Voto al film:

Follow the Yellow Brick Road… once more!

Nel 1939 Victor Fleming e Judy Garland ci avevano condotti “to see the Wizard / the wonderful Wizard of Oz” e il mondo di Oz era entrato nell’immaginario collettivo di più di una generazione di spettatori. Nel 1978 Sidney Lumet dirige un altro adattamento del romanzo di L. Frank Baum The Wonderful Wizard of Oz, facendo vestire a Diana Ross i panni della protagonista Dorothy.

Se vi sembra strano immaginare la star di Love Hangover, Endless Love e Upside Down  “versione treccine” ne avete ben donde, ma bisogna tener presente che The Wiz non è un remake del film di Fleming: l’opera di Lumet, scritta da Joel Schumacher, è una rielaborazione in chiave blaxploitation del noto libro per ragazzi, ispirata anche all’omonimo musical di Geoffrey Holder del 1975. Il cast è infatti all-black e nel ruolo dello spaventapasseri troviamo Michael Jackson al suo debutto cinematografico. Sebbene il film abbia ottenuto ben quattro nomination all’Oscar (miglior colonna sonora, miglior scenografia, miglior fotografia e migliori costumi), l’accoglienza critica non fu molto favorevole; tuttavia la performance del cantante fu valutata in modo positivo. Effettivamente è notevole il suo controllo del corpo nella mimica, nella postura e nei movimenti, soprattutto durante la prima parte del film. La partecipazione a The Wiz fu un passo decisivo per la carriera del Re del Pop: la colonna sonora, scritta prevalentemente da Charlie Smalls, fu curata dal produttore discografico Quincy Jones, il quale si lasciò convincere da Jackson, conosciuto sul set, a produrgli Off the Wall, il suo primo, mitico album da solista.

All’epoca comunque la star del film era Diana Ross che, nonostante a detta di molti fosse troppo adulta per interpretare la protagonista, insistette per avere il ruolo perché la colonna sonora, comprendente ballate intime e pezzi ritmati, dà grande risalto al personaggio di Dorothy, pur nell’alternanza di pezzi solistici e corali. Se oggi il brano che forse si ricorda maggiormente è Ease on Down the Road (che ritorna più volte nel corso del film come una sorta di leitmotiv, omologo di Off to see the Wizard del classico di Fleming), non vanno dimenticate le canzoni che tratteggiano i caratteri dei vari personaggi, da You Can’t Win interpretata da Michael Jackson a I’m a Mean Ol’ Lion cantata da Ted Ross, passando per Slide Some Oil to Me interpretata dall’Uomo di latta Nipsey Russell nonché per la divertente ed energica Don’t Nobody Bring Me No Bad News cantata da Mabel King nelle vesti della strega malvagia dell’Ovest.

Ma naturalmente la parte della “leonessa” la fa Diana Ross, con canzoni quali Can I Go On?, Believe in Yourself e Home, che mettono in risalto la notevole versatilità della sua voce e puntellano musicalmente l’evolversi di Dorothy verso una sempre maggior fiducia in sé stessa, fino a quando, anche grazie alla strega del sud, Glinda, e al suo Believe in Yourself, giunge al compimento del suo cammino di crescita. Questo percorso è leggibile tanto come semplice coming-of-age di una ragazza che deve decidere il proprio futuro quanto come consapevolezza della propria unicità e del valore insito nella diversità, il tutto reso ancora più rilevante dal contesto afro-americano del film.

Mentre alla fine de Il mago di Oz assistevamo al risveglio di Dorothy e alla famosa constatazione che “There’s no place like home”, The Wiz termina con Dorothy che, dopo aver battuto tre volte i tacchi delle sue scarpette d’argento, si ritrova a New York e rientra in casa camminando nella neve. Il senso di questa conclusione, assai semplice e forse un po’ sottotono, è ricavabile dapprima dalla scelta registica di ambientare Oz in luoghi reali (la stazione della metropolitana newyorkese di Hoyt-Schermerhorn Street, lo Yankee Stadium, Manhattan) – quasi fosse a metà tra un mondo interiore e un universo parallelo – e poi nelle parole dell’ultima canzone cantata da Dorothy, in cui la ragazza afferma che “Living here / in this brand new world / might be a fantasy / but it taught me to love / so it’s real to me”: vivere qui, in questo mondo nuovo, potrebbe essere una fantasia ma mi ha insegnato ad amare quindi per me è reale.

SCHEDA TECNICA
The Wiz (USA, 1978) – REGIA: Sidney Lumet. SCENEGGIATURA: Joel Schumacher. FOTOGRAFIA: Oswald Morris. MONTAGGIO: Dede Allen. MUSICHE: Charlie Smalls, Quincy Jones, Nickolas Ashford, Valerie Simpson, Anthony Jackson, Luther Vandross. CAST: Diana Ross, Michael Jackson, Nipsey Russell, Ted Ross, Lena Horne, Richard Pryor. GENERE: Musical/Fantasy. DURATA: 133’.

About Alessandro Guatti

Laureato in Storia e critica del cinema presso il DAMS di Bologna e specializzatosi in Cinema, Televisione e Produzione multimediale con una Tesi di Studi Culturali sull’identità e la memoria nel cinema israeliano contemporaneo (110 con lode), delinea la sua attività professionale come critico cinematografico per Melegnano webtv, Cinemacritico, Farefilm, Interference e come videomaker orientato verso produzioni legate all'ambito musicale e teatrale, con documentari e videoclip.

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