Voto al film:

Stevie Wonder. Isn’t he Lovely?

Genio indiscusso e grande innovatore, Stevie Wonder (al secolo Stevland Hardaway Morris) è riuscito nell’arduo compito di unire tutto il mondo sotto il segno della sua musica. Le sue canzoni, come del resto la sua vita, sono un inno alla positività e alla gioia di essere sé stessi: comunicano coraggio, speranza, ed esortano ad affrontare gli ostacoli e le difficoltà senza rabbia o rancore dando per primo l’esempio. Instancabile curioso, è icona transgenerazionale, punto di riferimento per i musicisti di tutto il mondo e fonte di ispirazione per chiunque ascolti la sua musica.

Stevie Wonder – Soul Genius, film di Simon Witter e Hannes Rossacher si propone come un viaggio nella vita del musicista, esaltandone la geniale creatività, la sua innata capacità di essere sia portavoce di valori che innovatore capace di cambiare in modo irreversibile la storia della musica pop, ma anche la grande umanità, la positività, l’impegno sociale e politico per la libertà in tutte le sue forme come condizione fondamentale per tutti.

Viene quindi naturale domandarsi chi sia davvero Stevie Wonder.

Prima di ogni altra cosa, è la voce del Soul, termine scelto dagli afroamericani per affermare la voce più pura e meno commerciale della loro identità musicale. Coniugando melodie gospel con trascinanti ritmi funk e R&B, il Soul si fa portavoce della presa di coscienza e della consapevolezza culturale degli afroamericani, che proprio in quegli anni lottano per affermare i propri diritti sul piano politico, sociale e culturale, basti pensare ai discorsi di Martin Luther King e alle rivendicazioni a favore dell’uguaglianza etnica.

Il lato black della pop music trova dunque nel Soul – e in Wonder in particolare – la sua espressione più naturale in anni di grande fervore culturale, quali gli anni Sessanta e Settanta. A lui infatti si deve l’unione definitiva tra la musica elettronica e la musica pop: il suo amore per il Moog e in generale per i synth permette di avere e rivendicare la sua libertà creativa come mai prima d’ora.

Ricco di toccanti interventi delle persone che hanno condiviso con lui gli anni più importanti della sua produzione artistica, Soul Genius raccoglie aneddoti, interviste e ricordi personali, tra cui la tenerezza del primo incontro tra il piccolo Stevie, di otto anni, e Martha Reeves (leader delle Vandellas) negli studi della Motown. Attraverso invece le testimonianze di Macy Gray, Barney Hoskyns, David Nathan o Stevie Lodder, possiamo renderci effettivamente conto dell’instancabile creatività di Wonder e dell’influenza tecnico-stilistica sulle generazioni a venire, in campo artistico, politico e culturale.

Stevie Wonder – Soul Genius si dimostra allora fondamentale per capire la centralità della figura di Wonder quale icona che ha letteralmente cambiato il corso della popular music. Come afferma Martha Reeves: “tutto ciò che Stevie Wonder suona o scrive mi tocca il cuore, perché so da dove viene”. …Isn’t he lovely?

SCHEDA TECNICAStevie Wonder – Soul Genius (Id., USA, 2013) – REGIA: Simon Witter, Hannes Rossacher. MONTAGGIO: Marek Weinhold. MUSICHE: Stevie Wonder. CAST: Stevie Wonder, Martha Reeves, Macy Gray, Barney Hoskyns. DURATA: 51′. Disponibile su Raiplay da gennaio 2018

 

About Lucia Bianco

Nata a Torino nel 1987, si laurea nel marzo 2018 presso il Conservatorio di Cuneo in Pianoforte Jazz, con una tesi incentrata sul rapporto tra musica e immagini che analizza in modo particolare il ruolo della musica Jazz nei film Noir del periodo del cinema classico. Interessata all'analisi della funzione della musica nei Nuovi Media e all'Antropologia della Musica – ambiti di studio che approfondirà nella Laurea Magistrale - è insegnante di Pianoforte Moderno e Propedeutico presso l'associazione “Sportkids-Musicland” di Ciriè.

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