Voto al film:

Il film è ambientato nella Stoccolma del 1982. Le protagoniste sono tre ragazze di 13 anni indipendenti e coraggiose, che decidono di mettere su un gruppo punk.

Ho trovato questo film, in tutta sincerità, noioso per il semplice motivo che, a parer mio, non aveva un un obiettivo su cui mirare, era tutto svolto senza un filo conduttore. Ogni film che conosco, hanno una meta, questo non lo aveva .

Le inquadrature davano l’idea quasi di un documentario, a tratti zoomava; dialoghi scorrevoli e credibili. Nell’insieme questo film, a differenza degli altri, non sono riuscita ad apprezzarlo fino in fondo: film oggettivamente carino ma che si dimentica.

Maria Allegra Forte – 3A

La musica punk è per tre ragazze di Stoccolma, ma un po’ per tutti i giovani del mondo, una sorta di valvola di sfogo per ribellarsi al conformismo che a volte degenera in canali ottusi e bigotti. La vera protagonista di questo film è proprio la musica punk, urlata e suonata anche sulle pentole e ascoltate nelle cuffie del walkman. Anche se nel film non c’è uno sviluppo compiuto della storia e dei personaggi, ad essi è difficile non affezionarsi in quanto sono spontanei e coraggiosi.

A mio avviso We Are the Best! è stato un ottimo film, dove attraverso la musica queste ragazze riescono ad esprimere i propri bisogni e i propri ideali, ed è proprio la loro semplicità che li rende uniche e autentiche.

La musica punk è la vera protagonista del film, ed è una sorta di sfogo per i ragazzi non solo Stoccolma, per evadere (in senso buono) dal conformismo di tutti i giorni. Inoltre, come tutti i generi musicali anche il punk è una forma di socializzazione e di aggregazione.

Il linguaggio delle immagini è strettamente correlato alle tecniche di composizione dell’inquadratura. Sono realistiche e apparentemente semplici, ma nascondono una grande profondità, rendendo le protagoniste uniche, spontanee e coraggiose.

Come tutti i film che abbiamo visto, anche in questo abbiamo i temi utili e costruttivi per noi adolescenti, resi ancora più fruibili dalla musica, in questo caso punk, dove essa è come un’amica o mentore per affrontare con coraggio gli aspetti più difficili della vita. Grazie a questo film mi sento più sicuro e anche sfrontato, rispettando ovviamente sempre il prossimo

Renato Tonelli – 2E
Lapo Gresleri

Lapo Gresleri

Lapo Gresleri è critico e storico del cinema, operatore culturale e docente. Collaboratore esterno della Cineteca di Bologna dal 2009, è autore di numerosi saggi, articoli e recensioni, pubblicati in volumi e riviste, tra cui “Inchiesta”, “Archphoto 2.0”, “Cinergie”, “Parole Rubate”, “Studi Pasoliniani”, “Le Magazine Littéraire” e “K.”. Da anni si occupa prevalentemente di cinema afroamericano. Nel 2019 ha tenuto il primo corso in Italia sull’argomento presso l’Università Primo Levi di Bologna. Ha inoltre pubblicato la monografia Spike Lee. Orgoglio e pregiudizio nella società americana (Bietti, 2018) e il saggio Body and Souls. Il corpo nero, #BlackLivesMatter e il cinema afrosurrealista (Bietti, 2021). Nel 2020 tiene la prima masterclass in Italia sul cinema afroamericano contemporaneo all’interno del Rome Independent Film Festival per il quale dal 2021 è curatore ufficiale della sezione “Black Films Matter”.

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