Voto al film:

They are hot!

Se alla regia di un film che riprende i concerti dei Rolling Stones al Beacon Theatre di New York il 29 ottobre e il 1 novembre 2006 c’è Martin Scorsese, non possiamo certo aspettarci che il risultato ne sia un mero resoconto. E Shine A Light non delude le aspettative né dei cinefili né degli amanti dello storico gruppo britannico.

Londra, Chicago, Detroit, Vancouver: prima delle date newyorkesi di A Bigger Bang World Tour, Shine A Light ci mostra i preparativi del film stesso, costituendosi da subito come un meta-film, un’opera auto-riflessiva che indaga i rapporti fra le arti (cinema e musica) attraverso il dialogo tra Scorsese e i Rolling Stones. Le conversazioni telefoniche tra il regista e il leader del gruppo creano un’atmosfera di attesa e di eccitazione pre-concerto in cui le esigenze tecniche della troupe cinematografica (spazio per i movimenti di macchina degli operatori, possibilità di effettuare riprese con le gru senza arrecare fastidio o pericolo al pubblico) si devono sposare a quelle musicali della band. Scorsese sa creare un’ansia crescente prendendo a pretesto il ritardo con cui la scaletta del concerto viene definita e consegnata alla troupe, perché senza di essa è impossibile stabilire i dettagli delle riprese. Il mistero si scioglie proprio a ridosso dell’inizio e un operatore può inquadrare Keith Richards mentre apre il concerto con il riff alla chitarra di Jumping Jack Flash.

Sin da questa introduzione si capisce come Scorsese metta la propria personalità registica, pur mantenendola sempre presente (e in campo), al servizio della band e della costruzione dei personaggi che la compongono. Del resto, Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts non sono soltanto ottimi musicisti ma veri e propri personaggi, che la maestria di Scorsese delinea inquadrando alcuni dettagli particolari: Keith che sputa la sigaretta in Champagne And Reefer, Mick che si sposta la frangia durante Far Away Eyes, Watts che sbuffa per la fatica alla fine di All Down The Line.

Ma è soprattutto attraverso gli spezzoni di backstage e gli stralci di interviste registrate tra gli anni ’60 e gli anni ’90 messi in dialogo con il presente che Scorsese cesella i personaggi del suo film e trasforma Shine A Light in un’opera d’arte.

Shine A Light non è soltanto un film-concerto che alterna grandi successi come (I Can’t Get No) Satisfaction a duetti emozionanti (Loving Cup con Jack White, Champagne And Reefer con Buddy Guy e Live With Me con Christina Aguilera), e nemmeno un “semplice” film in stile videoclip che coglie l’importanza di “filmare la cosa giusta al momento giusto” catturando i momenti di divertimento o di puro piacere dei musicisti e ricreando con un efficace montaggio visivo il dialogo tra la voce di Mick Jagger e gli strumenti.

Shine A Light è un omaggio sentito e appassionato ad una band che, dopo aver fatto la storia del rock per cinquant’anni, ha ancora energia da vendere. Ma soprattutto è una luminosa riflessione sul tempo che passa e sull’imprevedibilità della vita e del successo.

SCHEDA TECNICA
Shine A Light (Id.; USA, UK; 2008) – REGIA: Martin Scorsese. FOTOGRAFIA: Robert Richardson. MONTAGGIO: David Tedeschi. MUSICHE: The Rolling Stones. CAST: Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood, Charlie Watts, Martin Scorsese, Jack White, Buddy Guy, Christina Aguilera. GENERE: Film-concerto. DURATA: 122′.

 

About Alessandro Guatti

Laureato in Storia e critica del cinema presso il DAMS di Bologna e specializzatosi in Cinema, Televisione e Produzione multimediale con una Tesi di Studi Culturali sull’identità e la memoria nel cinema israeliano contemporaneo (110 con lode), delinea la sua attività professionale come critico cinematografico per Melegnano webtv, Cinemacritico, Farefilm, Interference e come videomaker orientato verso produzioni legate all'ambito musicale e teatrale, con documentari e videoclip.

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