura d’oltreoceano), dove si ascolta musica pop giapponese e finlandese e ci si fa affascinare da romanzi e leggende provenienti dal paese del sol levante.

Un’eccentrica fiaba per adulti con tempi comici ben misurati, effetti audio evocativi e mistificatori, che sembra recare in sé il classico lieto fine disneyano secondo il quale l’amore puro e altruistico può rompere ogni sortilegio, ma lo fa evitando la retorica, mantenendo lo stile ironico che caratterizza l’intera vicenda e gli permette di riuscire nel suo intento.

SCHEDA TECNICA
Liza, the Fox-Fairy (Liza, a rókatündér, Ungheria, 2015) – REGIA: Károly Ujj Mészáros. SCENEGGIATURA: Károly Ujj Mészáros, Bálint Hegedűs [dalla pièce teatrale “Liselotte és a május” di Zsolt Pozsgai]. FOTOGRAFIA: Péter Szatmári. MONTAGGIO: Judit Czakó. MUSICHE: Dániel Csengery, Ambrus Tövisházi. CAST: Mónika Balsai, Szabolcs Bede-Fazekas, David Sakurai. GENERE: Commedia. DURATA: 98’

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