Voto al film:

Il film è ambientato nell’Iran del 2009 e racconta la storia di un ragazzo e una ragazza, Ashkan e Negar, che cercano ad ogni costo di creare una band e lasciare la capitale Teheran per andarsene in uno stato dove non ci siano imposizioni e leggi che limitino la loro musica e il loro modo di vivere. Per fare ciò chiedono l’aiuto di Nader, che li aiuterà con passaporti e visti, oltre a orientarli nell’ambiente musicale e non della città.

Questo film è, a parer mio, un inno alla libertà, alla rivoluzione, alla protesta contro il regime iraniano e che, anche se sinceramente non sono riuscita ad apprezzarlo fino in fondo per via del finale tragico e delle riprese sfocate, sono riuscita a stimarlo abbastanza da consigliarlo ad altre persone.

C’è da dire, tuttavia, che il film è stato girato in soli 17 giorni, senza alcun permesso e questo mi ha sbalordito: so con certezza che ci vuole un’abbondanza di coraggio per fare un film illegalmente in un paese dove tutto è sotto stretta sorveglianza.

Il titolo non è messo a caso, in Iran è vietato portare fuori sia i cani che i gatti, allo stesso modo i ragazzi protagonisti del film sono costretti a nascondersi per suonare la loro musica, proibita dalle autorità. Questo aspetto è mostrato in una scena nel quale un poliziotto ferma i due ragazzi in macchina perché in compagnia di un cane che, a idea del poliziotto, è randagio (ragionamento senza senso) e quindi si trova costretto a prenderlo.

Maria Allegra Forte – 3A
Lapo Gresleri

Lapo Gresleri

Lapo Gresleri è critico e storico del cinema, operatore culturale e docente. Collaboratore esterno della Cineteca di Bologna dal 2009, è autore di numerosi saggi, articoli e recensioni, pubblicati in volumi e riviste, tra cui “Inchiesta”, “Archphoto 2.0”, “Cinergie”, “Parole Rubate”, “Studi Pasoliniani”, “Le Magazine Littéraire” e “K.”. Da anni si occupa prevalentemente di cinema afroamericano. Nel 2019 ha tenuto il primo corso in Italia sull’argomento presso l’Università Primo Levi di Bologna. Ha inoltre pubblicato la monografia Spike Lee. Orgoglio e pregiudizio nella società americana (Bietti, 2018) e il saggio Body and Souls. Il corpo nero, #BlackLivesMatter e il cinema afrosurrealista (Bietti, 2021). Nel 2020 tiene la prima masterclass in Italia sul cinema afroamericano contemporaneo all’interno del Rome Independent Film Festival per il quale dal 2021 è curatore ufficiale della sezione “Black Films Matter”.

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