Venezia78 – Becoming Led Zeppelin

Alessandro Guatti su Becoming Led Zeppelin, il documentario di Bernard MacMahon sulla storica rock band presentato a Venezia78


Voto al film:

Stairway to (Rock) Heaven

Con un approccio originale alla storia dei Led Zeppelin, Bernard MacMahon racconta i percorsi individuali dei musicisti che diverranno i componenti della band, ricostruendo l’origin story di uno dei più famosi gruppi rock del Novecento.

Le vite pre-Led Zeppelin sono narrate dagli stessi John Paul Jones, Robert Plant e Jimmy Page, spesso a commento delle varie registrazioni audio o video che il film condivide con noi: l’effetto ottenuto è una costante compresenza dei musicisti con gli spettatori, acuita dall’audio di interviste a John Bonham (deceduto nel 1980) integrate nel montaggio come se anche il quarto componente della band fosse ancora vivo. Attraverso materiali d’archivio e documenti inediti, il regista americano delinea una sorta di mappa mentale che permette di orientarsi nel tempo e nello spazio, ricostruendo un momento chiave della storia musicale: il passaggio, nell’Inghilterra degli anni Sessanta, dall’intrattenimento “sicuro e affidabile”, rappresentato dalla musica leggera portata dalla BBC nelle case delle famiglie inglesi, al pericoloso e destabilizzante rock&roll. Uno degli aspetti più interessanti del documentario è proprio l’evocazione di una complessa e vivissima scena musicale e dei suoi cambiamenti (a livello stilistico e di costume), che permette di capire fino in fondo le doti dei quattro protagonisti e di individuare quel “qualcosa in più” che li portò ad incontrarsi e a fondare il gruppo nel 1968. Distinguendosi dal classico documentario su una rock band, Becoming Led Zeppelin annuncia già dal titolo l’intenzione di elevare a oggetto d’indagine la serie di accadimenti che ha portato alla nascita del gruppo, concludendo la narrazione proprio quando questo raggiunge l’enorme successo dovuto alla pubblicazione del secondo album, Led Zeppelin II.

MacMahon si dimostra creativo nell’utilizzo di grafiche e sovrapposizioni di immagini al fine di trasmettere l’euforia e l’ansia della fine dei Sixties e soprattutto dei primi tour della band. Nonostante l’analisi storica, lo sguardo del documentario risulta sempre “al presente” e ciò conferisce al film una notevole capacità di catturare lo spettatore in una narrazione che approfondisce sia il lato umano dei musicisti (i racconti sull’infanzia, le difficoltà di studiare o di trovare lavoro, i rapporti con le famiglie) sia quegli aspetti tecnico-musicali che hanno lasciato il segno nei fan, come la chitarra suonata con l’archetto di violoncello da Jimmy Page, i suoi famosi riff, l’eco inverso presente in Shook Me e Whole Lotta Love, gli accorgimenti nel piazzamento dei microfoni durante le sessioni di registrazione, la collaborazione nella scrittura delle canzoni e così via. Tutto questo riesce a descrivere la reale identità dei Led Zeppelin, ovvero un insieme di doti musicali, affiatamento umano, ostinazione nel non piegarsi ai compromessi commerciali dell’industria discografica (“Facciamo album, non singoli”) ma soprattutto un’assoluta, totalizzante passione per la musica, di cui questo documentario offre imperdibili testimonianze con le varie esibizioni di cui è costellato che manderanno i fan in visibilio.

SCHEDA TECNICA
Becoming Led Zeppelin (GB-USA, 2021) – REGIA: Bernard MacMahon. SCENEGGIATURA: Bernard MacMahon, Allison McGourty. FOTOGRAFIA: Vern Moen. MONTAGGIO: Dan Gitlin. CAST: Jimmy Page, John Paul Jones, John Bonham, Robert Plant. GENERE: Documentario. DURATA: 137′.

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