Voto al film:

Mondi allo specchio

Una sera, Heather e Neil si incontrano ad una festa organizzata da un’amica in comune. L’attrazione è immediata e reciproca; la compatibilità dei caratteri contribuisce a rinsaldare il rapporto di giorno in giorno. Fino all’incontro con un ambiguo individuo, Machlis, che di mestiere fa il medium e rivela ai due giovani di possedere un dono alquanto particolare.

L’essenziale è invisibile agli occhi, sosteneva Antoine de Saint-Exupéry. È la premessa sulla quale la storia di Parallel si sviluppa in tutta la sua drammaticità. La realtà nella quale si vive non è l’unico dei mondi possibili, ogni individuo ha una sua versione “parallela” che conduce un’esistenza a latere, simile ma sostanzialmente differente nelle motivazioni che spingono queste identità altre a comportarsi e ad interagire con chi sta loro intorno. Il misterioso Machlis ha la capacità di costruire un ponte tra la realtà che si percepisce e queste dimensioni nascoste, favorendo la visualizzazione delle vite nell’universo alternativo.

Prevedibile nella degradazione progressiva che questa condizione di disvelamento ha sulla relazione di Heather e Neil, l’opera di matrice indie di Ieva Makselyte è una rivisitazione stimolante della tematica del “what if”, spinta fino al punto di non ritorno. La scelta del bianco e nero per la rappresentazione della dimensione parallela crea un forte contrasto, a livello visivo, tra la violenza delle emozioni e l’assenza di colore. L’uso della musica, in particolare, è funzionale alla sottolineatura drammatica di un mondo in cui il rilascio degli istinti e delle ossessioni fa da contrappunto ad una realtà colorata ma priva di una sua colonna sonora identificativa. In questo senso, l’assenza quasi totale di musica nell’universo primo della storia acuisce la sensazione di alienamento che si insinua, in maniera sempre più dirompente, nella quotidianità di esistenze considerate normali. Lungo la spirale di declino, il film erode volontariamente il confine tra verità e percezione: le visioni della mente si tramutano in azioni concrete, con conseguenze irrimediabili.

Prodotto da Alexander Cooper, interpretato da David Magowan e Macbeth Faye Sewell nei ruoli, rispettivamente, di Neil e Heather, Parallel è un film che sfrutta il paranormale come strumento di indagine sulle dinamiche della psiche umana, creando un mix sottile tra “lecito” e “proibito” che scardina la rigidità di categorizzazioni comuni ed acquisite. Un’opera semplice ma potente nelle intenzioni, con la capacita’ di trasmettere quel senso di disagio che, inevitabilmente, attanaglia nel confronto diretto con la verità del mondo interiore di ognuno.

SCHEDA TECNICA
Parallel (Inghilterra, 2016) – REGIA: Ieva Makselyte. SCENEGGIATURA: David Magowan. FOTOGRAFIA: Valerio Filardo. MONTAGGIO: James Gover, Chris Yardley. MUSICA: Jorgalad. CAST: David Magowan, Macbeth Faye Sewell, Daniel Westwood, Alexander Cooper, Melissa Veszi, Francesca Sgrò, John Brian Carter. GENERE: Thriller. DURATA: 79′

About Carmen Spanò

Nasce a Reggio Calabria nel 1978. Subito dopo il liceo inizia a percorrere in su la penisola. Dopo un breve periodo trascorso nella città di Pisa, si trasferisce nella capitale lombarda; qui frequenta l’Università Cattolica di Milano nell’ultimo periodo dell’ “era Casetti”. Si laurea con una tesi sulla serialità televisiva americana, quella che da Twin Peaks in poi strizza l’occhio alla sorella maggiore, l’arte da grande schermo per antonomasia. Attualmente sta svolgendo un Dottorato di ricerca presso l’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, sul consumo internazionale di programmi televisivi. Ha lavorato per il magazine italiano "FilmTv", e attualmente scrive recensioni di film e serie televisive per il sito Italiano Mediacritica, oltre che pubblicare articoli accademici su riviste scientifiche.

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