Voto al film:

Riflessi

È sulle note dello Schiaccianoci di Čajkovskij che si dipana una delle sequenze più significative di Noi, secondo lungo di Jordan Peele che segue il folgorante esordio rappresentato da Get Out.

La correlazione coreutica che si sviluppa tra Adelaide bambina e il suo doppio riflette l’indissolubile legame tra “io” e “altro” che è uno dei temi cardine del film e al contempo si riflette – in un film giocato sul significato metaforico del riflesso – nella lotta/danza tra Adelaide adulta e Red, il suo doppio ormai cresciuto che proprio grazie alla protagonista ha imparato a danzare.

La regia di Peele struttura la sequenza sulla base di contrapposizioni e ripetizioni variate e si affida a una rielaborazione distorta della musica del balletto per richiamare sia a livello visivo sia sul piano uditivo quel “perturbante” che caratterizza tutta questa seconda opera del regista americano: è infatti proprio l’essere “simili ma non identici” la caratteristica degli antagonisti della famiglia protagonista che provoca un senso di ansia nello spettatore. Allargando lo sguardo all’intero film, queste corrispondenze/ripetizioni variate si moltiplicano: si pensi al figlio di Red che ripete i movimenti di Jason o alla simbologia dei numeri 11:11 (il versetto di Geremia indicato dall’uomo sulla spiaggia, l’ora sulla sveglia digitale di Adelaide, la scritta sulla fronte dell’uomo portato in ambulanza) o ancora alla sequenza finale che ci permette di rivedere l’antefatto dal punto di vista di Red.

Alla colonna sonora del film l’autore affida un triplice compito. Innanzitutto quello di creare proprio un’atmosfera perturbante e, sin da subito, con Anthem, il compositore Michael Abels (alla sua seconda collaborazione con Peele) centra l’obiettivo. Sui titoli di testa, che mostrano decine di gabbie di conigli, voci di bambini intonano una marcia che è tutto fuorché angelica, in un linguaggio che non è una vera lingua: Abels cercava un suono che producesse inquietudine proprio per la non-comprensione del significato delle parole, che in realtà sono semplici accostamenti di sillabe.

Al tema del perturbante si ricollega la seconda funzione della musica di Abels, quella di riprendere, a livello sonoro, il tema della ripetizione variata, già chiamato in causa per la danza delle bambine. Nella sequenza della lotta tra le due donne, anche questa coreografata come un balletto, la musica è una versione alterata del brano hip-hop I Got 5 on It, che già avevamo ascoltato nella versione originale mentre la famiglia di Adelaide era in macchina, serena, verso la casa delle vacanze.  Questa rielaborazione, intitolata ironicamente Pas des deux, serve a rivelare come in fondo Red e Adelaide non siano semplici rivali ma profondamente interconnesse.

E l’ironia che si intravede in questa operazione, così come nella riproposizione (anche questa, variata) della hit Les Fleurs di Minnie Riperton, prima in versione anni ’80 a commento dello spot di “Hands Across America” e poi alla fine del film, quando i “rossi” creano la catena umana, è esattamente la terza funzione di questa colonna sonora: quella di far emergere un tono di commedia anche nel dramma, proprio come avviene in alcuni dialoghi, in alcune situazioni al confine con lo splatter e più in generale nell’intera poetica di Peele. Un esempio perfettamente calzante di tutto ciò è la riproduzione, da parte dell’assistente domestico digitale Ophelia, di F**k the Police degli N.W.A. in risposta alla richiesta di Kitty di chiamare la polizia per salvarsi dalla strage che i loro doppi stanno portando avanti nella casa degli amici bianchi di Adelaide.

Sebbene Us non sia completamente riuscito, la colonna sonora rispecchia assai fedelmente la poetica alla base del film, conferendo alla pellicola un notevole valore aggiunto.

SCHEDA TECNICA:
Noi (Us; USA, 2019) – REGIA: Jordan Peele. SCENEGGIATURA: Jordan Peele. FOTOGRAFIA: Mike Gioulakis. MONTAGGIO: Nicholas Monsour. MUSICA: Michael Abels. CAST: Lupita Nyong’o, Winston Duke, Elisabeth Moss, Tim Heidecker. GENERE: Horror. DURATA: 116′.

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