Futura

Andrea Zacchi parte dall'analisi della musica di "Futura" per offrirci la sua recensione del film di Lamberto Sanfelice.

Voto al film:

All That Jazz non basta

“Il film vuole essere un inno alla musica e a tutti i musicisti. Una pellicola fatta e pensata con loro e in cui tutti i personaggi hanno una loro musica, dal jazz al rock, passando dalla lirica e il pop.” Così il regista Lamberto Sanfelice ha descritto il suo film Futura, storia di un trombettista alla ricerca di se stesso che, mentre cerca di rinsaldare il rapporto con la figlia e di sfruttare l’occasione offerta da un nuovo concerto, si guadagna da vivere portando in giro per Milano con il taxi una spacciatrice.

La protagonista del film è sicuramente la musica, con una colonna sonora bulimica che spazia dai molti brani jazz, scritti da due nomi di rilievo del jazz contemporaneo come Stefano Di Battista (che recita anche nella parte di se stesso) ed Enrico Rava, alla techno da discoteca, da Maria Callas al pop di Dopotutto di Federica Carta, da Madama Butterfly di Puccini in versione Trip hop alla ovattata musica elettronica di Lorenzo Cosi e Giovanni Damiani (SONORAM). L’intenzione, dichiarata dal regista, di raccontare i personaggi, con le loro emozioni e stati d’animo, attraverso la musica finisce però per creare qualcosa di artefatto e caotico, in cui le immagini scadono al livello di semplice colonna visiva della musica, a tratti dando la sensazione di un lungo susseguirsi di videoclip. L’autenticità della vita di un musicista (che ad esempio bene ha raccontato Damien Chazelle con The Eddy) si perde in troppi elementi accatastati (tutta la trama criminale risulta pleonastica, così come il rapporto appena accennato con la moglie Matilde Gioli), quasi che si abbia avuto timore nel fare un film solo su vita e musica, volendo inserire a forza personaggi (la trans spacciatrice Daniele Vega) ed elementi di trama per dare consistenza drammaturgica.

Manca inoltre un protagonista all’altezza: l’attore Niels Schneider, visto in alcune opere di Xavier Dolan, oltre ad non essere aiutato dal doversi esprimere in una lingua non sua, difetta del carisma necessario per dare spessore a un personaggio che poteva rimandare a un Travis Bickle/De Niro di Taxi Driver in cui la rassegnazione prende il posto della rabbia, risultando a tratti troppo rigido e forzato.

Futura è poi indubbiamente un film raffinato, con una ricercata costruzione delle inquadrature ed un’affascinante fotografia (soprattutto nelle scene notturne) curata dal bravissimo Luca Bigazzi ma rimane freddo, distante, in cui l’estetica rimane fine a se stessa, come una coltre sopra ad un vuoto.

Alla fine quello che resta sono delle bellissime esecuzioni jazz, con brani come Moderno, Scarabocchio e Sabato di  Stefano Di Battista e Stars di Enrico Rava, che sanno unire virtuosismo e calore, tecnica e coinvolgimento, stile ed espressività. Pressappoco tutto quello che non riesce al film.

SCHEDA TECNICA

Futura (Italia, Francia; 2021) – REGIA: Lamberto Sanfelice. SCENEGGIATURA: Lamberto Sanfelice, Fabio Natale. FOTOGRAFIA: Luca Bigazzi. MONTAGGIO: Riccardo Cannella, Cristiano Travaglioli. MUSICA: Stefano Di Battista, Enrico Rava, Lorenzo Cosi, Giovanni Damiani. CAST: Niels Schneider, Matilde Gioli, Aurora Onofri, Daniela Vega. GENERE: Drammatico. DURATA: 97′.

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