In esclusiva su Leitmovie la serie tv Vinyl, ideata da Martin Scorsese e Mick Jagger secondo Federica Marcucci

Voto al film:

Ho messo il jukebox sul random perché la vita è così”

Chi meglio di Mick Jagger e Martin Scorsese poteva distillare gli eccessi degli anni ’70 e riportare alla luce l’essenza di un’epoca che ormai è un culto? Già, perché quel decennio pulsava di quella musica traboccante di sensazioni, la cui eco, così suadente, è ancora in grado di affascinare cerchie di giovani ascoltatori. Questa l’idea di base di Vinyl, serie tv nata dalla mente di Jagger, che la musica la fa, e da quella di Scorsese, che ha sempre portato avanti una sua poetica in ambito musicale, insieme a Rich Cohen e Terence Winter (gli stessi di Boardwalk Empire) che fanno incassare alla HBO un altro successo assicurato. Non a caso Vinyl è stata già rinnovata per una seconda stagione che andrà in onda il prossimo anno.

Titolo esemplificativo, Vinyl, ma allo stesso tempo intrigante: in questa epoca di digitale e di smaterializzazione il vinile ritorna in auge come feticcio nelle mani e nelle orecchie di coloro che nel 1973 – anno in cui è ambientata la vicenda – c’erano o forse avrebbero voluto esserci. Un anno non casuale il 1973: il crollo (realmente avvenuto) del palazzo dove si stava svolgendo il concerto dei New York Dolls, l’uscita di The Dark Side of The Moon e di Aladdin Sane (non a caso l’episodio Cyclone è dedicato alla memoria di David Bowie). Ma anche una fase questa in cui il rock inizia a prendere direzioni alternative, c’è il progressive, si gettano le basi del punk, ma nasce anche la discomusic. In questa New York colorata, meravigliosamente Rock it - Vinylfrastornata e – perché no – a tratti onirica, si intrecciano le vicende di una manciata di personaggi sotto l’insegna dell’American Century, una casa discografica sull’orlo della bancarotta. Il direttore, Richie Finestra (Bobby Cannavale), sull’onda di una ritrovata sanguigna voglia di vivere punta tutto sui The Nasty Bits (il cui frontman è interpretato dal figlio di Mick, James Jagger), band scoperta dall’arrivista quanto passionale Jamie (Juno Temple) e che ha in sé i germi della nascente sensibilità punk. I luoghi e le strade di New York bagnate di pioggia, somigliano ai fili di una ragnatela in cui si intersecano le vite di questi tipi umani sui quali svetta il meraviglioso Richie di Cannavale, allucinato quanto il Travis Bickle di De Niro e illuminato dalle stesse insegne al neon. Tra reminiscenze della factory di Wharol (di cui faceva parte Devon alias Olivia Wilde, moglie e musa di Richie) sulle note di Run Run Run dei Velvet Underground, un futuro che profuma di vittoria ma che in realtà porta con sé il presagio del fallimento, un passato fosco e onirico che emerge dalle visioni cocainomani di Richie, la serie tratteggia l’evoluzione della popular music nella seconda metà del secolo scorso. Basti Ecstasy - Vinylpensare che le allucinazioni del protagonista, che emergono da Cyclone in poi, si incarnano in un chitarrista fantasma e sembrano avere le proprie radici nel sound del rock ‘n’ roll degli anni ’50 e non solo. Nell’ultimo episodio, Rock and Roll Queen, la fantasia di Richie è connessa a The Boulevard of Broken Dreams canzone legata alla voce da crooner di Tony Bennett.

La bellezza di Vinyl sta nel presentare un universo musicale noto – e ormai legato a luoghi comuni –, come se in realtà fosse la prima volta. L’utilizzo della musica è sapientemente connesso non solo alla sceneggiatura ma soprattutto al montaggio, vero motore della vicenda. Basti pensare all’episodio The Racket in cui Money dei Pink Floyd, usata nella stessa sequenza sia in senso diegetico che extradiegetico, è il biglietto da visita per l’uscita di uno degli album più significativi della musica contemporanea. Nello stesso episodio è da sottolineare una sequenza musicale collegata a Devon, la quale immagina – o ricorda – Cry Baby con la voce e forse le fattezze annebbiate di Janis Joplin: la colonna sonora del suo ritrovato anticonformismo e della fine del suo idillio con Richie. Una vera sorpresa James Jagger che sembra aver ripreso da papà Mick “soltanto” l’aspetto e una bella carica di faccia tosta, tirando fuori un bel personaggio (inglese ovviamente) in cui ci piace vedere anche un po’ di Joe Strummer.

Vinyl raccoglie e rimescola verità, sogni, stereotipi di un’epoca in cui la musica era già prepotentemente dominata dal business, ma la cui forza era in uno stile unico. Chi ama la musica sa che la passione di quel 1973 si può recuperare soltanto mettendo un disco sul piatto, anche uno a caso… Per citare una battuta della serie: “Ho messo il jukebox sul random perché la vita è così”.

SCHEDA TECNICA
Vinyl (Id., USA, 2016) – IDEATORI: Martin Scorsese, Mick Jagger, Terence Winter, Rich Cohen. FOTOGRAFIA: Rodrigo Prieto, Reed Morano, David Franco. MONTAGGIO: David Tedeschi, Tim Streeto, Kate Sanford. MUSICHE: Sturgill Simpson (tema d’apertura). CAST: Bobby Cannavale, Paul Ben-Victor, P. J. Byrne, Max Casella, Ato Essandoh. Jason Gevedon, J. C. MacKenzie, Jack Quaid, Ray Romano, Birgitte Hjort Sørensen, Juno Temple, Olivia Wilde. GENERE: Drammatico. DURATA: 53′-60’ (113’ pilot). Trasmesso da SKY Atlantic dal 22 febbraio al 25 aprile 2016.

About Federica Marcucci

E' nata ad Assisi nel 1990. Si laurea nel 2013 in Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Perugia con una tesi sull'enigmatico romanzo "Parigi" di Lorenzo Viani. Nel 2016 consegue la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale con una tesi in Cinema e Studi Culturali sul rapporto tra Woody Allen e la musica. Attualmente è redattrice di cinema per GingerGeneration.it e collabora con Spotzer in veste di copywriter freelance.

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