Voto al film:

L’altro volto del Sogno

Star, adolescente di provincia, in seguito all’incontro con Jake decide di scappare da una situazione familiare disastrata. Il ragazzo, al seguito di un gruppo di coetanei costantemente in viaggio su un minibus bianco, le accende la speranza della via di fuga: può unirsi a loro nella vendita giornaliera di abbonamenti a riviste di vario tipo. Star si ritrova così on the road attraverso tutto il Midwest Americano.

“We explore America, we party – it’s cool”. La promessa di un’esistenza alternativa, lontano dalla povertà, dagli abusi familiari, dall’assenza di speranza; la promessa – o forse più l’illusione? – di un cambiamento raggiungibile attraverso l’azione concreta, l’impegno pratico, per poter fare finalmente la differenza nella propria vita: suona familiare e appetibile il principio alla base del Sogno Americano, una condizione ideale che si costruisce poco per volta, nella perseveranza e nella determinazione. Uno stato di felicità appagante, in realtà costantemente differito: la natura del Sogno è quella dell’ideologia e l’unico risultato è un’impasse esistenziale in cui si gira a vuoto senza mai raggiungere la meta.

È questa la premessa sulla quale si sviluppa American Honey, quarto film di Andrea Arnold (Fish Tank, Wuthering Heights), il primo girato negli Stati Uniti. Camera a mano per inseguire i personaggi sempre “on the move” e trascinare gli spettatori nel turbinio di vite al di fuori dei ritmi normali della quotidianità; impiego del formato 4:3 per offrire una percezione alternativa della cornice spaziale (in bilico tra il senso di imprigionamento e il desiderio di scoperta dell’altrove) nel fuori campo diegetico; accumulo di primi piani, dettagli e particolari per esprimere straniamento e distacco, intimità e senso di appartenenza.

La narrazione visiva di Arnold si carica di lirismo anche grazie all’uso espressivo della variegata colonna sonora. Brani musicali di Rihanna, Sam Hunt, Lady Antebellum, Ludacris, E-40, Steve Earl, Kevin Gates e molti altri scandiscono i momenti fondamentali del percorso di Star e si alternano a situazioni per le quali i silenzi, le pause ed i suoni naturali costituiscono la principale fonte di tensione drammatica. L’esecuzione delle canzoni o di balletti coreografati su brani noti fanno da collante all’interno del gruppo di giovani venditori ambulanti e la musica diventa così veicolo di espressione identitaria e comunitaria insieme. Il mix di generi diversi rispecchia il caos emotivo dei desideri e delle azioni di ragazzi in un mondo in cui sopravvivere è l’unica scelta possibile e i sogni sono categorie dell’Io abbandonate ai margini.

Il volto dell’America del Sogno mostra il suo lato oscuro: persa la speranza di un promettente sentimento d’amore, e presa coscienza della condizione di sfruttamento nella quale si è lasciata imprigionare, Star (interpretata dall’esordiente e bravissima Sasha Lane) ha comunque il coraggio di volgere il suo sguardo oltre le brutture del momento. L’emersione nella scena finale è un gesto simbolico che riavvicina la ragazza al Sé più vero. E nel silenzio della natura in una condizione primigenia sembra farle capire che i sogni, quelli più autentici e degni di essere realizzati, hanno sempre la valenza di una promessa reale, di una genuina rinascita verso luoghi e condizioni di piena inclusività.

SCHEDA TECNICA
American Honey (Id., USA-Inghilterra, 2016) – REGIA: Andrea Arnold. SCENEGGIATURA: Andrea Arnold. FOTOGRAFIA: Robbie Ryan. MONTAGGIO: Joe Bini. MUSICA: Irma de Wind (coordinamento). CAST: Sasha Lane, Shia LaBeouf, Riley Keough, McCaul Lombardi. GENERE: Drammatico. DURATA: 163’. Distribuito in Italia in DVD da Universal Pictures dal 17 Maggio 2017.

About Carmen Spanò

Nasce a Reggio Calabria nel 1978. Subito dopo il liceo inizia a percorrere in su la penisola. Dopo un breve periodo trascorso nella città di Pisa, si trasferisce nella capitale lombarda; qui frequenta l’Università Cattolica di Milano nell’ultimo periodo dell’ “era Casetti”. Si laurea con una tesi sulla serialità televisiva americana, quella che da Twin Peaks in poi strizza l’occhio alla sorella maggiore, l’arte da grande schermo per antonomasia. Attualmente sta svolgendo un Dottorato di ricerca presso l’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, sul consumo internazionale di programmi televisivi. Ha lavorato per il magazine italiano "FilmTv", e attualmente scrive recensioni di film e serie televisive per il sito Italiano Mediacritica, oltre che pubblicare articoli accademici su riviste scientifiche.

© 2016 Leitmovie - Associazione culturale | CF:91379950370 | info@leitmovie.it | Cookie Policy
Top

Web design a cura di Beltenis.it