Voto al film:

A Star Is Born… again, again and again

Avevamo davvero bisogno di un altro A Star Is Born? Guardando il film di Bradley Cooper, qui al suo esordio alla regia, la domanda potrebbe sorgere più o meno spontanea. Tuttavia, oltre ai giudizi facili, il film dovrebbe far riflettere anche sulla necessità che ha il cinema stesso di riappropriarsi di contenuti già esistenti.

L’occhio di uno spettatore critico dovrebbe infatti analizzare nella nuova versione di A Star Is Born non tanto le differenze o le mancanze rispetto agli adattamenti precedenti, quanto piuttosto la capacità dell’oggetto filmico di essere aderente al contesto storico-culturale in cui è nato.

In questo senso Bradley Cooper, accompagnato da una Lady Gaga luminosa e dalla spiccata sensibilità, ha avuto la capacità di rielaborare i materiali già esistenti per dare vita a qualcosa che semplicemente funziona. Questo accade perché il film trova in sé il perfetto equilibrio tra omaggio al passato e rinnovamento stilistico.

A Star Is Born infatti desidera palesare il proprio tributo alle versioni precedenti disseminando riferimenti e citazioni molto raffinate, pur nella loro semplicità. Poco dopo aver incontrato il personaggio di Ally (Lady Gaga), la macchina da presa indugia su di lei che si incammina di notte su una strada deserta, cantando, mentre in sovrimpressione compare il titolo del film.

Forse non tutti lo riconosceranno ma il motivetto intonato dalla protagonista è quello di Over the Rainbow, ma non la strofa bensì il verse. Una chiaro e fine omaggio alla Garland.

Infatti il film, pur essendo superficialmente più vicino alla versione del 1976 con la Streisand (il cui naso importante sembra essere diventato motivo di cruccio anche il personaggio di Gaga), ricorda molto più un melò hollywoodiano. Caratteristica che lo avvicina molto alla versione di Wellman del 1937 e ovviamente a quella di Cukor.

Forse quello che manca al film è una colonna sonora capace di essere sempre all’altezza di quello che vediamo. I brani (tutti composti da Lady Gaga e Bradley Cooper) che ascoltiamo nel corso di tutto l’arco narrativo sono molti, ma pur essendo tutti funzionali alla narrazione, solo pochi si distinguono per carattere e potenza espressiva. Tra questi c’è senza dubbio Shallow, ma anche l’intensa I’ll Never Love Again che forse a molti farà ricorderà un celebre pezzo di Whitney Houston.

Certo, “it’s still the same old story, a fight for love and glory”… però vale ancora la pena di ascoltarla ancora una volta.

SCHEDA TECNICA
A Star Is Born (Id., USA, 2018) – REGIA: Bradley Cooper. SCENEGGIATURA: Will Fetters, Bradley Cooper, Eric Roth. FOTOGRAFIA: Matthew Libatique. MONTAGGIO: Jay Cassidy. MUSICHE: Lady Gaga, Bradley Cooper. CAST: Bradley Cooper, Lady Gaga, Andrew Dice Clay, Dave Chappelle. GENERE: Melodramma. DURATA: 135’

About Federica Marcucci

E' nata ad Assisi nel 1990. Si laurea nel 2013 in Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Perugia con una tesi sull'enigmatico romanzo "Parigi" di Lorenzo Viani. Nel 2016 consegue la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una tesi in Cinema e Studi Culturali sul rapporto tra Woody Allen e la musica. Attualmente è redattrice di cinema per GingerGeneration.it e collabora con Spotzer in veste di copywriter freelance.

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