Qualche altra riflessione di Lapo Gresleri su Miles Ahead di Don Cheadle da poco disponibile anche in Italia su iTunes

Proponiamo la recensione apparsa anche su Cineforumweb

Voto al film:

L’altra faccia dell’eroe

Quella di Don Cheadle si presenta come una delle opere prime più interessanti del cinema americano contemporaneo degli ultimi anni. Con il suo Miles Ahead – di cui è regista, attore, co-sceneggiatore e co-produttore – non solo la celebrità hollywoodiana firma un riuscito ritratto di uno dei maggiori artisti del XX secolo, ma viene coraggiosamente a infrangere i canoni del genere di appartenenza, in una loro originale rielaborazione che arricchisce di nuove ipotesi narratologiche un filone tendenzialmente stagnante come quello biografico.

Distaccandosi dal pedissequo racconto lineare della vita della star, Cheadle incentra il film su un periodo specifico della carriera del protagonista, i cinque anni di assenza dalle scene a metà degli anni Settanta durante i quali il Miles Davis, affetto da malanni e dal riacuirsi della dipendenza da alcol e droghe, è vittima di una grave depressione che si ripercuote soprattutto sulla sua professione. miles ahead 5Discografici, manager concorrenti e giornalisti in cerca di scoop bramano il nastro su cui il trombettista sta lavorando, frutto di una vena creativa ancora non del tutto esaurita pur se notevolmente affaticata. Oggetto di culto antemortem trafugato dalla casa-mausoleo in cui l’artista si è recluso, la mitica sessione di registrazione tuttora inedita che avrebbe segnato di lì a poco il ritorno del musicista, funge qui da MacGuffin, espediente narrativo atto a dare continuità alla trama piuttosto che esserne il centro. Ciò che invece preme al regista è allontanarsi dalla facile mitizzazione del protagonista, intraprendendo un percorso più difficile che ha come obiettivo una riflessione maggiormente critica e distaccata sul suo soggetto. Il Miles di Cheadle, la cui caratterizzazione parte da episodi biografici reali per arrivare alla fiction, è ben lontano dall’immaginario cinematografico del jazzman. Sboccato, violento, paranoico, Davis è qui poco più che un gangster da grilletto e pugno facile, ossessionato dal bisogno di stupefacenti emiles-ahead-don-cheadle dai fantasmi di una vita che rivive a sprazzi nel lungo flashback che costituisce la struttura narrativa del film: un personaggio alla Richard Widmark, tutt’altro che eroico, attanagliato dai suoi errori e in costante fuga da se stesso.

Ma come dimostra l’ultima inquadratura, nella quale Cheadle interpreta il musicista in un’esibizione dal vivo al fianco di Herbie Hancock, Wayne Shorter e Gary Clark Jr. quasi a volerne riabilitare in chiusura la figura, Miles Ahead non vuole condannare l’uomo bensì offrire un ritratto a tutto tondo della sua personalità, ben più complessa e articolata di un’immagine da copertina.

SCHEDA TECNICA
Miles Ahead (Id., USA, 2015) – REGIA: Don Cheadle. SCENEGGIATURA: Don Cheadle, Steven Baigelman. FOTOGRAFIA: Roberto Schaefer. MONTAGGIO: John Axelrad, Kayla Emter. MUSICHE: Robert Glasper. CAST: Don Cheadle, Emayatzy Corinealdi, Ewan McGregor, Michael Stuhlbarg. GENERE: Biografico. DURATA: 100′. Disponibile su iTunes

 

About Lapo Gresleri

Critico e storico cinematografico nato a Bologna nel 1985. Si laurea nel 2008 in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo con una Tesi in Caratteri del Cinema Nordamericano sul noir classico e nel 2010 consegue la Laurea Specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una Tesi in Cinema e Studi Culturali sull’opera di Spike Lee. Collaboratore esterno presso la Cineteca di Bologna dal 2009, è autore di saggi, articoli e recensioni a carattere cinematografico pubblicati su volumi e riviste tra cui Inchiesta, Archphoto 2.0, Cinergie, Mediacritica, Parole Rubate, Fermenti, Studi Pasoliniani, Cineforum Web, Cinefilia Ritrovata e Le Magazine Littéraire. Nel 2018 pubblica la monografia "Spike Lee. Orgoglio e pregiudizio nella società americana" (Bietti).

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