Voto al film:

Sei bella e ammaliatrice, come il candore di una rosa

Un film bellissimo, un classico del cinema messicano e mondiale, un tributo all’amore e alle difficoltà che si devono affrontare per raggiungerlo“. Non è passato neanche un anno, ma chi era presente alla proiezione di Enamorada in Piazza Maggiore alla scorsa edizione del Cinema Ritrovato ricorderà perfettamente le parole di Martin Scorsese in merito al classico di Emilio Fernández.

Se avete avuto già la fortuna di guardarlo avrete sicuramente colto il tipo di fascinazione che catturò il cuore del giovane Scorsese; in caso contrario la copia restaurata del film, realizzata della UCLA Film & Television Archive e al World Cinema Project, arriva finalmente anche nelle sale per la rassegna il Cinema Ritrovato al Cinema.

Dramma sentimentale tinto delle emozioni sanguigne della rivoluzione messicana, quanto influenzato dall’estetica hollywoodiana di quegli anni, Enamorada vede fronteggiarsi l’anti-rivoluzionaria Beatriz (Maria Félix) e il generale Josè (Pedro Armendáriz) in un rapporto che ondeggia tra “gli alti e i bassi di una screwball comedy […] e l’estatica bellezza di una storia d’amore di Frank Borzage”; il tutto impregnato a sua volta di influenze di shakespeariana memoria (La bisbetica domata), con qualche cenno a una sorta bildungsroman della protagonista, da leggere ovviamente in chiave sociale.

Un racconto dunque che procede attraverso la dialettica turbolenta dei protagonisti e che riesce a fissarsi negli occhi dello spettatore non tanto nel finale, quanto nella straordinaria sequenza della serenata; vero e proprio snodo narrativo ed emotivo del film. È proprio questo il momento in cui la musica, per la prima e unica volta in tutto il film, assume una valenza primaria sotto molteplici punti di vista.

In questo senso Malagueña Salerosa, interpretata da un reale gruppo di mariachi i Trio Calaveras, si fa orgogliosa portatrice dei valori tradizionali del Messico della Rivoluzione; ma anche un’occasione per il regista per tentare una ricercatezza estetica che gioca su sguardi e luci soffuse. Non è un caso dunque che sia proprio questo il momento in cui Beatriz, sorta di Rossella O’Hara messicana, abbandona la sua irruenza fanciullesca e diventa consapevolmente una donna.

Di questo deve essersene ricordato anche Tarantino quando incastonò una versione de la Malagueña nelle sequenze finali di Kill Bill vol. II; il momento in cui la Sposa, Beatrix, abbraccia per la prima volta la consapevolezza di essere madre.

Infatti una delle tante eredità di Enamorada è che dal 1946, anno di rilascio del film, Malagueña Salerosa passò dall’essere una “semplice” canzone tradizionale, a pezzo pop (con tanto di infiniti problemi sui diritti) se non pulp… ma questa è un’altra storia.

SCHEDA TECNICA
Enamorada (Id., Messico, 1946) – REGIA: Emilio Fernández. SCENEGGIATURA: Emilio Fernández, Iñigo De Martino. FOTOGRAFIA: Gabriel Figueroa. MONTAGGIO: Glora Schoemann. MUSICA: Eduardo Herndández Moncada. CAST: Maria Feliz, Pedro Armendáriz, Ferndando Fernández, Eduardo Arozamena. GENERE: Drammatico. DURATA: 99′

About Federica Marcucci

E' nata ad Assisi nel 1990. Si laurea nel 2013 in Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Perugia con una tesi sull'enigmatico romanzo "Parigi" di Lorenzo Viani. Nel 2016 consegue la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una tesi in Cinema e Studi Culturali sul rapporto tra Woody Allen e la musica. Attualmente è redattrice di cinema per GingerGeneration.it e collabora con Spotzer in veste di copywriter freelance.

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