Voto al film:

Un “non-film” tra cinema e videogioco

Uscito nel 1984 e diretto da Peter Webb, Broad Street ha ricevuto fin da subito risposte negative da pubblico e critica, tra cui quella radicale – ma assolutamente condivisibile – di Roger Ebert, che definì la pellicola una sorta di non-film dalla trama inconsistente e poco sviluppata quanto musiche magnifiche.

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Voto al film:

Magia della musica, magia della passione.

Chiamare la vostra band “Magic Music” potrebbe sembrare leggermente pretenzioso o fastidiosamente autocelebrativo. Però se avete vent’anni e vi trovate a Boulder (Colorado) negli anni ’70 qualche attenuante ve la si concede: siete ancora immersi nella (contro)cultura del ’68 e il campus dell’università alla quale vi siete iscritti per “specializzarvi in sesso e droghe” è popolato da hippy che vengono ad ascoltarvi al parco. Read more


Voto al film:

“Un nessuno che sogna di diventare qualcuno”

A tre anni di distanza da Mean Streets, ambientato nelle strade di Little Italy, Martin Scorsese torna nello scenario metropolitano della New York degli anni ’70, ritraendone il disfacimento e la desolazione nei toni angoscianti di quello che può essere definito un cupo neo-noir esistenziale. Read more


Voto al film:

Generazione di fenomeni Made in Italy

Riko ha cinquant’anni, un lavoro di otto ore giornaliere che ha iniziato quando ne aveva venti, un figlio con un’altra donna, un matrimonio in pezzi, un padre in ospizio, un’amante che gli fa l’occhiolino fra le mortadelle (Riko lavora in una salumeria reggiana) e una compagnia di amici talmente allegri che sembrano sempre sotto sostanze stupefacenti. In breve, è un insoddisfatto. E su questa insoddisfazione ci sta riflettendo. Dice al figlio: “È un attimo farsi andare bene tutto”.

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Voto al film:

A Hollywood affair

“Come le commedie e i melodrammi, i film ‘star is born’ sembrano dapprima essere critici verso Hollywood ma in realtà non sono altro che una celebrazione della creatività, del caos e della collaborazione dell’industria cinematografica”. James Stratton nel suo libro A Star Is Born and Born Again (2015) analizza quel particolare filone del cinema americano in cui “Hollywood talks about Hollywood”, concentrandosi in particolare sul topos narrativo di È nata una stella, consacrato ad archetipo narrativo dopo la potentissima trasposizione di George Cukor datata 1954.

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