Billie Holiday: A Sensation

A VPN is an essential component of IT security, whether you’re just starting a business or are already up and running. Most business interactions and transactions happen online and VPN

[:it][column width=”1/1″ last=”true” title=”” title_type=”single” animation=”none” implicit=”true”]

[:it]


Federica Marcucci su Billie Holiday: A Sensation, documentario di Katja Duregger dedicato alla vocalist afroamericana Lady Day

Voto al film:

But when he starts in to love me, he’s so fine and mellow

In un evocativo monologo del film Salvate la tigre, Jack Lemmon, tra speranze e desideri perduti, diceva anche di voler ascoltare Billie Holiday cantare la sua Fine and Mellow. Un piccolo e interessante billie-holidaydettaglio che ci porta a individuare quanto, fino a oggi, la sofferente voce della cantante sia ancora una chiara metafora di potenza emotiva e inconfondibile simulacro dell’immaginario collettivo.

Celebrata (basti pensare alla canzone degli U2 Angel of Harlem) e omaggiata da voci femminili altrettanto grandi e dolenti (da Janis Joplin, a Amy Winehouse, passando per Nina Simone), Billie Holiday è stata una delle interpreti più vere che abbiano mai calcato le scene musicali del secolo scorso. Lady Day non nascondeva niente sotto quella gardenia bianca, se non il suo dolore.

Il pregio del documentario della regista tedesca Katja Duregger, Billie Holiday: A Sensation, è proprio il suo riuscire a tratteggiare la figura della donna dietro il mito senza scadere in cliché già visti e sentiti. Merito delle testimonianze di storici collaboratori, delle cantanti Dee Dee Bridgwater e Cassandra Wilson, ma soprattutto delle parole di Lady Day stessa, estrapolate da interviste e materiale d’archivio, che accompagnano una narrazione lineare, semplice ma densa di contenuti.

Ragazza dalla voce sublime, segnata sin dai primissimi anni di vitabillie-holiday-3 dal dolore che è stato cifra costante di un’esistenza troppo breve segnata da abusi, dipendenze, relazioni sbagliate, problemi con la giustizia anche a causa della questione razziale, Eleanora Fagan diventa Billie Holiday grazie alla sua grande forza e caparbietà. Un coraggio quasi ancestrale che scaturisce dal legame e dalla passione per la sua musica: il jazz.

Quella di Billie è più che una musica, è un dio a cui votarsi, una sorta di catarsi in un mondo in cui i cantanti neri, quelli che il jazz l’hanno plasmato, come lei devono entrare sul palcoscenico dal montacarichi. Un mondo in cui gli spiriti forti (ma allo stesso tempo così fragili) non possono vivere a lungo. Così lo stage resta l’unico modo per essere veramente sé stessi, oppure per credere di essere qualcun altro… mentre la voce si fonde con un dolce dolore riguardo gli strani frutti degli alberi del sud o su un uomo che non ti ama e che ti tratta così male.

SCHEDA TECNICA
Billie Holiday: A Sensation (Id.; Germania, 2015) – REGIA: Katja Duregger. SCENEGGIATURA: Katja Duregger. FOTOGRAFIA: Volker Gehrke. MONTAGGIO: Volker Gehrke. MUSICHE: Billie Holiday. CAST: Billie Holiday, Dee Dee Bridgwater, Cassandra Wilson, Dan Morgenstern. GENERE: Documentario. DURATA: 52’. Trasmesso da Rai5 il 3 agosto 2016.

https://www.youtube.com/watch?v=48PKQvQR1jc[:]

[/column][:]

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on telegram
Telegram

Leave a Replay