Ancora pochi giorni per vedere The Beatles: Eight Days a Week di Ron Howard. Federica Salini ne ha scritto per noi

Voto al film:

The Beatles are back in town!

beatles-300x160Quattro anni condensati in circa 100 minuti per far rivivere a chi c’è stato e per far scoprire a chi non c’era il fenomeno senza eguali dei Fab Four. Il regista premio Oscar Ron Howard ripercorre le tappe salienti dell’ascesa degli “scarafaggi” più celebri del mondo, destinati a lasciare un segno indelebile nella cultura, nei gusti e nelle mode degli anni sessanta e, inevitabilmente, di quelli che sarebbero seguiti.

L’occhio della cinepresa si apre sul Cavern Club di Liverpool nel 1962 e da lì, lungo prove in studio, tour e dietro le quinte, ci si muove vertiginosamente verso il grande concerto del Candlestick Park Stadium di San Francisco nel 1966. Dagli albori al boom, per intenderci: dal disincanto al successo planetario.

La minaccia di cadere nel didascalico sicuramente è in agguato; il regista di Rush riesce magistralmente a scongiurare questo pericolo strumentalizzando a proprio favore la ricostruzione cronologica degli eventi. L’arco temporale tra il 1962 e il 1966 è il fil rouge che guida l’evolversi del documentario, le cui maglie si aprono a interviste originali ai due survivors (Ringo e Paul) che dialogano con quelle d’epoca di George e John e con interventi di volti noti del calibro di Whoopy Goldberg e Sigourney Weaver, creando un tutto armonioso che colloca The Beatles: Eight Days a Week ben lungi da una mera e semplicistica ricostruzione cronologica degli eventi.

Del resto, tanto è stato detto e tanto è stato visto sui Beatles, per cui la sfida è palesemente quella di aggiungere qualcosa di ancora inesplorato. Ron Howard non solo la coglie ma la vince alla grande: ecco filmati inediti frutto di un maniacale lavoro di archivio (che inizia addirittura nel 2002) alternarsi a video amatoriali di scatenati fan di ogni parte del mondo. Proprio con quella massa, fedele e euforica, si articola una dialettica nella quale tutte le parti in causa non possono che uscirne condizionate nel profondo. Così,beatles-8days-grab-770 sullo sfondo di circa 150 estratti di brani, assistiamo al compiersi di una parabola: dal profilarsi del mito, con l’inevitabile onda d’urto che esso solleva, all’incrinarsi dello stesso, lasciando spazio all’emergere delle singole personalità che volgono ormai verso strade autonome e diverse. Sui tetti di Londra e sulle note di Don’t Let Me Down e I’ve Got a Feeling i magnifici quattro si accomiatano dalla scena, ormai sulle luci del viale del tramonto.

Ron Howard ci riserva infine un ultimo regalo: trenta minuti restaurati ad hoc del celebre concerto del 15 agosto 1965 allo Shea Stadium di San Francisco. Quasi come, nel lasciarci, volesse sussurrarci ancora una volta: let it be.

SCHEDA TECNICA
The Beatles: Eight Days a Week – The Touring Years (Id., USA, 2016) – Regia: Ron Howard. Sceneggiatura: Mark Monroe, P.G. Morgan. Fotografia: Michael Wood. Montaggio: Paul Crowder. Musiche: Ric Markmann, Dan Pinnella, Chris Wagner. Cast: Paul McCartney, Ringo Starr, John Lennon, George Harrison. Genere: Documentario. Durata: 137’.

About Federica Salini

Nasce a Messina nel 1988. Nel 2011 consegue la laurea il Lettere Moderne alla Federico II di Napoli. Svolge attività di ufficio stampa e assistenza alla direzione artistica per le edizioni del 2012 e del 2013 del SalinaDocFest, festival del documentario narrativo. Nel 2014 ultima un tirocinio formativo presso l’Archivio Pier Paolo Pasolini della Fondazione Cineteca di Bologna, e nello stesso anno si laurea con lode in Storia e Critica delle Arti e dello Spettacolo presso l’Università di Parma, discutendo una tesi su Cesare deve morire dei fratelli Taviani. Collabora con la rivista culturale indipendente Il Collirio, curando la sezione dedicata al cinema.

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