Voto al film:

 

Love will tear us apart again

 

L’amore ci farà a pezzi di nuovo (Love Will Tear Us Apart) canta Eric sul palco di un locale ed il grandissimo pezzo dei Joy Division che parla della fine di un amore diventa la scintilla per farne nascere uno nuovo, con le struggenti parole di due amanti che si allontanano che risuonano mentre Jo si avvicina a quel ragazzo con la chitarra che non si era mai esibito prima, che non aveva mai amato prima. Anche grazie ad un’intensa e coinvolgente versione del brano (chitarra e voce di Lewis Rainer, l’attore che interpreta Eric), questo è uno dei momenti migliori del film La ragazza della canzone, progetto nato da alcuni studenti spagnoli di una scuola di cinema che racconta in chiave moderna la storia mitologica di Orfeo ed Euridice: straordinario suonatore di lira capace di incantare chiunque l’ascolti, Orfeo va a riprendersi l’amata nel regno dei morti ma, tornando indietro, la perde per sempre per non essere riuscito a non guardarla prima di aver raggiunto la luce. Qui Eric, giovane aspirante musicista di grande talento, viaggia da Londra ad un festival hippy nel deserto del Nevada (Burning Man) per riconquistare l’amore perduto della spumeggiante e complicata Jo.

 

La vita grigia e noiosa di un uomo che viene sconvolta dall’incontro con una ragazza vivace ed esuberante, della quale si innamora perdutamente, è quasi un vero e proprio genere cinematografico di cui fanno parte film come Susanna! (Howard Hawks, 1938, probabilmente il migliore) e, solo per citarne alcuni, Ma papà ti manda sola? (Peter Bogdanovich, 1972), Qualcosa di travolgente (Jonathan Demme, 1986) e La ragazza della porta accanto (Luke Greenfield, 2004). La ragazza della canzone rientra pienamente in questo filone cinematografico e, al di là della interessante rivisitazione di un mito greco (il parallelismo con le vicissitudini di Orfeo ed Euridice caratterizza tutto il film), risulta un film gradevole anche se non abbastanza brillante per convincere pienamente come commedia e non abbastanza profondo per lasciare il segno come romanzo di formazione. Non mancano però alcune sequenza di grande fascino: oltre alla sopracitata esibizione live, notevoli sono alcune scene girate a Burning Man, in cui psichedelia, circo e ambientazioni da Mad Max si incontrano, con sfumature che rimandano al Leos Carax de Gli amanti del Pont-Neuf.

 

Notevole è sicuramente il lavoro fatto sulla colonna sonora da Daniel Gadd: la musica accompagna e sottolinea l’evolversi della vicenda e degli stati d’animo del protagonista, fin dalla sua entrata in scena tra arpeggi di chitarra acustica che, in contrapposizione alla dance che ascoltano fuori dalla stanza i compagni di college, ne evidenziano la diversità e l’isolamento. Se la chitarra acustica caratterizza tutta la prima parte del film, con composizioni che ricordano a tratti Simon & Garfunkel ne Il laureato, all’arrivo di Eric al festival la musica cambia radicalmente: il suono caldo e pieno della chitarra lascia spazio a sonorità elettroniche stordenti, riflesso dello straniamento di Eric catapultato in una realtà di libertà e droghe. E poi ancora ritornano suoni delicati e soavi con una versione di Hallelujah di Leonard Cohen (eseguita sempre da Rainer), con cui Eric/Orfeo riesce ad incantare tutti, e con un brano al pianoforte sulle immagini di Jo che volteggia acrobaticamente (probabilmente una citazione da Il cielo sopra Berlino) per poi cadere di nuovo nelle braccia di Eric.

 

In definitiva dalle metafore della mitologia greca fino ad oggi l’amore rimane quello che Cohen chiamava l’accordo segreto, che riusciamo ad ascoltare fino a quando “qualcosa di così buono semplicemente non può più funzionare, e allora l’amore ci farà a pezzi di nuovo”.

 

SCHEDA TECNICA
La ragazza della canzone (The Girl From the Song, Spagna, 2017) – REGIA: Ibai Abad. SCENEGGIATURA: Natalia Durán, Elisabet Mainez. FOTOGRAFIA: Oriol Barcelona. MONTAGGIO: Gerard Vila Nebot. MUSICA: Daniel Gadd. CAST: Lewis Rainer, Joséphine Berry, Charlotte Atkinson. GENERE: Melodramma. DURATA: 102′. Disponibile su Netflix dal 28 novembre 2017

 

About Andrea Zacchi

Nato a Bologna nel 1971, si laurea in Scienze Politiche indirizzo internazionale presso l'Università di Bologna. E' un grande appassionato di cinema e di musica rock. Ha suonato per diversi anni il basso e la chitarra in un gruppo ed ha frequentato diversi corsi di cinema e di critica cinematografica. Ha un blog di recensioni di film e serie tv.

© 2016 Leitmovie - Associazione culturale | CF:91379950370 | info@leitmovie.it | Cookie Policy
Top

Web design a cura di Beltenis.it