Voto al film:

Chicago Blues

Scrivere su questa rivista di un film dove musica o sonoro non svolgano una funzione significativa, può apparire fuori traccia, fuori tema. A volte però il giudizio artistico può e deve contribuire anche a cause esterne al proprio campo d’azione, perché la critica è prima di tutto gesto intellettuale, dunque pensiero e presa di posizione. E Shadowgram è uno di questi casi.

Perché non dare voce a un film come quello di Augusto Contento, equivale a perpetrare l’atteggiamento di noncuranza, disinteresse e disinformazione denunciata dal regista. Sarebbe come ignorare il grido lanciato dalla periferia di una delle principali città americane, tra le più sviluppate di un Paese simbolo in tutto il mondo di libertà, riscatto e autoaffermazione. Ma guardando al documentario è palese la contraddizione insita nella mentalità statunitense, capace di professare e credere nel sogno collettivo di una terra promessa e contemporaneamente privarne determinate categorie razziali e sociali.

Girato nel South Side di Chicago – già scenario del recente Chi-raq di Spike Lee – il film raccoglie le testimonianze di vita quotidiana di alcuni abitanti di quella che venne rinominata la “Black Belt”, la grande area in cui, nella prima metà del secolo, gli afroamericani vennero ammassati e costretti a vivere da contratti-truffa immobiliari. Resisi in breve veri e propri ghetti, i due quartieri sono oggi il segno più evidente di anni di politica partigiana, mirante a mantenere inalterato un potere che consenta a una parte di esercitare indisturbata il proprio dominio sulle altre minoranze, così private deliberatamente di diritti basilari indispensabili a rendere un uomo effettivamente libero. Coprendo un arco temporale di quasi sessant’anni, i racconti di anziani, insegnanti, artisti e professionisti raccontano l’altra America, quella nera vittima da secoli di soprusi più o meno legalizzati che trova nel film di Contento una via per far sentire il proprio coro amareggiato, ma non rassegnato, che chiede all’unisono dignità.

Bandito negli Stati Uniti dall’Amministrazione Trump e circolato solo in alcuni festival internazionali – tra cui il milanese Visioni dal Mondo, dove ha vinto il Premio per il Miglior Film – Shadowgram si fa strumento utile e importante per comprendere una realtà spesso poco conosciuta, ma ora urgente anche in Europa. L’ideale canto del cigno di un tempo che non dovrebbe essere più.

SCHEDA TECNICA
Shadowgram (Id., Francia-USA, 2017) – REGIA: Augusto Contento. SCENEGGIATURA: Augusto Contento. FOTOGRAFIA: Augusto Contento. MONTAGGIO: Augusto Contento. MUSICA: Autori vari. GENERE: Documentario. DURATA: 94’

About Lapo Gresleri

Critico e storico cinematografico iscritto al Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI). Nato a Bologna nel 1985, si laurea nel 2008 in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo con una Tesi in Caratteri del Cinema Nordamericano sul noir classico. Nel 2010 consegue la Laurea Specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una Tesi in Cinema e Studi Culturali sull’opera di Spike Lee. Collaboratore esterno presso la Cineteca di Bologna dal 2009, è autore di saggi, articoli e recensioni a carattere cinematografico pubblicati su volumi e riviste tra cui Inchiesta, Archphoto 2.0, Cinergie, Mediacritica, Parole Rubate, Fermenti, Studi Pasoliniani, Cineforum Web, Cinefilia Ritrovata e Le Magazine Littéraire.

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