Biografilm 2017: SHOT! the Psycho-Spiritual Mantra of Rock

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Voto al film:

L’uomo con la macchina fotografica

“The lysergic experience opened up my third eye, you might say.”

Mick Rock è stato tra i più grandi, se non il più grande fotografo della storia del rock ‘n’ roll. Un predestinato forse, in quanto – anche se può esser facile cadere in errore – il suo non è un nome d’arte, bensì l’abbreviazione di Michael David Rock.Nato a Londra nel 1948, solamente un anno dopo e a pochi chilometri di distanza da David Bowie, Rock è portatore di un talento innato che gli ha permesso fin da giovanissimo di lavorare con quegli artisti che scolpiranno nella pietra una delle più importanti pagine della storia della musica.

Il documentario diretto da Barney Clay SHOT! the Psycho-Spiritual Mantra of Rock si focalizza sulla carriera e vita di questo uomo che con le sue immagini ha contribuito a fissare iconicamente nell’immaginario comune le più grandi star del rock, facendosi egli stesso icona del mondo che andava a rappresentare.

Il fotografo lavorò e instaurò rapporti con Syd Barrett, Lou Reed, David Bowie, Queen, Motley Crew, Debbie Harry, Rolling Stones, etc, attraversando periodi e correnti, dal glam al punk, adottandone lo stile di vita sregolato, portandolo all’esasperazione, facendosi sopraffare dalla dipendenza dalle droghe e dagli eccessi in generale, finendo per rimanerne schiacciato. La sua storia è raccontata in prima persona dallo stesso Mick Rock, avvolto nel buio, davanti a un tavolo luminoso sul quale sono sparsi i negativi dei suoi scatti più celebri e storici, che lo aiuteranno a ripercorrere i momenti salienti della sua carriera.

A questo impianto centrale si alternano immagini di repertorio (foto e video) e ricostruzioni a mo’ di set fotografico in cui un attore che interpreta lo stesso Rock giace su un letto d’ospedale, convalescente dai 3 infarti che colpirono il fotografo a 40 anni, figli della vita di eccessi che condusse fino a quel momento. Ciliegina sulla torta sono le registrazioni audio provenienti dal suo archivio personale, contenenti dialoghi con David Bowie e Lou Reed, durante le quali spesso si colgono rumori nasali e confessioni davvero curiose. Questo viaggio nella musica rock passa in rassegna tanti artisti e stili, non distogliendo mai il fuoco dal vero protagonista della storia, un filo conduttore che in qualche modo attraversa le vette di questo enorme periodo musicale e artistico, divenendone parte integrante.

 

Ci troviamo di fronte a un lavoro ben misurato e vario, dallo stile narrativo coerente e snello che permette una facile immersione: Shot! ha il suo più grande pregio nel non cadere in tentazione, guardandosi bene dall’abusare dell’immenso repertorio musicale che avrebbe contestualmente avuto a disposizione, facendo un uso consapevole e responsabile della colonna sonora.

SCHEDA TECNICA
SHOT! the Psycho-Spiritual Mantra of Rock (USA, 2016) – REGIA: Barnaby Clay. FOTOGRAFIA: Max Goldman. MONTAGGIO: Drew DeNicola, Michael Dart Wadsworth. MUSICHE: Steven Drodz. CAST:  Mick Rock. GENERE: Documentario. DURATA: 95’

 

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