[:it]Gender Bender 2018 – Bixa Travesty[:en]Gneder B[:]

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Voto al film:

Sfrontata, anticonformista, provocatoria: sono solo tre degli aggettivi che potremmo usare per descrivere Linn da Quebrada, performer protagonista di Bixa Travesty che con le sue canzoni e i suoi spettacoli irrompe sulla scena brasiliana portando scompiglio, divertimento e anche della sana riflessione.

Linn è l’ultima delle identità che il protagonista del documentario di Kiko Goifman e Claudia Priscilla ha adottato per esibirsi, portando sui palchi di feste e locali testi e gesti che, se ad un primo sguardo possono apparire frivoli, nascondono in realtà un impegno concreto per cambiare lo stato delle cose sull’accettazione della diversità sessuale e sull’informazione a proposito delle questioni di gender.

Linn è una delle artiste più rilevanti della scena LGBT brasiliana proprio perché sperimenta sul concetto di identità, proponendosi al pubblico come “Tranny Fag” (letteralmente: “Frocio travestito”) e ribadendo più volte di essere un individuo cisgender (ovvero una persona che si riconosce nel suo sesso biologico) e non transessuale, come invece si potrebbe pensare a giudicare dai suoi costumi di scena o dal look che adotta in pubblico e in privato. Linn infatti è uomo, si sente tale (anche se ama parlare di sé al femminile) e rivendica il diritto del maschio ad essere femminile oltre che effeminato: le sopracciglia non definite e il corpo peloso hanno per lui lo stesso diritto ad essere assunti come simboli di femminilità al pari di un corpo depilato o di un paio di labbra siliconate. Mulher, una delle sue canzoni più famose, presenta infatti un ritornello (“Ela tem cara de mulher/Ela tem corpo de mulher/Ela tem jeito/Tem bunda/Tem peito/E o pau de mulher!”) che tradotto suona più o meno così: “lei ha il viso di una donna, il corpo di una donna, i modi, il culo, il petto e il c***o di una donna!”. La musica e le performance di Linn mirano dunque a riscrivere, risemantizzare il corpo (dell’uomo e del travestito) alla luce della nuova sensibilità che si sta affermando in gran parte del mondo. Purtroppo il Brasile resta uno dei Paesi con il più alto tasso di omicidi di transessuali e la situazione non sembra certo in fase di miglioramento; per questo la controversa artisticità di Linn, sebbene in alcune circostanze produca esiti indiscutibilmente espliciti, al limite della volgarità, va guardata con una certa ammirazione: forse è anche attraverso personaggi come lei che le cose possono cambiare.

Pure a livello prettamente musicale Linn è una sperimentatrice: funky, pop ed elettronica sono le sonorità che accompagnano i testi delle sue canzoni scritte per abbattere l’etero-normatività che è largamente presente nella società, persino nella stessa comunità LGBT. “Uso la musica come un’arma” dice Linn, apertissima a sperimentare anche nell’audiovisivo. Tralasciando i vari videoclip (spesso accessibili solo ad un pubblico maggiorenne), non è questa la sua prima partecipazione a un film: era nel cast di Corpo elétrico di Marcelo Caetano nonché uno dei personaggi principali di Meu Corpo é Politico di Alice Riff. Bixa Travesty è il primo documentario a lei dedicato.

Il narcisismo che la contraddistingue ben si appaia del resto con il ruolo da protagonista riservatole: ecco allora che Linn, per mezzo di un postazione radiofonica o di una chiacchierata con gli amici o con la madre, si spoglia anche della sua maschera da popstar e si confida allo spettatore, ricordando quelle ferite che il suo personale percorso di vita le ha procurato.

In una scena molto toccante del film, Linn non tralascia di parlare del cancro che l’ha colpita, del suo ricovero in ospedale, della forza che la danza e la musica le hanno dato per superare quei momenti terribili e che continuano a darle ogni giorno per rivendicare la possibilità di essere chi vuole e come vuole, conquistando il “diritto di vivere e splendere”.

SCHEDA TECNICA
Bixa Travesty (Tranny Fag; Francia, 1958) – REGIA: Kiko Goifman, Claudia Priscilla. SCENEGGIATURA: Kiko Goifman, Linn da Quebrada, Claudia Priscilla. FOTOGRAFIA: Karla Meneghetti. MONTAGGIO: Olivia Brenga. MUSICA: Linn da Quebrada. CAST: Linn da Quebrada, Jup do Bairro, Assucena Assucena, Liniker. GENERE: Noir. DURATA: 88′.

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